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"Il cacciatore di giganti" di Bryan Singer

26 marzo 2013 Recensioni 4 Commenti
Il cacciatore di giganti

Warner Bros., 28 Marzo 2013 – Noioso

Il giovane Jack entra in possesso di alcuni fagioli in grado collegare la Terra con il mondo in cui secondo le leggende sono stati esiliati i giganti. Quando uno dei fagioli si attiva, Jack si unisce alla Guardia Reale per salvare la bella principessa e impedire ai giganti di scendere sulla Terra…


Una scenaCedendo alla moda delle fiabe sul grande schermo dopo aver anticipato quella dei supereroi, Bryan Singer mette insieme il suo film peggiore, un giocattolone che pare indeciso se indirizzarsi agli adulti o ai bambini, con una sceneggiatura che più banale sarebbe stato difficile e degli effetti speciali magniloquenti ma per nulla sorprendenti agli occhi ormai assuefatti del pubblico del 2013. Non c’è quasi nulla che funziona come dovrebbe, qui, ed ogni aspetto contribuisce in egual misura a creare il difetto più grande della pellicola: la totale mancanza di meraviglia. Le due ore di proiezione scorrono infatti noiose e prive di sorprese, e per un film come questo si tratta del problema più grande in cui poteva incappare.

Ewan McGregor, Eleanor Tomlinson e Nicholas HoultLa sceneggiatura rimaneggia la favola di Giacomo e la pianta di fagioli (anche se il titolo italiano fa involontariamente pensare più all’ammazzasette Prode piccolo sarto dei fratelli Grimm) non tanto per adattarla al grande schermo e al suo linguaggio quanto per conformarla al gusto del pubblico moderno, il che certo non contribuisce a innalzare il film verso le più alte vette artistiche, anzi… Ideato dal Darren Lemke del quarto Shrek e passato in fasi successive per diverse mani, lo script è caratterizzato soprattutto da dialoghi patetici, una gestione del tempo scenico balzana anche se madre di un ritmo tutto sommato decente, e nessuna scena che possa dirsi anche solo lontanamente memorabile. Il fatto che un film sia tecnicamente ineccepibile serve a poco, se non c’è niente in grado di lasciare il segno nel ricordo dello spettatore.

Una scenaE’ chiaro che questo progetto poggia la sua base su presupposti molto diversi da quelli da cui partivano gli altri film di Bryan Singer, ma è altrettanto chiaro che fallisce alla grande tutti i suoi obiettivi. E’ un peccato che il regista newyorchese abbia finito per farsi inglobare completamente dal blob hollywoodiano, perché anche nelle sue opere più commerciali era finora sempre riuscito a portare avanti un suo discorso tematico di stampo chiaramente autoriale. Il cacciatore di giganti è – come riconosce lui stesso – il suo lavoro cinematografico più tradizionale. E purtroppo è anche il più dimenticabile.


La locandinaTitolo: Il cacciatore di giganti (Jack the Giant Slayer)
Regia: Bryan Singer
Sceneggiatura: Darren Lemke, Christopher McQuarrie, Dan Studney
Fotografia: Newton Thomas Sigel
Interpreti: Nicholas Hoult, Eleanor Tomlinson, Stanley Tucci, Ewan McGregor, Ian McShane, Bill Nighy, Eddie Marsan, Ewen Bremner, Ralph Brown, Warwick Davis, John Kassir, Cornell S. John, Andrew Brooke, Angus Barnett, Ben Daniels
Nazionalità: USA, 2013
Durata: 1h. 54′


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Attualmente ci sono 4 commenti a questo articolo:

  1. Marco scrive:

    Mai stato più d’accordo su tutto quanto. Compreso il titolo “noioso”.
    Oddio, bisogna dire che nell’insieme è noioso e prevedibile ma il ritmo è scorrevole e mi ha provocato solo due sbadigli :)
    Unica scena degna di nota è il primo ingresso di uno dei giganti.
    Comparto tecnico di valore ma “effetti speciali magniloquenti ma per nulla sorprendenti agli occhi ormai assuefatti del pubblico del 2013″ (cit.).
    Personalmente, poi, li ho trovati piuttosto scadenti rispetto anche a produzioni di anni addietro.
    La musica di Ottman è gradevole ed adatta.
    Costumi e capigliature (Tucci e McGregor) assolutamente ridicoliiiiiiiii !!!!!
    Attori che hanno lasciato la voglia e la bravura di recitare in camerino.
    Regia di Synger anonima e vuota. Inglobata totalmente dal calderone hollywoodiano.
    “Il fatto che un film sia tecnicamente ineccepibile serve a poco, se non c’è niente in grado di lasciare il segno nel ricordo dello spettatore.” (cit.) assolutamente d’accordo.

  2. Alberto Cassani scrive:

    Sì, probabilmente non è un film che faccia davvero addormentare ma non ti lascia nulla se non l’impressione di aver sprecato due ore della tua vita.

  3. Marco scrive:

    Albe parere tuo, o di chiunque ne abbia voglia, di “Into The Woods”?

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