Stai leggendo:

"Wilde" di Brian Gilbert

28 ottobre 2006 Recensioni 0 Commenti
Wilde

Bim, Dicembre 1997 – Affascinante

Oscar Wilde è all’inizio della sua carriera letteraria e del suo matrimonio quando stringe amicizia con un giovane uomo, che diventa ben presto il suo amante. Ma Wilde, che in questo modo incomincia a prendere coscienza di se stesso e della sua vera natura, deve ancora incontrare il grande amore…


Jude Law e Stephen Fry in WildeLa chiave biografica con la quale questo film è stato sviluppato verte intorno alla vita privata del famoso scrittore, commediografo e poeta irlandese, intrecciando inevitabilmente anche le fasi salienti della sua carriera (gli anni considerati sono quelli in cui Wilde scrisse Il ritratto di Dorian Gray fino ad arrivare al successo de L’importanza di chiamarsi Ernesto). Il film inizia mostrando Wilde nel periodo delle conferenze che tenne negli Stati Uniti, quando era già ammirato come personaggio e come intellettuale, e prosegue raccontandone brevemente il matrimonio e la nascita dei due figli maschi, per poi focalizzarsi sulla sua sfera più intima. Anche il suo matrimonio, in realtà, dovrebbe appartenere a questa sfera, ma per l’economia del film è solamente una doverosa pagina biografica da trattare come preambolo di quella che sarà la sua vera vita sentimentale. Da quel momento, Constance rimarrà dignitosamente – e forse anche un po’ inverosimilmente – in disparte, lasciandolo libero di vivere la sua vita senza fare mai domande o, forse, senza voler trovare conferme ai suoi reconditi dubbi.

Jennifer Ehle in WildeDa notare che il film è basato sull’approfondita biografia di Wilde scritta da Richard Ellmann, e che nella realtà lo stesso Ross è stato una preziosa fonte di informazioni sulla vita di colui che solo inizialmente fu il suo amante, ma che poi divenne suo grande amico. Dalla nascita della relazione tra Wilde e Ross, il film intreccia diversi piani: le turbolente vicende sentimentali di Wilde, la sua carriera in ascesa  e, in modo marginale, la sua famiglia. A questo proposito il film mostra Wilde come un padre presente ed affettuoso, nonostante le sue lunghe assenze di lavoro ma anche a causa della sua egoistica – pur inevitabile – scelta di vita.

Jude Law in WildeÈ poco dopo la stesura de Il ritratto di Dorian Gray (forse suggeritagli dalla frequentazione del suo secondo amante) che Wilde incontra Alfred Douglas detto Bosie, figlio del violento Marchese di Queensberry. Tra i due uomini nascerà un amore controverso e paradossale, osteggiato e profondo, attraversato da continui alti e bassi che, dopo l’idillio iniziale, influiranno con altrettante fasi alterne sulla produzione letteraria e teatrale di Wilde. Questa è l’unica parte del film in cui viene trattata la questione etica della vicenda, quella in cui Wilde viene processato per aver commesso “gravi atti contro la decenza”. E’ questo il punto in cui lo spettatore – d’accordo o meno con lo stile di vita scelto da Wilde – è sollecitato a riflettere se un amore omosessuale può essere condannato così duramente o se, come l’altro genere d’amore di cui è invece ammesso parlare, ha altrettanto diritto di esistere. È nella spiegazione che Wilde fornisce alla Corte che lo spettatore può trovare lo spunto per riflettere in proposito, oltre che per considerare la morale vittoriana dell’epoca, notoriamente ipocrita tanto che chiunque alla fine poteva macchiarsi di colpe, ma solo alcuni venivano messi alla gogna.

Stephen Fry in WildeL’idea di focalizzare il film sulla vita privata di Wilde – umana, ma inevitabilmente scabrosa – è stata sviluppata con un apprezzabile tono raffinato, mentre l’accuratezza nella ricostruzione delle scene e del periodo storico ha raggiunto il suo apice nella scelta dei protagonisti: Stephen Fry ha la giusta fisicità e interpreta Wilde in modo da rendere davvero l’essenza del personaggio – anche perché i noti aforismi sono stati intelligentemente dosati e inseriti nella sceneggiatura – così come Jude Law è altrettanto adatto al ruolo di Bosie, che interpreta in modo perfetto se non addirittura eccezionale, conferendo fascino a un film nel complesso altrettanto affascinante.


La locandina di WildeTitolo: Wilde (Id.)
Regia: Brian Gilbert
Sceneggiatura: Julian Mitchell
Fotografia: Martin Fuhrer
Interpreti: Stephen Fry, Jude Law, Vanessa Redgrave, Jennifer Ehle, Gemma Jones, Michael Sheen, Tom Wilkinson, Judy Parfitt, Zoë Wanamaker, Matthew Mills, Jason Morell, Peter Barkworth, Robert Lang, Philip Locke, Orlando Bloom
Nazionalità: Regno Unito – Germania – USA, 1997
Durata: 1h. 58′


Percorsi Tematici

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

Scrivi un commento







Evita per quanto possibile di scrivere in linguaggio SMS, grazie.

Per cortesia, inserisci gli spoiler tra i tag [spoiler] e [/spoiler].

Ricevi un avviso se ci sono nuovi commenti. Oppure puoi iscriverti alla pagina senza commentare.

Incassi dal 23 al 25 settembre