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"The Walk" di Robert Zemeckis

11 novembre 2015 Recensioni 2 Commenti
The Walk

Warner, 22 Ottobre 2015 – Vertiginoso

Il 7 agosto 1974 il funambolo francese Philippe Petit decide di attraversare la distanza tra una torre e l’altra del World Trade Center tenendosi in equilibrio su una fune d’acciaio, con il semplice e unico scopo di fare spettacolo. Prepara a lungo l’attesa missione con l’aiuto della sua squadra di amici, sfidando sorte e giustizia…


Émilie Leclerc e Joseph Gordon-Levitt in una scena di The WalkDopo la parentesi drammatica di Flight, Robert Zemeckis torna a farci sognare con The Walk. Abbandonati i colori e le modalità del genere animazione dopo A Christmas Carol, La leggenda di Beowolf e Polar Express, stavolta sceglie il live action e fa di Petit un eroe in carne ed ossa, con un 3D che amplifica l’eccezionalità della sua storica missione. The Walk si divide in 3 fasi: tutta la prima parte è ambientata a Parigi ed è un po’ un’allegra commediola sulla vita dell’equilibrista sognatore svolta tra espedienti e stenti; la seconda parte è la preparazione al “colpo”: Philippe con tutta la sua allegra brigata, compresa la sua donna, sono già a New York e organizzano il tutto per l’atteso giorno; i 30 minuti finali sono completamente dedicati all’attraversamento da torre a torre.

Joseph Gordon-Levitt in The WalkOvvio dire che Zemeckis libera tutto il suo slancio visionario nella fase conclusiva del film. Il resto, in particolar modo lo snodo centrale della storia, resta piuttosto debole ma basta quell’ultima mezz’ora tra cielo e nuvole a risollevare completamente gli equilibri di The Walk. La camminata di Petit ci sospende tra vertigine e splendore, tra paura di cadere e voglia di volare; la città vista dall’alto con il 3D toglie fiato e parole, ma anche il funambolo visto dal basso suscita attesa e trepidazione. La regia si gioca tutti i punti di vista migliori per rendere ancora più spettacolare lo scorrere lento di quegli interminabili minuti.

Joseph Gordon-Levitt in una scena di The WalkPetit è protagonista e narratore: è lui che racconta, attraverso una postazione extradiegetica, lo svolgersi del “fatto” e forse proprio questa sua presenza rompe un po’ l’effetto “fantastico” di tutto l’evolversi. Molto belle le caratterizzazioni dei personaggi, allo stesso tempo amici e coadiuvanti di Philippe; in particolar modo è davvero divertente la fobia per le elevate altitudini del suo più stretto collaboratore. The Walk è un film spericolato, ma che allo stesso tempo nasconde una morale buona: a volte sfidare l’impossibile è possibile.


La locandinaTitolo: The Walk (Id.)
Regia: Robert Zemeckis
Sceneggiatura: Robert Zemeckis, Christopher Browne
Fotografia: Dariusz Wolski
Interpreti: Joseph Gordon-Levitt, Guillaume Baillargeon, Émilie Leclerc, Mark Trafford, Inka Malovic, Lucas Ramaciere, Martin Lefebvre, Philippe Bertrand, Laurence Deschenes, Patricia Tulasne, Jean-Robert Bourdage, Sylvie Lemay, Sasha Dominique, Soleyman Pierini
Nazionalità: USA, 2015
Durata: 2h. 03′


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Attualmente ci sono 2 commenti a questo articolo:

  1. Antonio scrive:

    Che bello vedere i grandi Registi di capolavori tornare a cimentarsi in cabina di regia ; Robert Zemeckis con The Walk e Steven Spielberg con Bridge of Spies .
    Zemeckis e’ riuscito a rendere coinvolgente una storia bizzarra , la preparazione fisica e psicologica a realizzare un sogno . Davvero toccante vedere prendere vita le Twin Towers , come anche e’ stato simpatico vedere Petit fare i suoi monologhi sulla Stua della Libertà ,regalo dei francesi alla Grande Mela.
    La scena del film che involontariamente mi ha fatto fatto scoppiare dal ridere e’ stato il primo piano all’occhio dell’uccello che Petit intravede quando si trova sospeso sul filo ….mi chiedo se fosse voluta quella scena trash!

  2. Annalisa scrive:

    la scena che a me è piaciuta di più è quando Petit arrivato da poco a New York si trova per la prima volta ai piedi di una delle due torri, guarda verso l’alto e sembra rendersi conto dell’impossibilità dell’impresa, noi con lui pensiamo: “Non ce la farà mai!!!”
    Invece sull’occhio del pennuto così dettagliato non ne conosco l’origine, chissà come è venuta fuori.

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