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Gianpaolo
Saccomano, 4 Settembre 2005: Efficace |
CDI,
12 Agosto 2005
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Saint
Ange
di Pascal Laugier
Distribuita
in Italia durante il periodo estivo - come, purtroppo, sempre più
spesso molta della cinematografia d'Oltralpe, soprattutto se di genere
(si pensi per esempio a "Danny the Dog")
- questa pellicola, diretta dal quasi esordiente Pascal Laugier (viene
dal corto e dalla pubblicità) e supervisionata dell'ex-critico
cinematografico Christophe Gans ("Il patto dei
Lupi"), si inserisce comunque a pieno diritto nella migliore
tradizione del cinema delle "ghost house".
L'impianto
narrativo è relativamente semplice e procede per sottrazione,
più che per accumulo: il Saint Ange è un'imponente e sinistra
magione adibita ad orfanotrofio, circondata da un lugubre parco secolare,
che alla fine degli anni Cinquanta sta per essere chiusa per mancanza
di fondi. La giovane Anna (Virginie Ledoyen) vi viene spedita come donna
delle pulizie, dopo essere stata scacciata dai padroni precedenti perché
rimasta incinta per i loro abusi. Qui la sfortunata servetta farà
amicizia con Judith (un'allucinata e disturbante Lou Dollon, davvero
molto in parte) e si scontrerà con la sinistra inflessibilità
della direttrice Madame Francard (Catriona MacColl) e con l'ambigua
complicità della custode tuttofare Helenka (una efficace Dorina
Lazar, che molto ricorda la grande Shelley Winters di "Chi giace
nella culla della zia Ruth"). Il tutto con un crescendo sempre
più inquietante di mistero e lugubre sottinteso.
All'interno
di questo desolante edificio che, tra scricchiolii, colpi, sussurri
e lamenti, sembra celare un terrificante segreto, custodito efficacemente
dagli spaventosi "bambini fantasma", si dipana una vera e
propria odissea personale, fatta di coraggiose esplorazioni e macabre
scoperte, all'ossessiva ricerca di una risposta agli inquietanti interrogativi
che una quantità di indizi e di fenomeni inspiegabili suggeriscono.
Il
film, nonostante qualche lentezza e un ricorso insistente allo spavento
artificioso, magari ottenuto con un uso un po' ruffiano degli effetti
sonori (e tal volta dell'eccessivo commento musicale), è apprezzabile
per la ricercatezza visiva e per il crescendo emotivo degli interpreti,
tutti di buon livello. Bisogna poi notare l'assoluta mancanza di gore
o di scene shock computerizzate, qui sostituite dalla minuziosa
minimalità dell'azione e da un setting molto tradizionale,
che rimanda ai ben più celebri "Suspiria", "The
Haunting" e "Session 9", con qualche eco dell'ormai
dimenticato "Dove comincia la notte" di Maurizio Zaccaro.
Sostenere
che a Laugier sia riuscito di girare un nuovo capitolo nella storia
del cinema delle "case infestate" è senz'altro eccessivo,
ma non segnalare questa pellicola per la sua raffinatezza visiva e per
la delicatezza con cui vengono proposte situazioni che potrebbero facilmente
sconfinare nell'effettaccio e che invece continuano a ingenerare inquietudine
e pathos, grazie soprattutto all'uso sapiente della fotografia
e dell'ambientazione, ci sembra quantomeno doveroso.
Certamente, una maggiore attenzione ai tempi narrativi ed un montaggio
più serrato avrebbero giovato alla fruibilità e al risultato
finale, ma si tranquillizzino coloro che si sono entusiasmati per opere
come "The Others": la triste storia
di questo ormai fatiscente e malinconico orfanotrofio e dei suoi sfortunati
"bambini che fanno paura", qualche brivido intelligente e
una certa atmosfera misteriosa la sa ancora comunicare...
Percorsi
tematici
Fragile
- di Jaume Balaguerò, con Calista Flockhart, Richard Roxburg.
Titolo:
Saint Ange (Id.)
Regia:
Pascal Laugier
Sceneggiatura:
Pascal Laugier
Fotografia:
Pablo Rosso
Interpreti:
Virginie Ledoyen, Lou Doillon, Catriona MacColl, Dorina Lazar, Virginie
Darmon, Jérôme Soufflet, Marie Henry, Eric Prat, Christophe
Lemaire
Nazionalità:
Francia, 2003
Durata:
1h. 38'
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