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Alberto Cassani, 22 Novembre 2003: Lucido |
Cineriz
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I
Quattrocento Colpi
di François Truffaut
Antoine
Doinel è un vivace tredicenne che vive con la madre ed il padre
illegittimo in un piccolo appartamento di Parigi. Convinto che la madre
non lo ami, e incapace di inserirsi nel sistema scolastico, Antoine
scappa di casa ma viene ripreso il giorno dopo. Ancor più deluso
da come gli vanno le cose a scuola, scappa nuovamente, con l'idea di
andare a vedere finalmente il mare. Finirà in riformatorio, ma
riuscirà a coronare il suo sogno.
Ideato
inizialmente come una serie di cortometraggi che dovevano raccontare
il concetto di infanzia che aveva François Truffaut, "I
Quattrocento Colpi" ("fare il diavolo a quattro", in
gergo francese) è poi diventato il primo lungometraggio dell'apprezzato
critico dei "Cahiers du Cinéma". Il film risente di
questa origine, essendo strutturato in capitoli piuttosto rigidi, ma
questo non gli impedisce di avere una struttura scorrevole ed efficace,
di grande impatto emotivo. Basandosi fortemente sulla propria esperienza
di ragazzo terribile, infatti, Truffaut realizza un film forte, a tratti
divertente e spesso commovente.
Ma Antoine Doinel non è solo la versione filmica di Truffaut:
insieme con lo sceneggiatore Marcel Moussy il regista rende la storia
un po' meno personale ed il personaggio principale un ragazzo come tanti,
inserendo nella pellicola eventi non capitati a lui ma che sarebbero
potuti accadere (e che sono certamente accaduti) a qualche suo coetaneo
dell'epoca. In più, il protagonista Jean-Pierre Léaud
ci mette molto del suo, ed è giusto dire che il personaggio di
Antoine Doinel è la fusione delle personalità di Truffaut
e dell'allora quattordicenne Léaud. Perfetto esempio di questo
è la splendida scena dell'interrogatorio di Antoine da parte
di una psicologa, in cui per la prima volta il ragazzo racconta la verità,
racconta se stesso... e racconta François Truffaut.
Dedicato
alla memoria del critico cinematografico André Bazin, che fu
in pratica il padre adottivo di Truffaut e morì di leucemia il
primo giorno delle riprese, il film fu presentato al Festival di Cannes
del 1959, dove vinse il premio per la miglior regia.
"Uno dei film più teneri e lucidi sull'infanzia incompresa"
(M. Morandini).
Percorsi tematici
Baci
rubati - di François Truffaut; con Jean-Pierre Léaud,
Claude Jade.
Effetto notte - di François Truffaut;
con Jaqueline Bisset, Valentina Cortese, Jean-Pierre Aumont.
La Signora della Porta Accanto - di François
Truffaut; con Gérard Depardieu, Fanny Ardant.
L'ultimo metrò - di François
Truffaut; con Catherine Deneuve, Gérard Depardieu.
L'uomo che amava le donne - di François
Truffaut; con Charles Denner.
Titolo:
I Quattrocento Colpi (Les Quatre Cent Coups)
Regia:
François Truffaut
Sceneggiatura:
François Truffaut, Marcel Moussy
Fotografia:
Henri Decaë
Interpreti:
Jean-Pierre Léaud, Claire Maurier, Albert Rémy, Guy Decomble,
Georges Flamant, Patrick Auffay, Daniel Couturier, François Nocher,
Richard Kanayan, Renauld Fontanarosa, Michel Girard, Henry Moati, Bernard
Abbou, Jean-François Bergouignan, Michel Lesignor, Luc Andreiux,
Robert Beauvais, Bouchon, Christian Brocard, Yvonne Claudie, Pierre
Repp
Nazionalità:
Francia, 1959
Durata:
1h. 34'
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