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"Le riserve" di Howard Deutch

17 novembre 2000 Recensioni 4 Commenti
Le riserve

Warner, 10 Novembre 2000 – Mediocre

Shane Falco non è mai riuscito a diventare un quarterback professionista nonostante il talento, perché psicologicamente troppo fragile. Per via dello sciopero dei giocatori professionisti, Shane potrebbe giocare le ultime quattro partite della stagione, ma è restio ad abbandonare il lavoro di ripulitore di barche…


Gene Hackman e Keanu Reeves in Le riserveIl 1987 fu un anno importante per la National Football League: fu il primo anno in cui sulla panchina dei Dallas Cowboys si sedette un allenatore diverso da Tom Landry, e soprattutto dopo due settimane di campionato i giocatori proclamarono uno sciopero che durò un mese intero. Al contrario di ciò che successe in Italia quando scioperano i calciatori  di serie A nel marzo 1996, i proprietari delle squadre NFL decisero di ingaggiare commessi dei supermercati, benzinai ed ex promesse del football universitario per sostituire gli scioperanti. ed evitare così di sospendere il campionato. Le riserve prende spunto da quell’episodio.

Jon Favreau in Le riserveSport particolarmente cinematografico, il football è stato soggetto di numerosi film, a volte belli come I mastini del Dallas a volte meno belli come The Program; a volte seri come Ogni maledetta domenica a volte meno seri come Tempi migliori. In una ideale classifica di merito delle pellicole ambientate tra paracolpi e palle ovali, Le riserve si posiziona in fondo. Molto in fondo.
Nelle intenzioni questo film di Howard Deutch vorrebbe essere una commedia, ma raramente riesce ad essere divertente, e vorrebbe essere un film sul football, ma le sequenze di gioco sono girate malissimo. In più ci si mette anche l’orrido adattamento italiano dei dialoghi, che trasforma il quarterback in capitano come era già successo secoli fa nel (peraltro bellissimo) Il Paradiso può attendere. Insomma: un film mediocre sotto tutti gli aspetti, che forse nelle mani di un regista migliore di Deutch sarebbe potuto essere migliore nonostante la brutta sceneggiatura.

Brooke Langton in Le riserveCome un attore di nome come Keanu Reeves ed un mostro sacro come Gene Hackman abbiano potuto accettare di girare questo film è davvero difficile da capire. Anche perché, invece di sostenere la pellicola con la propria presenza e la propria esperienza, anche loro si appiattiscono nel grigiore generale e non portano nulla di veramente positivo al film.

Le scene si susseguono noiosamente, sottolineate da discrete musiche di repertorio. L’unico aspetto della NFL che viene reso bene è la difficoltà che trovano i semi-professionisti una volta messi sul campo contro i veri professionisti: le azioni che prima funzionavano ora non funzionano più, i colpi che prima asfaltavano ora vengono a malapena sentiti. Ma solo due cose si salvano veramente, nelle quasi due ore di proiezione: gli occhi particolarmente espressivi di Brooke Langton e la voce fuori campo con cui il film si chiude.


La locandina di Le riserveTitolo: Le riserve (The Replacements)
Regia: Howard Deutch
Sceneggiatura: Vince McKevin
Fotografia: Tak Fujimoto
Interpreti: Keanu Reeves, Gene Hackman, Brooke Langton, Jon Favreau, Orlando Jones, Rhys Ifans, Falzon Love, John Madden, Jack Warden, Michael Taliaferro, Ace Yonamine, Pat Sumerall, Keith David
Nazionalità: USA, 2000
Durata: 1h. 57′


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Attualmente ci sono 4 commenti a questo articolo:

  1. Anonimo scrive:

    Non sono assolutamente d’accordo! Oltre ad essere un film assolutamente divertente, è l’unico film che sono riuscita a vedere più di cinque volte continuando a ridere come se lo vedessi per la prima volta. Lo ritengo un film non stupido e divertente soprattutto nelle sequenze delle partite.

  2. Plissken scrive:

    Di questo film non ne sapevo nulla, nemmeno sentito nominare. Al di là della validità o meno della pellicola, è interessante come attraverso i commenti vengano riportati all’attenzione film “vetusti”.

    Sto cercando di capire se valga o meno la pena di visionare la pellicola (vista la presenza dell’Hackman e del Reeves) ovviamente in una serata senza pretese, ma nonostante il commento di “anonimo” non credo che la recensione dia adito a dubbi, nemmeno cercando “tra le righe”.

    Interessante casomai è il veder conferma, mediante la foto in basso, dell’espressività dei due… occhi della Langton :-D

  3. Alberto Cassani scrive:

    Secondo me, se si vuole vedere una commedia sul football americano è molto meglio guardare “L’altra sporca ultima meta” (al di là che, ad aver voglia e tempo, val la pena guardare la serie di “Friday Night Lights”). Qui le cose davvero riuscite sono poche, tra cui la composizione multietnica della squadra. Poi è chiaro che un qualunque film comico troverà sempre un pubblico che risponde positivamente al suo umorismo, ma personalmente neanche la Langton vestita da cheerleader può convincermi a rivedere questo film.

  4. Plissken scrive:

    Debbo dire che se di calcio non ci capisco nulla, di football… la metà :-)

    Quindi in linea teorica se in qualche modo l’umorismo dovesse far riferimento (anche parziale) al gioco, non potrei divertirmi nemmeno fosse la più bella commedia del mondo in tema, cosa che, oramai mi è palese, non è…

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