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"Il mattino ha l’oro in bocca" di Francesco Patierno

7 marzo 2008 Recensioni 0 Commenti
Emanuele Rauco, 7 Marzo 2008: Inutile
Medusa, 29 Febbraio 2008

Marco Baldini è un giovane come tanti che vive ancora in famiglia, ha una fidanzata e non sa bene cosa fare della sua vita. Ha una sola certezza: la passione per la musica. Inizia a fare il deejay e il suo programma decolla. Ma il successo non gli toglie quel senso di inquietudine che lo accompagna…


Se si deve fare un buon film biografico bisogna assicurarsi che il personaggio trattato sia autorevole, importante, che abbia lasciato un segno nella storia, piccola o grande che sia. E che – possibilmente – la sua vita sia intensa, avventurosa, appassionante. O che almeno il regista che ha scelto di raccontarla riesca a renderla tale. Per questo non si capisce il perché di un film come questo di cui stiamo parlando: Marco Baldini è un comune speaker radiofonico e televisivo, la cui vita è più comune di quella di molti suoi colleghi e diretta da un regista che al secondo film dovrebbe trovare linfa ispirativa. I dubbi rimangono. E quindi seguiamo la vita di Baldini, dagli esordi nella radio locale all’arrivo a Radio Deejay (vera beneficiaria del progetto), dai problemi con il gioco e le corse alle minacce di morte. Secondari i rapporti con le donne.

Scritto dal regista Francesco Patierno con lo stesso Baldini (dall’omonima e altrettanto poco illuminante autobiografia), una commedia biografica dai tocchi lievemente drammatici, che se a parole vorrebbe rivisitare la favola di Pinocchio nei fatti resta sospesa in una medietà da Tv-movie che non dice nulla e stenta a interessare.

Ambientato quasi per intero dentro gli studi della radio, che siccome ha prodotto e concesso i suoi edifici crede di poter far crollare anche i miseri tentativi di ricostruzione, il film racconta la parabola dell’uomo comune, brillante ma un po’ fesso che si fa risucchiare in un’ossessione che non riesce a controllare e che non sa – non può, non vuole – uscire dal baratro con le proprie forze, né con l’aiuto dei propri cari (straordinario cameo di Carlo Monni nel ruolo del padre); e in parallelo delinea la “crescita” artistica di un talento che ha saputo farsi popolare anche grazie all’aiuto dei colleghi, Fiorello ovviamente su tutti.

Il film però mette in scena questa parabola poco interessante, dove difettano sia lo spessore del personaggio sia il gioco limpido della messinscena, che Patierno tiene sempre costantemente sulla piatta lunghezza d’onda della fiction televisiva, nella quale svaniscono contesto, atmosfera, personaggi, figurarsi poi i temi. E così la sceneggiatura segue pedissequa i meccanismi prevedibili del libro, mostrando una povertà d’ispirazione che la regia riesce a illuminare solo con pochi squarci; ciò che salva il film dall’inferno di celluloide sono i tocchi di sincerità e piacevolezza, dal rapporto col padre alla divertentissima ricostruzione di W Radio Deejay, conditi da una base di simpatia insita in progetto e personaggi che stempera lievemente il malumore. Ciò non toglie che, almeno per Patierno (esordio con Pater Familias), il film sia poco più di una svogliata marchetta, resa digeribile quindi dagli interpreti, anche loro sottotono a partire da Elio Germano, ma sicuramente in grado di dare simpatia, come Corrado Fortuna o Umberto Orsini. La simpatia ci aiuterà ad accettare una biografia che abbia come protagonista un essere umano davvero poco significativo.


Titolo: Il mattino ha l’oro in bocca
Regia: Francesco Patierno
Sceneggiatura: Francesco Patierno, Marco Baldini
Fotografia: Mauro Marchetti
Interpreti: Elio Germano, Laura Chiatti, Martina Stella, Carlo Monni, Raffaella Lebboroni, Fiorenza Pieri, Umberto Orsini, Gianmarco Tognazzi, Francesco Casisa, Corrado Fortuna, Dario Vergassola, Gerardo Amato, Edoardo Gabriellini
Nazionalità: Italia, 2008
Durata: 1h. 40′


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