Luca Contini, 16 Luglio 2005: Scadente
Lion Pictures, 24 Giugno 2005

L'uomo spezzato

BLEAH di Stefano Calvagna BLEAH


Stefano CalvagnaStefano Malavasi (Stefano Calvagna) ha 35 anni, è un insegnante di un liceo artistico, è sposato con una donna che ama molto ma che ha un carattere difficilissimo, e ha un figlio che adora. Il suo matrimonio è in crisi, ma lui lotta in tutti i modi per salvarlo. Per questo motivo, per evitare le ingiustificate gelosie della moglie, Stefano non dà spazio agli approcci di nessun'altra donna, nemmeno della bella collega Anna (Valentina Pace), che in lui vede quel tipo di uomo serio che non è mai riuscita ad incontrare nella sua vita amorosa. Ma nonostante le precauzioni, Stefano finisce nel mirino della sua allieva Laura (Federica Sbrenna), che ha una grande voglia di sembrare più grande dei suoi 13 anni. Pian piano, con la complicità passiva dell'amica del cuore Sara (Giulia Elettra Gorietti) e del bidello (Flavio Bucci), Laura trama per conquistare il suo professore e portarselo a letto. Al chiaro rifiuto di Stefano, Laura si vendica con la più infamante delle accuse: quella di molestie sessuali. Così, in poco tempo il mondo di Stefano crolla: la moglie lo lascia portandosi via il figlioletto, la stampa lo marchia a fuoco come pedofilo e il preside (Ivo Garrani) e i colleghi lo isolano. Solo Anna gli crede e rimane l'unica persona al suo fianco. Stefano viene anche malmenato dal patrigno di Laura e dai suoi loschi amici, ma nel momento più buio trova l'aiuto fondamentale di Sara, che ha la forza di confessare liberandosi così della sudditanza psicologica nei confronti dell'amica. Stefano viene quindi riabilitato pienamente ma scoprirà che, nella mente della gente comune, il suo 'marchio' non è stato affatto cancellato: sarà quindi condannato ad essere per sempre un 'uomo spezzato'.

Giulia Elettra Gorietti e Federica SbrennaDetta così la trama, ci si potrebbe trovare di fronte ad un film a carattere 'impegnato', che prende come tema quello della difficoltà di scagionarsi appieno da ingiustificate accuse infamanti. Ma così non è. Fin dalle primissime battute si avverte forte la sensazione che qualcosa non va. A partire dalla recitazione, che appare mediocre e artificiale - sempre troppo caricata, quasi da melodramma teatrale - con relazioni umane e dialoghi assolutamente irrealistici. E dispiace vedere che in questo marasma finisca pure un attore importante come Ivo Garrani. Anche la realizzazione tecnica lascia molto a desiderare: le luci degli interni sono quasi sempre troppo forti mentre l'audio in presa diretta in troppe scene risulta fastidiosamente intubato. A tutto questo si aggiungono alcune scelte di regia veramente inquietanti, tra cui un misterioso quanto inutile flashback in cui si assiste al passato da teppista di Stefano, con una scena che nelle intenzioni vorrebbe essere violenta come "Arancia meccanica" ma che risulta ridicola come uno sketch comico in cui si assiste ad un falso pestaggio.
Ivo GarraniPiù gravi sono poi le scelte nella parte del film, in cui Stefano viene accusato di molestie pedofile: viene mostrata una lunga sequenza in cui si vede la foto di Malavasi pubblicata a grande formato su tutti i quotidiani, accompagnata da titoloni. Tralasciando il discorso sulla legge sulla privacy, che Calvagna sembra ignorare bellamente, come è possibile mostrare delle foto di uno che è semplicemente accusato (e che quindi non è stato giudicato colpevole)? In Italia non è più permesso sbattere con nonchalance il mostro in prima pagina, così come furono mostrate con molta cautela le foto del famigerato Mostro di Düsseldorf, che invece era colpevole, reo confesso. Anche i servizi dei telegiornali che si vedono nel film sono irrealistici: si vedono delle lunghissime interviste (mai sentito parlare di tempi televisivi, Calvagna?) a tutti i colleghi, che indugiano persino su giudizi morali personali. E ovviamente non appare nessun logo di nessuna emittente, neppure inventato...

Valentina Pace e Stefano CalvagnaLa ciliegina sulla torta è rappresentata dal finale, che rasenta il ridicolo: Stefano, ormai riabilitato, può tornare a vedere suo figlio (anche se il matrimonio è definitivamente naufragato) e lo porta alle altalene del parco giochi, piene di bambini. Qui i genitori degli altri bambini mostrano di avere una memoria fuori dal comune: tutti, a distanza di mesi, lo riconoscono immediatamente e portano via di corsa i propri figli. In un attimo il parco giochi è deserto (cani compresi!) e Stefano, disperato, si porta le mani al volto e grida come nel famoso quadro di Munch "L'urlo", che infatti viene sovrapposto in dissolvenza al volto di Stefano. Terribile. Ah: quando all'inizio del film si vede Stefano che fa lezione in aula, di cosa sta parlando? Ma de "L'urlo" di Munch, ovviamente...


La locandinaTitolo: L'uomo spezzato
Regia: Stefano Calvagna
Sceneggiatura: Stefano Calvagna
Fotografia: Giovanni Cavallini
Interpreti: Stefano Calvagna, Federica Sbrenna, Valentina Pace, Ivo Garrani, Flavio Bucci, Antonio Pennarella, Giulia Elettra Gorietti, Giusi Cataldo, Giorgio Gobbi, Eleonora Pariante, Adriana Ortolani, Lorenzo Camilli, Daniele Priori, Micaela Pignatelli, Luca Breccolotti, Alessandro Bucci, Nino Fausti, Sergio Placidi, Francesco Petrazzi, Silvio Fanella
Nazionalità: Italia, 2005
Durata: 1h. 30'