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"The Skeleton Key" di Iain Softley

18 luglio 2005 Recensioni 3 Commenti
CineFile

Uip, 9 Settembre 2005 – Interessante

Caroline Ellis accetta di occuparsi di un anziano molto malato che vive con la moglie in un’isolata residenza della Louisiana. La ragazza si conquista la fiducia della padrona di casa , che le consegna la “skeleton key”, la chiave che apre tutte le porte della casa, compresa quella di una stanza segreta…


Kate Hudson in The Skeleton KeyThe Skeleton Key è sicuramente uno dei migliori prodotti thriller degli ultimi anni, con un ottimo livello di tensione ed una storia non solo credibile ed armonica ma anche raccontata in maniera egregia. Non per nulla lo sceneggiatore è Ehren Kruger, lo stesso autore di alcune delle più avvincenti storie hollywoodiane, dallo splendido thriller di spionaggio Arlington Road alle due versioni statunitensi di The Ring e The Ring 2. Per Skeleton Key dice di aver realizzato una storia che può affascinare quelli che come lui sono incuriositi dal mondo dell’occulto ed a quella cultura sudista arrivata a New Orleans con gli schiavi haitiani agli inizi del 1800.

Gena Rowlands in The Skeleton KeyI riferimenti all’esoterismo, ai riti voodoo e l’importante componente afro-latina rappresentata da ricorrenti rievocazioni Soul e Rythm ‘N’ Blues, conferiscono al film un carattere fortemente musicale. L’ottima regia di Iain Softley fa tutto il resto. Il regista britannico infatti, dopo la sua mediocre prova in K-PAX, sembra essere rinsavito ed aver riacquistato con questo Skeleton Key una buona fetta della lucidità che dimostrò nel 1997 dirigendo l’indimenticabile Le ali dell’amore. Anche se in verità i due film – a parte la buona regia – in comune hanno veramente molto poco.

Peter Sarsgaard e Kate Hudson in The Skeleton KeyDa sempre il mondo degli stregoni e dei riti magici fornisce storie cinematograficamente allettanti, ma questa volta siamo di fronte a qualcosa di più di un semplice thriller sovrannaturale. L’ambientazione tra i boschi, la solita villa, i soliti inquietanti padroni di casa e la solita malcapitata che non si fa i fatti propri possono ingannare per 5-10 minuti al massimo, perché questa storia di fantasmi è diversa da tutto ciò che si è visto finora. E’ una storia come mille altre storie di case stregate, ma che non si limita solo a raccontarci le origini della maledizione e riesce a trascinare lo spettatore nell’evoluzione della stessa, fino a condurlo ad un finale che va al di là di qualsiasi previsione. Insomma, un thriller ad alta tensione che a tratti sfocia nell’horror puro e a tratti si mischia piacevolmente ai riti magici, gli stessi che di recente vanno tanto di moda nelle serie Tv.

John Hurt e Kate Hudson in The Skeleton KeyCome si sa, poi, i classici dell’orrore più degli altri rimangono strettamente legati agli attori di grande personalità che li interpretano, facendo breccia nel cuore dark dell’immaginario collettivo. Non sappiamo se sarà così per la giovane protagonista Kate Hudson ma di sicuro lo sarà per Gena Rowlands – l’altra grande protagonista di Skeleton Key – che a settantacinque anni suonati è stata capace di interpretare alla perfezione una padrona di casa all’apparenza gentile ma che nasconde in seno un orrendo segreto. Il suo sguardo e le sue espressioni hanno riportato alla mente il volto della cattiva storica di Hollywood, l’indimenticabile Bette Davis che in Che fine ha fatto Baby Jane? manteneva nella sua casa un’atmosfera di terrore cercando di far impazzire la povera sorella inferma.

Kate Hudson e Gena Rowlands in The Skeleton KeyE’ stato senza dubbio strano vedere Kate Hudson cimentarsi in un horror dalle atmosfere ancestrali e così profondamente gotiche. Quella che a tutti gli effetti è una delle figlie d’arte più giovani, brave e belle di Hollywood aveva finora infatti riservato il suo bellissimo sorriso – ereditato dalla mamma (l’attrice Goldie Hawn) – esclusivamente per pellicole assai più leggere di questa, come Quasi Famosi di Cameron Crowe e le divertenti commedie Quando meno te lo aspetti e Come farsi lasciare in 10 giorni. E’ stato piacevole vederla affrontare senza controfigure un ruolo non facile dal punto di vista fisico e che prevedeva la sua presenza in quasi tutte le scene del film. Il tutto con una grandissima grinta e la semplicità che il suo volto e la sua esile figura sono capaci di esprimere senza troppi artifici. Ottime anche le scelte degli attori di contorno, a partire dall’infermo interpretato da John Hurt (Fuga di mezzanotte, Elephant Man) fino a Peter Sarsgaard nel ruolo del curatore degli affari della coppia di anziani. Poco sangue ma i brividi e le emozioni sono assicurate.


La locandina di The Skeleton KeyTitolo: The Skeleton Key (Id.)
Regia: Iain Softley
Sceneggiatura: Ehren Kruger
Fotografia: Dan Mindel
Interpreti: Kate Hudson, Gena Rowlands, Peter Sarsgaard, John Hurt, Joy Bryant, Jen Apgar, Andreas Beckett, Ann Dalrymple, Natasha Delaunth, Kristi Evans, Ianello Garcino, Justin Groetsch, David Jensen, Mark Krasnoff, Forrest Landis
Nazionalità: USA, 2005
Durata: 1h. 44′


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Attualmente ci sono 3 commenti a questo articolo:

  1. Marco scrive:

    Condivido assolutamente le recensione di Luciana.
    Consigliatissimo anche se non ha girato sia qui che in patria.

  2. Marco scrive:

    Rivisto e ricondivido la recensione.
    Aggiungo anche dei meriti alla bella fotografia che ben risalta l’ambientazione paludosa e l’ancestrale climax della casa ed al montaggio senza sbavature.
    Vedendolo la prima volta mi ricordo che mi appassionò totalmente.

    P.S. Albe sulla lista delle recensioni l’aggettivo che appare a questo film risulta “banale” e non “interessante”.
    Forse non hai visto la domanda che ti feci sulla recensione di “Pitch Black” :)

  3. Alberto Cassani scrive:

    Diciamo che farmi richieste durante il Festival di Venezia non è il modo migliore per avere una pronta risposta…

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