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Alien³ di David Fincher

26 settembre 2017 Recensioni 1 Commento
Alien 3

20th Century Fox, 1 Ottobre 1992 – Tragico

Un misterioso incendio danneggia la USS Sulaco, su cui viaggiano in ipersonno Ripley e i pochi sopravvissuti al massacro su LV-426. La capsula di salvataggio viene espulsa per atterrare su Fiorina 161, una colonia penale popolata solo da detenuti. Ripley sopravvive, ma insieme a lei anche uno xenomorfo…


Sigourney Weaver in una scena di Alien³Dopo che i primi due capitoli della serie si erano conquistati il rango di autentici capolavori del genere e del cinema tutto, era inevitabile che sul terzo gravassero delle aspettative elevatissime. Alla visione sicura di due autori molto forti e all’epoca in piena forma si sostituì però una delle lavorazioni più tristemente complicate di sempre, con un continuo ricambio di sceneggiatori e registi. La cabina di regia di Alien³ fu infine affidata a un esordiente David Fincher, che anche a distanza di anni rinnega con odio la sua prima esperienza con il grande schermo. La pellicola arrivata in sala all’epoca è bocciata da pubblico e critica principalmente per un montaggio a tratti confuso, la bassa qualità della computer grafica e il suo non essere all’altezza di quelle che l’avevano preceduta.

Una scena di Alien³Nel 2003, è pubblicata in DVD un’edizione estesa di Alien³, che riesce a rendere la narrazione meno affrettata e arricchire il gruppo di protagonisti di alcune sfumature da non sottovalutare, e rappresenta un’incarnazione decisamente migliore del lavoro di Fincher. Dopo la predominanza assoluta dell’orrore del primo episodio e dell’azione insuperabile del secondo, il tono è a questo giro quello della tragedia più pura e classica, dove gli avversari si conoscono e lo scontro è segnato da un destino avverso e crudele. Il personaggio di Ellen Ripley, complice anche l’eccellente prova di Sigourney Weaver, riesce a trasmettere tutto il peso delle sue esperienze precedenti e fare definitivamente i conti tanto con la sua nemesi quanto con i suoi demoni interiori.

Lance Henriksen in Alien³Ad affiancare l’eroina della serie, c’è un gruppo di personaggi non sempre all’altezza ma con almeno due elementi da ricordare: il dottor Clemens di Charles Dance e il Dillon di Charles S. Dutton. Scienza e fede, sentimento e cinismo: questi due estremi opposti formano con Ripley un trio che offre gli scambi di battute più validi dell’intero film e colleziona tutte le scene più memorabili, a eccezione del sadico confronto finale nella fonderia, che vede il sagace ritorno di Lance Henriksen.

David Fincher sul set di Alien³Al suo esordio sul grande schermo, con Alien³ Fincher è riuscito a dare un’impronta personale a una serie che, in quel momento, avrebbe ingoiato e digerito registi con maggiore esperienza, costruendo un mondo – quello di Fiorina 161 – che in quanto a fascino ha poco da invidiare alla Nostromo o a LV-426. Da notare come nella filmografia del regista di Denver torneranno spesso uomini condannati e in trappola, figli dei detenuti di questo sfortunato film, segno di una poetica precisa, per quanto anche in seguito prestata a sceneggiature altrui e ad esigenze hollywodiane. Nota di merito per la colonna sonora di Elliot Goldenthal, cornice perfetta per quello che, a oggi, è l’ultimo episodio davvero riuscito di una saga che avrebbe fatto solo bene a concludersi qui.


La locandina statunitense di Alien³Titolo: Alien³ (Id.)
Regia: David Fincher
Sceneggiatura: David Giler, Walter Hill, Larry Ferguson
Fotografia: Alex Thomson
Interpreti: Sigourney Weaver, Charles S. Dutton, Charles Dance, Paul McGann, Brian Glover, Ralph Brown, Danny Webb, Christopher John Fields, Holt McCallany, Lance Henriksen, Christopher Fairbank, Carl Chase, Leon Herbert, Vincenzo Nicoli, Pete Postlethwaite
Nazionalità: USA, 1992
Durata: 1h. 54′


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Attualmente c'è 1 commento a questo articolo:

  1. Antonio ha detto:

    Purtroppo questo e’ un film che odio tantissimo .
    Ho cercato di vederlo e rivederlo più volte (da amante della saga di Alien che sono) e continua sempre ad essere il meno riuscito della mia personale lista della tetralogia originale.
    I primi 5 minuti sono da galera e non mi dilungo per evitare di rovinare il “dispiacere” di chi ha amato Aliens.
    Un film nichilista che prosegue con un ritmo dilatato ma senza la grazia dei precedenti, attori di contorno inutili (incluso il cameo insipido di Lance Henriksen). Sigourney Weaver sempre il massimo della bravura, e’ solo la sua presenza ad essere la nota positiva di una pellicola che ha dirottato il franchise verso una palude di film posticci (Resurrection e Prometheus) e spin off terribili.
    Covenant mi ha intrattenuto molto di più !

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