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Soundtrack: Rogue One: A Star Wars Story di Michael Giacchino

6 marzo 2017 Recensioni 0 Commenti
Rogue One: A Star Wars Story

Massimo Privitera, in collaborazione con Colonne Sonore* * *

Chiamato a sostituire Alexandre Desplat, che aveva dovuto rinunciare a causa del protrarsi della lavorazione del film, Michael Giacchino ha composto per Rogue One una partitura poco originale e per nulla memorabile, che solo a tratti mostra la capacità del compositore del New Jersey con la musica action…


La tipica colonna sonora in cui ti viene subito da ricordare quella frase che si dice spesso in determinate condizioni: «Vorrei ma non posso». Difatti, in questa soundtrack di «Vorrei ma non posso» se ne riscontrano almeno due fondamentali: il primo, Giacchino avrebbe voluto scrivere finalmente la sua colonna sonora più bella, desiderata da una vita, per un film dell’universo di Star Wars, da fan sfegatato di John Williams. Avendo però a disposizione solo quattro settimane e mezzo dopo essere stato chiamato a sostituire l’impegnatissimo Alexandre Desplat, incaricato dal regista Gareth Edwards per il quale aveva scritto lo score di Godzilla, con il film già in preproduzione e con buona parte della partitura già composta, diciamo che non ha proprio raggiunto lo scopo, nemmeno avvicinandosi al superbo score scritto per quell’insulsa avventura sci-fi delle adesso sorelle Lana e Lilly Wachowski (la trilogia di Matrix), Jupiter – Il destino dell’universo. Il secondo «Vorrei ma non posso» è un utilizzo del meraviglioso parco tematico williamsiano per i sette film della saga fantascientifica più famosa nella storia del Cinema – in particolar modo gli stranoti temi di Luke Skywalker, di Darth Vader (la marcia imperiale) e dei ribelli (la fanfara araldica) – davvero disarmante e così dilettantesco da lasciare a bocca aperta. E sì che Giacchino è un grande artigiano della musica per film, eccellente nello scrivere pezzi action al cardiopalma, magari non particolarmente ispirato nei temi portanti ma pur sempre un compositore capace di primeggiare in mezzo a tanti colleghi tutti simili a se stessi stilisticamente e compositivamente.

Con cotanta premessa, avrete ben intuito che lo score giacchiniano non entusiasma come ci si sarebbe aspettati, soprattutto dopo aver ascoltato in passato diverse colonne sonore scritte per l’universo di Guerre Stellari tra videogiochi, serie animate, libri e parchi a tema (su tutte quelle di Kevin Kiner per le Clone Wars animate e quella concettuale di Joel McNeely per guidare il libro L’ombra dell’Impero). Michael Giacchino ha creato uno score di poco più di un’ora (per lo meno stando a quanto presente sul CD) che traccia alla perfezione – anche se, va ribadito, in maniera non troppo originale e rammentabile separata dalle immagini – la vicenda da grande film di guerra più che da classico della fantascienza di Rogue One – A Star Wars Story. La partitura propone tre nuovi temi principali e un Leitmotiv minore.
Il primo tema principale è quello scritto per la protagonista centrale della storia, che ricorda molto da vicino il tema della Yorktown dell’ultimo Star Trek Beyond sempre giacchiniano e ancor di più il Leitmotiv di Williams “Across the Stars” da L’attacco dei cloni (“Jyn Erso & Hope Suite”): un tema di “Speranza” e “Ribellione” che di essi si nutre e che ne mostra il lato combattivo e meditativo al contempo. Il tema di Orson Krennic, direttore dell’Advanced Weapons Research dell’Impero, è una variazione non tanto nascosta della celeberrima marcia imperiale, con gli ottoni in forma smagliante e un rullante primeggiante che lo raffigura fin da subito come avversario temibile per i protagonisti del film (“The Imperial Suite”). Non ultimo vi è il tema per Chirrut Îmwe, lo spadaccino cieco che è uno dei Jedi guardiani della Whill, che proteggono il tempio Jedi originario sul pianeta Jedha, un Leitmotiv che concentra in sé consonanze con il tema della Forza, incorporando una lussureggiante sezione corale, dal mood spirituale, veramente bella (“Guardians of the Whills Suite”).

Come summenzionato, Giacchino usa i temi noti della saga storica di Star Wars e qualche estratto qua e là che solo i fan cine-musicali più oltranzisti potranno riscontrare all’interno della partitura e nel film, sottolineando così quanto amore viscerale vi è nel compositore premio Oscar e Golden Globe per Up nei confronti del nume tutelare John Williams, dal quale non si può prescindere nel musicare un’avventura di Guerre Stellari. I momenti migliori sono dati, come sempre in Giacchino, nei passaggi d’azione, in cui vengono fuori le ritmiche compulsive e dispari alla Jerry Goldsmith, e un’orchestra con crescendo da capogiro, dei suoi famosi commenti per i videogiochi quali la saga di Medal of Honor o Secret Weapons Over Normandy, anche se le orchestrazioni volutamente williamsiane sono più in evidenza (“He’s Here For Us”, “Rogue One” “At-Act Assault”, “Jedha City Ambush”, “Hope” col suo coro imponente e similare a quello di Williams per il tema corale “Duel of the Fates” da La minaccia fantasma).
Il tema minore di cui si accennava prima è raffigurato da uno dei massimi “Vorrei ma non posso” dello score: la fanfara araldica che strizza l’occhio a quella storica della saga lucasiana sul finire del pezzo “A Long Ride Ahead” che apre l’album, e che si sente quando appare il titolo del film in testa alla pellicola dopo la classica introduzione-spiega degli avvenimenti che si andranno a narrare. Dall’ascolto di questa particolare partitura, anche se non entusiasmante come ci si attendeva, rimane la curiosità di sapere cosa ha scritto Desplat e cosa avrebbe potuto donare di nuovo alla saga sci-fi per eccellenza, nata dalla mente illuminata di George Lucas.


La copertina del CD di Rogue One: A Star Wars StoryTitolo: Rogue One: A Star Wars Story (Id.)

Compositore: Michael Giacchino

Etichetta: Walt Disney Records, 2016

Numero dei brani: 21

Durata: 61′


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