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“Live!” di Bill Guttentag

26 febbraio 2009 Recensioni 3 Commenti
Emanuele Rauco, 26 Febbraio 2009: Mimetico
Moviemax, 6 Marzo 2009

Una giovane produttrice televisiva, per evitare il licenziamento inventa un programma scioccante: una roulette russa trasmessa in diretta, con sei concorrenti che devono cercare di non spararsi in testa in cambio di un assegno da 5 milioni di dollari. Polemiche e ascolti a non finire…


Da quando è nata, o meglio da quando ha insediato il primato industriale e culturale del cinema, la televisione è sempre stata bersaglio di satira e riflessioni anche scomode e dure da parte del “fratello maggiore” su grande schermo, da Quinto potere a Videodrome, passando per tutta la trafila della nuova società dello spettacolo. Ora tocca a Bill Guttentag (dal curioso cognome che in tedesco significa “buongiorno”, e che per anni ha lavorato in Tv) spingere ancora più in là il bersaglio e indurire i toni, riflettendo sull’ultima frontiera della Tv, il reality show e i giochi fatti di pericoli terminali, con un film che ne sonda le conseguenze estreme.

Partendo proprio dallo spunto principale di Quinto potere di Sidney Lumet, il regista – autore anche della sceneggiatura – trae una graffiante commedia satirica tutta girata come il dietro le quinte dello show stesso, dai risvolti tanto drammatici quanto sottilmente ironici, in cui però a volte bersagli e posizioni morali si confondono. Infatti il film riflette sui meccanismi creativi, produttivi, comunicativi e semiologici che regolano la nuova televisione, quella davvero dei demiurghi che non solo inventano e immortalano la realtà, ma la manipolano a loro piacere illudendosi anche di poter gestire la vita e la morte delle persone; ma il film mette in scena anche il retroterra culturale in cui un programma simile può fare breccia, la cultura delle armi, la disperazione economica o narcisistica.

Nella ricerca a volte ostentata del realismo e della mimesi nella messinscena, il film a volte va un po’ troppo in là, risultando meno credibile e convincente di quanto sarebbe stato se ambientato in un ipotetico futuro, ma riesce a giocare acutamente con le regole di suspense ed empatia, basilari in programmi del genere. Tanto che alla fine, con un finale che potrebbe essere sia ironico sia accomodante, la sceneggiatura confonde un po’ troppo i piani emotivi, ma anche quelli della descrizione dei personaggi, e piuttosto che sfumare il giudizio, pare tirarsene indietro, al contrario invece di una regia notevole nell’uso della camera a mano e di una tecnica ormai abusata, come quella del film in soggettiva da un’altra telecamera, ma che qui sembra necessaria. Anche perché ha il compito, per nulla ingrato, di girare continuamente intorno ad Eva Mendes, che mette la sua schietta sensualità al servizio di un personaggio cinico che pare calzarle a pennello. Nonostante qualche limite, un film acuto, che aiuta a riflettere, o perlomeno a farsi gli anticorpi contro certa televisione.


Titolo: Live! Ascolti record al primo colpo (Live!)
Regia: Bill Guttentag
Sceneggiatura: Bill Guttentag
Fotografia: Stephen Kazmierski
Interpreti: Eva Mendes, David Krumholtz, Rob Brown, Katie Cassidy, Jay Hernandez, Jeffrey Dean Morgan, Eric Lively, Monet Mazur, Danny Comden, Paul Michael Glaser, Andre Braugher, Michelle Krusiec, Mageina Tovah, Todd Stashwick
Nazionalità: USA, 2007
Durata: 1h. 36′


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Attualmente ci sono 3 commenti a questo articolo:

  1. paninomorbido ha detto:

    Il film è girato male, con attori non convincenti, sceneggiatura finta.
    Se vogliamo salvare l’idea salviamola (anche se a gran fatica). Ma la fattura del film è peggio che mediocre.

    Lo sto guardando ora e fa davvero schifo. Scusate la cattiveria, ma sono davvero infastidito.

  2. Fabrizio ha detto:

    Eh, non c’hai mica tutti i torti…

  3. Marco ha detto:

    Noi bhe dai non è cosi malaccio, a me mi ha appassionato fino alla fine.
    La scena finale trasmette molta tensione secondo me.
    Però c’è da dire che la seconda volta che lo vedi perde tutto il suo fascino. Da vedere sicuramente ma solo una volta…
    L’dea comunque è tanto originale quanto improbabile.

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