|
Francesco Puglisi, 6 Aprile 2002: Superficiale |
Warner,
28 Marzo 2002
|
The
Time Machine
di Simon Wells
Lo
scienziato e inventore Alexander Hartdegen (Pearce), sconvolto dalla
morte accidentale di Emma (Guillory), la donna che ama, decide di realizzare
una macchina capace di farlo viaggiare nel tempo per poter cosė tornare
indietro e tentare di modificare il passato. Scoprirà però
che ciò è impossibile (salvata una volta, la fidanzata
morirà lo stesso ma in circostanze diverse) e convito di trovare
risposte ai suoi dubbi nel futuro, inizia un viaggio prima verso il
2030, dove in una biblioteca l'ologramma Vox (Jones) ritiene fantascientifici
i viaggi temporali, e poi nel 2037, quando sulla Terra stanno precipitando
i frammenti della luna andata in pezzi a causa della sua colonizzazione.
Alla fine, scagliato per sbaglio a 800.000 anni di distanza, scopre
che il genere umano è diviso in due razze: in superficie gli
Eloi, popolo pacifico e naturalista; sottoterra i Morlock esseri mostruosi
che si nutrono degli Eloi. Innamoratosi di Mara (Mumba), la donna che
lo ha ospitato nel suo villaggio, Alexander decide di aiutarla e di
sconfiggere i temibili cacciatori.
Deludente
trasposizione cinematografica dell'omonimo romanzo di H.G. Wells, ad
opera del pronipote Simon Wells, regista esordiente che proviene dal
mondo dell'animazione. La sceneggiatura, scritta dallo stesso regista
assieme a John Logan ("Il Gladiatore"),
si prende libertà da una parte accettabili: l'amore e non la
curiosità spinge il protagonista ai viaggi nel tempo, mentre
lo scenario di Londra viene sostituito da quello di New York che presenta
spunti più interessanti (vedi la scena della città che
si evolve sotto gli occhi di Alexander); dall'altra inutili come il
cambio di nome da Weena a Mara della donna Eloi.
Se
la prima parte riesce a suscitare curiosità e interesse, la seconda
scade in un facile e noioso tema bene-contro-male, messo in scena in
una pruriginosa ambientazione New Age, senza mai scavare in profondità
nelle ragioni degli Eloi o dei Morlock, ma presentandoci un quadro assai
approssimativo delle loro condizioni. La regia è meccanica e
priva di inventiva, le ambientazioni e le scene sotto terra sono debitrici
de "Il Signore degli Anelli", ma
a differenza di esso non riescono a riproporre lo stesso respiro "epico",
e il look dei Morlock realizzato da Stan Winston (quello dei "Jurassic
Park") su schizzi dello stesso regista, è pessimo e
brutta copia degli Orchi di Peter Jackson. Gli interpreti sono piatti
e senza verve: se Guy Pearce non convince, Jeremy Irons è un
pesce fuor d'acqua. Gli effetti speciali sono i soliti, e le musiche
sembrano uscite da un disco di Enya. Prodotto dalla DreamWorks.
Titolo:
The Time Machine (Id.)
Regia:
Simon Wells
Sceneggiatura:
Simon Wells, John Logan
Fotografia:
Donald McAlpine
Interpreti:
Guy Pearce, Samantha Mumba, Jeremy Irons, Orlando Jones, Mark Haddy,
Omero Mumba, Phyllida Law, Laura Kirk, Sienna Guillory, Yancey Arias,
Alan Young, Josh Stamberg, Philip Bosco, John M. Momrow, Max Baker,
Paul Oliver, Mindy Crist, Jeffrey Mayer, Connie Ray, Richard Cetrone,
Edward Conna, Chris Sayour, Denise Ellison, Paul Oliver
Nazionalità:
USA, 2001
Durata:
1h. 31'
|