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"Così è la vita" di Aldo Giovanni e Giacomo & Massimo Venier

15 gennaio 1999 Recensioni 1 Commento
Così è la vita

Medusa, 18 Dicembre 1998 – Divertente

Aldo, un detenuto di mezza tacca, deve essere scortato in tribunale. L’incarico è affidato al poliziotto Giacomo, che lascia la pistola d’ordinanza nel portaoggetti. Aldo se ne impossessa, prendendo in ostaggio Giacomo e il passante Giovanni. I tre cominciano una fuga senza meta…


Una scena di Così è la vitaEsci di casa la mattina dopo che tua moglie non te l’ha data e ti cadono le chiavi della macchina in un tombino, torni indietro e prendi quelle di scorta e quando arrivi al parcheggio scopri che ti hanno rigato la macchina (tre volte!). In lacrime, ti fermi a prendere il giornale e la giacca ti resta impigliata in uno spigolo e si strappa: Il figlio piccolo di una vicina di casa ti vomita addosso e quando ti distrai un attimo ti ciulano anche l’auto. Dopo questa sequela di sfighe una volante della polizia che arriva è troppo bello. E infatti quando ti puntano una .22 in faccia sei veramente nella merda. Ma perché non te ne sei rimasto a letto, stamattina?

Un'immagine pubblicitaria di Così è la vitaSpesso è difficile, per un regista al secondo film, ripetere il successo del primo. Aldo Giovanni e Giacomo non solo si sono ripetuti alla grande, ma hanno anche incassato più di quanto non avessero fatto con Tre uomini e una gamba. Segnato da una vena malinconica che potrebbe anche dispiacere ad alcuni, Così è la vita è un film molto divertente quando vuole esserlo e velatamente serio quando deve esserlo. I punti di contatto con la pellicola precedente del trio non sono pochi, a partire dal film nel film con cui la proieizione si apre, che altro non è se non il seguito di quello che Giacomo guardava in Tv all’inizio del loro primo film, con i tre gangster ai lavori forzati dopo aver sparato a Kennedy.

In realtà la cosa che più accomuna le due pellicole è che entrambe sono quasi dei road-movie. Rispetto al primo film il ritmo generale è un po’ più lento e aluni dialoghi girano a vuoto, ma l’incredibile verve comica dei tre e dei tanti cosceneggiatori riesce a rendere divertente persino il proverbio africano più abusato della storia – quello del leone e della gazzella, trasformati per l’occasione in un crotalo e un fagiano – costruendogli attorno una scena assolutamente memorabile.

Il regista Massimo Venier con Aldo, Giovanne e Giacomo durante una pausa di lavorazione di Così è la vitaA provare a rispondere alla domanda «Qual è il senso della vita?» ci avevano già provato i Monty Python una quindicina d’anni fa, travestiti da pesci rossi in una boccia d’acqua, in quello che probabilmente è il loro miglior film: Monty Python: il senso della vita, appunto. La risposta che danno Aldo Giovanni e Giacomo è altrettanto zoologica: è un cane trascinato da un’auto perché i padroni se lo sono dimenticato attaccato al paraurti. Ah no: quello era il film dell’anno scorso.


La locandina di Così è la vitaTitolo: Così è la vita
Regia: Aldo Giovanni e Giacomo & Massimo Venier
Sceneggiatura: Aldo Giovanni e Giacomo, Massimo Venier, Gino & Michele, Graziano Ferrari, Giorgio Gherarducci
Fotografia: Gianni Fiore Coltellacci
Interpreti: Aldo Baglio, Giovanni Storti, Giacomo Poretti, Marina Massironi, Antonio Catania, Fabrizio Ambrassa, Fabio Biaggi, Saturno Brioschi, Giovanni Cacioppo
Nazionalità: Italia, 1998
Durata: 1h. 40′


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Attualmente c'è 1 commento a questo articolo:

  1. Marco scrive:

    Concordo. Il loro miglior film, almeno il più maturo.

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