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Soundtrack: "Nightmare" di Steve Jablonsky

8 novembre 2010 Soundtrack 0 Commenti
Roberto Pugliese, 19 Ottobre 2010: * * * ½
In collaborazione con Colonne Sonore

Steve Jablonski ha avuto modo di mettere più di una volta la sua musica al servizio delle pellicole di Michael Bay, da The Island a Transformers, realizzando soprattutto le partiture dei remake horror che la casa di produzione del regista californiano ha prodotto negli ultimi anni…


Inutile commettere l’errore, peraltro fortemente tentatore, di parametrare lo score di un remake sul modello originario, cercando – spesso vanamente – di rintracciare confronti, connessioni, magari citazioni sotterranee. Anche in tal senso la serie di Nightmare, fondativa del new horror statunitense degli anni ’80 insieme a quelle di Halloween e Venerdì 13, si dimostra molto più disomogenea e ramificata delle sue consorelle: pur se aperta e chiusa dal suo autore, Wes Craven, a dieci anni esatti di distanza (dal primo Nightmare – Dal profondo della notte, 1984, a Nightmare – Il nuovo incubo, 1994), essa ha compreso al proprio interno tali e tante varianti stilistiche e sintattiche – anche musicali – da renderne praticamente impossibile un’analisi come corpus unitario di una mitologia fantastica tra le più popolari dell’immaginario contemporaneo. La premessa è doverosa perché, anche al netto delle ulteriori varianti (spin-off televisivi e “incroci” tipo Freddy vs Jason), i misfatti di Freddy Kruger sono stati accompagnati negli anni da una tavolozza di idee musicali e di compositori estremamente diversificati, dall’originario Charles Bernstein (cui si devono il morboso, mellifluo e contorto “Nightmare’s theme” tenuto poi come collante in tutti gli episodi successivi, e la semplicissima quanto allarmante cantilena infantile qui riproposta in “Jump rope”) a Christopher Young, da Craig Safan ad Angelo Badalamenti, da Brian May a Jay Peter Robinson.

Una soggezione che il quarantenne Steve Jablonsky, tipica figura di “addictional composer” della factory zimmeriana, sembra non subire minimamente nel riazzerare completamente il paesaggio sonoro per il remake prodotto da Michael Bay e diretto da Samuel Bayer. Jablonsky è un compositore che lavora indubbiamente su alcuni “tòpoi” caratteristici di Zimmer o Gregson-Williams (ritmi solennemente scanditi dall’elettronica, lunghissime arcate, progressioni dinamiche colossali) ma, come ha avuto occasione di dimostrare nell’apocalittica partitura di Steamboy, arricchendoli con una personale vena meditativa, sovente malinconica, a volte citazionistica, non di rado sorprendentemente eterodossa e architettonicamente sfrenata. Appare ad esempio chiaro, sin da “Freddy’s coming for you” e i “Main title”, che il climax è sospeso fra una tensione profondamente tragica (l’arpeggio emozionato degli archi nei “Title”) e le ambiguità agghiaccianti della horror music più raffinata ed elaborata (glissandi, dissonanze, spezzature, intrusioni rumoristiche).

Curioso, nell’individuazione del nuovo Leitmotiv, un aggancio abbastanza esplicito al Tema di Armonica del morriconiano C’era una volta il West, anche se poi le sue labirintiche ramificazioni ci conducono altrove. E’ costante in Jablonsky il dialogo proficuo tra orchestra e apparati elettronici (il tutto sotto la sapiente guida di Nick Glennie-Smith), dove l’una e gli altri si integrano in un’unica direzione di paesaggistica del suono: lo attestano la pensosa, cupa severità neoclassica di un brano come “Quiet drive”, bruscamente interrotta dalla deflagrazione del “tutti”, l’incalzare percussivo di “Boo” su cui echeggia sinistro il leitmotiv, o ancora lo struggente, sconsolato camerismo per archi di “Wake me up”.

Horror music dunque, certamente, ma di superiore fattura e complessità. In perfetta linea con la “postmodernità” dell’horror cinematografico contemporaneo.


Titolo: Nightmare (A Nightmare on Elm Street)

Compositore: Steve Jablonsky

Etichetta: Sony Music, 2010

Numero dei brani: 18

Durata: 50′ 05”


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