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Alberto
Cassani, 1 Agosto 2003: Ridicolo |
Medusa,
23 Agosto 2002
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We
Were Soldiers
Fino all'ultimo uomo
di Randall Wallace 
Millesimo
film di guerra degli ultimi tre anni, "We Were Soldiers" si
piazza nella parte bassa della classifica in quanto ad interesse, e
buon ultimo in quanto a riuscita generale. Innanzitutto il film perde
il bellissimo titolo originale del libro da cui è tratto ("We
were soldiers once... and young", eravamo soldati, una volta...
e giovani), e soprattutto si rivela essere un'accozzaglia di stupidità
difficilmente sopportabili dallo spettatore adulto. E' comprensibile
che il popolo statunitense abbia bisogno di eroi, di buoni esempi, dopo
l'11 Settembre, ma c'è un limite a tutto...
Il
Tenente Colonnello dei paracadutisti Hal Moore si è appena trasferito
in una nuova base, dove gli è stato assegnato il compito di preparare
i giovani ufficiali appena usciti dall'Accademia Militare a quello che
potrebbe capitargli in guerra. E' il 1965, e la guerra è quella
del Vietnam. Quasi da un giorno all'altro, l'intero contingente di Fort
Benning si trasferisce in Indocina per provare a vincere quella guerra
che i francesi hanno perso diec'anni prima. Trasportati in elicottero
alle pendici di una montagna di grande importanza tattica, il 7°
cavalleria di Moore si trova in breve circondato da migliaia soldati
Vietcong in quella che verrà poi definita la 'Valle della Morte'.
E' uno dei primi scontri tra soldati statunitensi e vietnamiti, ed è
uno degli scontri più duri di tutta quella guerra.
Dopo
un prologo vergognosamente retorico, fatto di tirate patriottiche e
preghiere politically correct, il film che riunisce star
e sceneggiatore di "Braveheart" si sposta in prima linea e
fa sperare in un deciso cambio di rotta. Ma quando il primo soldato
statunitense cade a terra e mentre crepa sussurra "sono felice
di morire per il mio paese", è definitivamente chiaro in
quale inferno siamo capitati noi ignari passanti.
Sembra
abbastanza evidente come Wallace abbia studiato per bene i film di guerra
più recenti, dal soldato Ryan a "Black
Hawk Dawn", in modo da riproporcene quelli che lui riteneva
essere gli elementi di maggior interesse. Purtroppo per lui, e per noi
spettatori, si è soffermato sull'aspetto stilistico senza osservare
con attenzione la costruzione drammaturgica utilizzata da chi è
venuto prima di lui. Di conseguenza, ha finito ad esempio per perdere
l'efficacia degli everyday men
di Spielberg in favore di un nuovo Superman in tuta verde, ha finito
per ignorare completamente 'l'Orrore' narrato da
Coppola e la lucida follia kubrickiana, ma
non ha nemmeno fatto tesoro del 'fuori giri' cui
è andato incontro Ridley Scott. Risultato: non solo un film
noioso e privo di qualsivoglia attrattiva, ma una pellicola del tutto
decontestualizzata dalla situazione storica che ci sta narrando. Peccato
mortale, quando si parla del Vietnam.
Mel
Gibson si aggira sul set con l'aria di chi ha sognato l'Amleto di Zeffirelli
e si sta chiedendo perché Morticia Addams si faccia chiamare
Madeleine Stowe, circondato com'è da star-in-the-making
che non sanno recitare (Chris Klein e Keri Russell) e da buoni attori
che sparano banalità a raffica (il giornalista Barry Pepper).
Di tutto il cast - di tutto il film - si salva solo il caustico
Sam Elliott, che però perde una buona occasione per prendere
in giro Gibson-Moore quando questi, ferito ad una spalla, invece di
dire 'ahia' imbraccia l'M-16 e fa fuori Vietcong a valanghe. Il ritorno
di John Wayne, fuori tempo massimo.
Titolo:
We Were Soldiers - Fino all'ultimo uomo (We Were Soldiers)
Regia:
Randall Wallace
Sceneggiatura:
Randall Wallace
Fotografia:
Dean Semler
Interpreti:
Mel Gibson, Madeleine Stowe, Sam Elliott, Chris Klein, Greg Kinnear,
Keri Russell, Barry Pepper, Don Duong, Ryan Hurst, Robert Bagnell, Marc
Blucas, Josh Daugherty, Jsu Garcia, Jon Hamm, Clark Gregg, Desmond Harrington,
Blake Heron, Erik MacArthur, Dylan Walsh, Mark McCraken
Nazionalità:
USA, 2002
Durata:
2h. 18'
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