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"The Truman Show" di Peter Weir

18 luglio 1998 Recensioni 9 Commenti
The Truman Show

Uip, 10 Luglio 1998 – Interessante

Truman vive tranquillo, senza sapere che la sua città è solo un gigantesco studio televisivo dove tutto è azionato meccanicamente e le persone (moglie, amici, colleghi di lavoro…) sono attori appositamente ingaggiati. La sua vita va in onda 24 ore al giorno, ed è il più grande successo della storia della televisione…


Jim Carrey in The Truman ShowEssere una star ha i suoi difetti, ma esserlo e non saperlo è ancora peggio, perché non se ne hanno neanche i vantaggi. Ma… E se quello che ci circonda fosse tutta una bugia? E non nel senso che gli alieni ci controllano, nascosti nei panni di qualche potentissimo miliardario statunitense, ma nel senso che il mondo in cui viviamo non è altro che un enorme set televisivo.  E se gli altri ci stessero osservando a nostra insaputa? Il giorno in cui siamo venuti al mondo, quello in cui abbiamo fatto il nostro primo passo, quello in cui abbiamo perso il nostro primo dentino… Tutto controllato, tutto finto… Comprese le persone che ci circondano: tutti attori pagati, persino nostra moglie prende un extra ogni volta che assolve ai doveri coniugali. Una cosa, però, nessuno potrà controllare: la nostra voglia di vivere. Di vivere una vita vera.

Il film comincia al giorno 10.909 della vita di Truman Burbank, la star dello show più seguito del mondo. All’inizio c’era una sola telecamera, nell’utero della madre. Ora, dopo quasi 30 anni di trasmissione ininterrotta, si tocca quota 5.000. Ci sono telecamere ovunque: nel temperamatite, dietro il frontalino dell’autoradio, nel bidone della spazzatura del vicino di casa… Dappertutto, in modo da non perdere neanche un momento della vita di Truman (tranne quelli spinti, si vede solo il vento nelle tende). L’enorme set in cui Truman vive è stato costruito esattamente dietro le colline di Hollywood, ed è in grado di simulare perfettamente ogni momento della giornata ed ogni situazione climatica. Il sogno di ogni produttore cinematografico.

Laura Linney e Jim Carrey in The Truman ShowJim Carrey vuole cambiare faccia agli occhi del pubblico, vuole smetterla di fare la parte del cretino ed essere paragonato, dai giornalisti europei, a Jerry Lewis (che in patria è ritenuto immondizia). In The Truman Show dimostra di essere in grado di sostenere un ruolo drammatico, e di particolare intensità. In ogni momento, in ogni situazione, Carrey è perfetto, ma come spesso accade pregi e difetti di un film vanno al di là dei semplici attori.

Ed Harris in The Truman ShowIl cast non è certo pieno di grandi nomi, ma non ce n’era nessun bisogno, perché l’unico personaggio che conta veramente è Truman. È davvero il Truman Show. Lo show di Truman e del suo creatore, Cristof, che non a caso è interpretato da Ed Harris. Non c’è bisogno di altri grandi attori che distraggano il pubblico: solo Truman (e Cristof, dopo un’ora di film) contano. Harris è molto convincente nella parte dell’autore televisivo che si crede un artista, si muove con una grande maestria in quella immensa sala regia, gli basta una leggera smorfia, un piccolo movimento, per trasmetterci esattamente le sue emozioni. Un grande attore al lavoro.

Jim Carrey e Ed Harris in una scena di The Truman ShowE un grande regista al lavoro. Quello vero, Peter Weir. Oggi si tende a ricordarlo soprattutto per L’attimo fuggente, ma in realtà aveva saputo dimostrare tutta la sua bravura già ai tempi di Picnic ad Hanging Rock, per poi riconfermarsi in quel di Hollywood con Witness. In questo caso ha avuto grande libertà nell’adattare la sceneggiatura di Andrew Niccol (non bellissima, ma l’idea…) alle proprie esigenze ed alle proprie idee, ed e’ stato bravissimo a narrarci la storia dal punto di vista dal punto di vista di Truman, permettendoci così di entrare nel suo mondo, per poi, solo nell’ultima mezz’ora, farci vedere in che modo Cristof ne controlla la vita. Peccato solo che Weir abbia deciso di spostare la storia nella fittizia cittadina isolana di Seahaven invece della New York dov’era ambientata la prima versione della sceneggiatura.


