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"La classe" di Laurent Cantet

7 ottobre 2008 Recensioni 1 Commento
La classe - Entre les murs

Mikado, 10 Ottobre 2008 – Sottile

Inizia l’anno scolastico: i soliti problemi, e l’aggiunta di nuovi. Il difficile rapporto con gli studenti, il tentativo di creare un’istituzione solida, l’insegnamento di materie che non interessano ai ragazzi e una reazione da parte degli studenti via via sempre meno controllabile…


François Bégaudeau in La classeSe il futuro delle civiltà e del mondo è dei ragazzi, le fabbriche del nostro futuro sono le scuole e le università, ma la situazione della cultura e degli ordinamenti scolastici del nostro Primo Mondo non è particolarmente rosea: il cinema moderno ha spesso cercato di entrare nelle aule per raccontare il disagio e i problemi, ma la spettacolarizzazione era all’ordine del giorno e forse il risultato più apprezzabile sta nel garbo di un film come La scuola di Daniele Luchetti. Completamente diverso e radicalizzato è l’atteggiamento del bravissimo Laurent Cantet, autore francese tra i più bravi in attività, che sceglie di raccontare la vita scolastica dal di dentro, usando persone che interpretano se stesse e cercando di raccontare un mondo cavalcando il confine tra ricostruzione, rappresentazione e creazione. Creando un grande film.

Angélica Sancio in La classeScritto dallo stesso Cantet con François Bégaudeu (autore del romanzo di partenza e protagonista) e Robin Campillo, una sorta d’inchiesta drammatizzata, più dalle parti dell’indagine giornalistica che del documentario, che mette in scena praticamente in presa diretta gli alti e i (troppi) bassi di un’annata scolastica, ponendo però l’attenzione più sui personaggi che sulle loro parabole.

Boubacar Touré in La classeAmbientato interamente tra l’aula e il cortile di una scuola media della periferia francese, il film racconta il lavoro di professori, alunni, presidi dal di dentro, seguendo quasi interamente il punto di vista del protagonista François, raccontando non solo il lavoro del professore e il suo quotidiano rapporto difficoltoso con gli alunni, ma allargandosi soprattutto ai risvolti che questo rapporto nasconde: l’insegnamento in una classe multiculturale porta alla luce la lotta di classe che nasce dalla scuola, lo scontro tra razze e svela le radici di un sistema di potere che dal lontano ’68 sembra non potere cambiare.

Esméralda Ouertani in La classeCantet dimostra una maturità, una forza e una consapevolezza straordinarie nel trovare l’equilibrio tra il racconto cinematografico e la documentazione, sapendo andare oltre la dinamica delle lezioni con l’uso dei dialoghi e oltre il documento con la forza dello stile, usando elementi della realtà per realizzare un potente affresco sul mondo che ci circonda trovando nel bisogno di comunicazione il nodo cruciale della nostra civiltà (il filo conduttore è quello dell’autoritratto), che preferisce aiutare pelosamente – e inutilmente – o punire, piuttosto che capire.

Franck Keïta in La classeLa sceneggiatura costruisce con sottigliezza e abilità il suo racconto, riuscendo a rendere limpidi e illuminanti i sottotesti; sa descrivere, raccontare e condividere con pubblico e personaggi senza dare quasi mai l’impressione di narrare. Cantet sa trovare la tensione e la lucidità giusta per tener il pubblico con nessun artificio, e sa anche costruire il suo stile profondo e intimo tramite la capacità di usare i piani, il ritmo e la spontaneità dei protagonisti. Che, per sottolineare una grande coerenza filmica, interpretano praticamente se stessi, capitanati da un Bégaudeau che ha raccontato su carta il suo lavoro di insegnante e che ora si trova a riviverlo, assieme a ragazzi che – attraverso un laboratorio – hanno imparato a rielaborare ed esteriorizzare (oppure reinventare) se stessi. Un grande film, dicevamo, per la completezza del suo discorso, per la tessitura filmica che lo sostiene, per la capacità di creazione filmica che si conficca nella realtà. E che ci racconta di una gioventù che vorrebbe dire cose che non gli si permette di raccontare.


La locandina francese di La classeTitolo: La classe – Entre les murs (Entre les murs)
Regia: Laurent Cantet
Sceneggiatura: Laurent Cantet, François Bégaudeau, Robin Campillo
Fotografia: Pierre Milon, Catherine Pujol, Georgi Lazarevski
Interpreti: François Bégaudeau, Franck Keïta, Boubacar Touré, Esméralda Ouertani, Angélica Sancio, Rachel Régulier, Cherif Bounaïdja Rachedi, Samantha Soupirot, Agame Malembo-Emene
Nazionalità: Francia, 2008
Durata: 2h. 08′


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Attualmente c'è 1 commento a questo articolo:

  1. […] al campo cinematografico. Quando ad esempio Laurent Cantet vinse la Palma d’oro nel 2008 con La classe, mise fine a un digiuno francese che a Cannes durava dal 1987, mentre la precedente vittoria […]

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