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The Happy Prince - L'ultimo ritratto di Oscar Wilde di Rupert Everett

25 aprile 2018 Recensioni 0 Commenti
The Happy Prince - L'ultimo ritratto di Oscar Wilde

Vision, 12 Aprile 2018 – Cupo

Dopo la condanna per immoralità, due anni di carcere duro e di lavori forzati, Oscar Wilde ha perso tutto: famiglia, amici e ammiratori. Respinto e disprezzato dalla società che prima lo adorava, decide di lasciare la Gran Bretagna per rifugiarsi in Francia, dove vive solo, in condizioni economiche e di salute precarie…


Per il suo esordio alla regia, Rupert Everett ha scelto di raccontare con The Happy Prince gli ultimi anni di vita di Oscar Wilde, un autore che ama e conosce molto bene, avendo in più occasioni interpretato – sia a teatro sia al cinema – personaggi nati dalla penna del grande drammaturgo irlandese. Quanto questo progetto, cullato da lungo tempo, gli stesse a cuore è più che evidente, visto che Everett non si è limitato a dirigere il film, ma ne è anche sceneggiatore e interprete principale.

The Happy Prince è un omaggio a Wilde e alla sua grandezza di artista, ma è anche una riflessione amara sul destino di un uomo punito da una società ipocrita a causa del suo orientamento sessuale e di scelte di vita all’epoca considerate inaccettabili. Si tratta di un film molto malinconico che descrive la parabola discendente di un uomo estroverso e brillante, passato rapidamente dall’ammirazione al disprezzo. La pellicola si concentra sulla vita e personalità di Oscar Wilde durante gli anni cupi dell’esilio, quando lo scrittore sopravvive grazie all’aiuto degli unici amici che gli sono rimasti, il critico letterario Robbie Ross e il giornalista Reggie Turner. Attraverso dei flashback viene anche raccontato il soggiorno a Napoli con l’amato Bosie, un uomo vanesio e egoista, poco interessato ai sentimenti che Wilde nutriva per lui e che anche in quell’occasione gli ha regalato più dolore che gioia. Come il Principe felice, protagonista di una fiaba che l’autore irlandese aveva scritto per i suoi bambini, anche lui viene lentamente defraudato di quello che possedeva e si ritrova indebolito e povero, ma anche più consapevole del mondo che lo circonda.

Una fotografia curata ed elegante contribuisce a ricreare l’atmosfera dei luoghi in cui viveva Wilde, spazi soffocanti e claustrofobici che simboleggiano la realtà opprimente che lo avvolgeva. The Happy Prince propone un quadro fedele dell’epoca e dei posti in cui si sono svolti gli eventi, dalle bettole parigine al quartiere napoletano in cui aveva vissuto con Bosie. Ma quello che colpisce maggiormente di questo suo esordio registico è l’interpretazione intensa e sofferta di Rupert Everett, che si cala perfettamente nel ruolo dello scrittore irlandese con una mimesi fisica sorprendente. La pellicola non è esente da difetti, evidenti soprattutto nella narrazione del soggiorno napoletano, ma va riconosciuto a Everett il merito di avere realizzato un film onesto, in cui propone un ritratto inedito e a 360° di Wilde, descritto con tutti i suoi pregi e difetti, senza fargli nessuno sconto ma, anzi, mettendo in luce la personalità complessa di un artista straordinario ma anche di un uomo egocentrico, che si è lasciato trasportare rovinosamente dai suoi eccessi.


La locandina di The Happy Prince - L'ultimo ritratto di Oscar WildeTitolo: The Happy Prince – L’ultimo ritratto di Oscar Wilde (The Happy Prince)
Regia: Rupert Everett
Sceneggiatura: Rupert Everett
Fotografia: John Conroy
Interpreti: Rupert Everett, Colin Firth, Emily Watson, Colin Morgan, Edwin Thomas, Tom Wilkinson, Anna Chancellor, Julian Wadham, Béatrice Dalle, Antonio Spagnuolo, André Penvern, Franca Abategiovanni, Thierry de Coster
Nazionalità: Germania – Belgio – Regno Unito – Italia, 2018
Durata: 1h. 45′


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