La locandina di The Truman ShowTitolo: The Truman Show (Id.)
Regia: Peter Weir
Sceneggiatura: Andrew Niccol
Fotografia: Peter Biziou
Interpreti: Jim Carrey, Ed Harris, Laura Linney, Natascha McElhone, Noah Emmerich, Brian Delate, Paul Giamatti, Harry Shearer, Holland Taylor, Blair Slater, Peter Krause, Heidi Schanz, Ted Raymond, Judy Clayton, Fritz Dominique
Nazionalità: USA, 1998
Durata: 1h. 43′


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Attualmente ci sono 9 commenti a questo articolo:

  1. Andrea scrive:

    Film stupendo e inquietante sotto tanti punti di vista..e mi spiace per il Benigni nazionale ma secondo me Carrey meritava l’Oscar come miglior attore

  2. Alessandro scrive:

    Quando lo guardai per la prima volta ero piccolo e alla fine della visione mi guardavo attorno con la paura di essere osservato da tante telecamere, che la mia vita fosse tutta una finzione, uno show… Bellissimo film con un grande Jim Carrey, originale veramente consigliato!

  3. Alessandro scrive:

    Un film che fa riflettere e che forse dopotutto non è così lontano dalla realtà!

  4. Alberto Cassani scrive:

    Devo dire che è stato anche parecchio profetico, per quanto riguarda lo sviluppo dei reality show w dell’invadenza della tv, una cosa che all’epoca non avrei mai detto…

  5. Fabrizio Degni scrive:

    Ciao a tutti,
    sapete che… ho seguito le prime tre puntate della serie TV Ascension e… si tratta di un vero e proprio omaggio a The Truman Show?

    Commento tutto spoileroso ma non su questo film quanto su una serie TV americana di cui non posso scrivervi qui il titolo (altrimenti svelerei lo spoiler!).

  6. Alberto Cassani scrive:

    Non conosco la serie ma ho letto la trama e non vedo quale possa essere il nesso… Comunque guarderò anch’io le prime puntate, così vediamo.

  7. Fabrizio Degni scrive:

    Buonasera Alberto,
    scrivo il nesso nello spoiler:
    La missione per raggiungere il pianeta da terraformare e’ in realta’ un mero pretesto per fare esperimenti scientifici che possano raggiungere tale meta senza pero’ effettivamente fare il viaggio… simulano un viaggio interspaziale vero e proprio ed esternamente, come in un Truman Show, gli altri studiano il loro comportamento e dosano a dovere il DNA per le nuove nascite in modo tale da creare, alla lettera, l’essere superiore.
    Questo esperimento riesce al terzo episodio con una bambina che ricorda molto l’inquietante Alma di F.E.A.R. che in un atto di assoluta ira, “teletrasporta” l’ufficiale, sfigato, di turno, che la stava aiutando, proprio su tale pianeta (o cosi’ si lascia presagire).
    Finisce qui :D non ho francamente indagato se ci siano puntate dopo la 3za… intanto fantastico :D Comunque complessivamente rispetto alle altre serie che ho visto direi che siamo sul 5/10 se non meno… fa un po’ pena, questo particolare escluso

  8. Guido scrive:

    Ciao Alberto, volevo chiederti una piccola precisazione.
    Perché dici che la sceneggiatura di Niccol non è bellissima, nonostante l’idea?

    Secondo me questo film è una pietra miliare della storia del cinema.

  9. Alberto Cassani scrive:

    Perché ha delle lungaggini inutili e sceglie soluzioni banali in più di un momento. Poi magari si poteva chiudere in modo un po’ meno accomodante, ma questo è un difetto minore visto il tipo di film.

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