Stai leggendo:

Soundtrack: Thank You for Your Service di Thomas Newman

5 maggio 2020 Soundtrack 0 Commenti
Thank You for Your Service

Davide Leo, in collaborazione con Colonne Sonore* * *

Dopo la partitura per “Brothers” di Jim Sheridan, Thomas Newman torna a musicare un film dedicato ai postumi della guerra. “Thank You for Your Service”, inedito in Italia, consente al compositore di rinvigorire la propria scrittura, menscolando un piccolo ensemble orchestrale con la musica elettronica…


Forse non tutti sanno che Thomas Newman, prima del lavoro di cui andremo a parlare, aveva già musicato una pellicola sui postumi della guerra. Trattasi di Brothers, melodramma con Tobey Maguire e Natalie Portman, a sua volta remake di un film di Susanne Bier. Thank You for Your Service (prodotto dalla Dreamworks di Spielberg e purtroppo inedito da noi) si concentra invece con più convinzione sul disturbo da stress post-traumatico che colpisce i soldati di ritorno dalla guerra: vengono infatti narrate le vicissitudini di tre giovani veterani che, tornati dai propri cari in Kansas dopo una spedizione in Iraq, mostrano segni inequivocabili di grande disagio. E la società non li aiuta.

Thank You for Your Service non è Il Cacciatore di Cimino, per carità, ma certi spunti narrativi, specialmente nella prima parte, consentono al compositore di rinvigorire la propria scrittura, per piccolo ensemble orchestrale ed elettronica secondo coordinate stilistiche ben note, con sfumature più interessanti rispetto alla score per il sopracitato film di Sheridan. Così, se il tema alla chitarra di “Jax” e i tappeti synt di “Kansas River” e “Robbed Blind” ricordano ancora da vicino quel lavoro e non brillano per potere evocativo, tracce come “Gunmetal Clatter” o “April 28” sfoggiano una componente acustica (piano e archi nella prima, solo archi nella seconda) abilmente declinata, per evoluzioni armoniche insieme placide e fortemente suggestive: il primo di quei brani, in particolare, assume quasi i contorni di un estenuato inno giovanilistico.

È grazie a momenti come questi che Thomas Newman risulta oggi uno dei cantori più convincenti dell’americanità al cinema (per questo aspetto si ascolti anche Il ponte delle spie); ma ha svolto (e svolge) un ruolo significativo in tal senso anche il profilo armonicamente fermo, trasparente del suo comporre, evidente qui in una traccia come “Come to bed” (pervasa da malinconici interventi di chitarra elettrica) che evoca una pace tanto agognata quanto irraggiungibile.

Il resto di questa partitura contempla un’elettronica a volte miracolosamente efficace (il crescendo implacabile di “You Have to Go Away”), altre pericolosamente monotona (la pulsante “Rain Little Solo”); specialmente per le scene raffiguranti gli orrori della guerra (“I Can Still Taste His Blood”, “Doster Scream”, “None Of This Would Have Happened”), si insiste su sonorità ambient sgradevoli e alla lunga ripetitive, con un solo vero culmine rumoristico – l’incipit di “April 28” – a riprova della predilezione del musicista per la riflessione e il dramma rispetto all’azione.

La score giunge a un finale catartico – i rintocchi gravi e definitivi del piano nella coda di “Dog Tag (Ending)” – ma l’impressione complessiva rimane quella di una musica livida, semplice solo in apparenza – la nutrita lista di “instrumental soloists”, posta nei credits, lo comprova – e capace di affacciarsi, fin dove la poetica del suo autore lo consente, sull’insondabile baratro del trauma.


La copertina del CDTitolo: Thank You for Your Service

Compositore: Thomas Newman

Etichetta: Sony Classica, 2017

Numero dei brani: 19

Durata: 35′ 29”


Percorsi Tematici

  • Non ci sono percorsi tematici collegati a questo articolo.
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

Scrivi un commento







Evita per quanto possibile di scrivere in linguaggio SMS, grazie.

Per cortesia, inserisci gli spoiler tra i tag [spoiler] e [/spoiler].