Tommaso Tocci, 2 Settembre 2006: Sovraccarico
Inedito in Italia

Ye yan
The Banquet

di Feng Xiaogang


Zhang ZiyiA chi importerebbe di un Regno, trovandosi di fronte Zhang Ziyi? Lo ammetteremo, la battuta dell'imperatore non era proprio così, ma rende l'idea. Del resto, attorno al personaggio della nuova diva da esportazione orientale è costruito tutto questo "Ye yan - The Banquet", opera di Feng Xiaogang presentata fuori concorso a Venezia 63. Trattasi, inoltre, di un calco dell'"Amleto" in tutto e per tutto, almeno fino al terzo atto. L'idea è in effetti suggestiva, perché Amleto è un testo seminale e perché il suo intreccio è perfetto per costruirci sopra un wuxiapian con tutti i crismi.

Una scenaDiremo subito che qualcosa è andato storto, e dai migliori genitori non sempre nasce il figlio più bello. Le variazioni rispetto al testo scespiriano rendono parecchio pesante lo svolgimento, nonostante a prima vista sembrassero promettere grandi cose. Zhang Ziyi, moglie del nuovo usurpatore, non è la madre del Principe come lo era Gertrude di Amleto, ma una ragazza contesa da tutta la discendenza imperiale: era la compagna del Principe quando il di lui padre la prese in sposa, per poi diventare la donna del nuovo Imperatore quando questi prende il potere uccidendo il fratello. Tra gli effetti prodotti da tale cambiamento c'è sicuramente l'esplicitazione del complesso rapporto tra Amleto e sua madre Gertrude (venature edipiche ed una morbosa attrazione, mescolata alla lacaniana impossibilità di Amleto di "uccidere il padre"), che ora permette di scatenare apertamente i conflitti basandoli su un amore possessivo "trasparente".

Una scenaMa assolutamente fondamentale è anche la tematica che fa della ragazza un fulcro catalizzatore dell'Impero. Partita da uno stato di totale subalternità ai suoi pretendenti, la giovane approfitta dei vari ribaltoni per sviluppare un ruolo attivo, teso ad accentrare su di sé quel potere che per lungo tempo aveva visto di riflesso. Forse, una volta sfondate le barriere tra Oriente e Occidente, gli autori hanno voluto inserire un po' di tutto, dando vita ad un personaggio che mescola diverse grandi figure letterarie (vedere una Gertrude trasformarsi in Lady Macbeth non è da tutti i giorni).
Per quanto riguarda la componente wuxiapian, le scelte stilistiche sono purtroppo all'ombra del maestro Zhang Yimou, che con "Hero" e in second'ordine con "La foresta dei pugnali volanti" ha al tempo stesso battezzato un nuovo modo di intendere il genere (specie nei riguardi del pubblico occidentale) e sancito la sua condanna a morte, spargendo il sangue dei suoi epigoni per chissà quanto tempo.

Una scenaInsieme alle sbavature narrative, la pesantezza e l'eccessivo manierismo delle scene di combattimento e di danza alla lunga non permettono a "Ye yan" di sviluppare le sue potenzialità. Veramente un peccato perché, oltre alle buone idee già citate, ci sono interessanti sottotesti legati al rapporto tra l'arte della guerra e l'Arte (dobbiamo dirlo che appartenevano già all'ultimo Yimou? Diciamolo...). Il Principe esiliato si dedica alla danza, che lo opporrà alla brutalità usurpatrice di suo zio e che sarà l'attrazione principale del banchetto. In quell'occasione fa la sua comparsa anche l'immancabile play within the (sword)play, che riprende per l'appunto questa tematica. Per non parlare di una digressione sul teatro delle maschere, ovvero quello della classicità, in cui il Principe sostiene che solo con la fissità della maschera sul volto si può raggiungere la perfezione artistica, catturando lo spettatore, mentre un volto nudo rovinerebbe con la sua umana emotività la comunione artistica.

Zhang Ziyi in una scenaNon si può non pensare a quanto un discorso del genere ben si attagli alla concezione del wuxiapian contemporaneo (che purtroppo vuol dire quasi universalmente Zhang Yimou), sempre teso alla marmorea perfezione dell'inquadratura, gelida e affilata come appunto una maschera. La corsa alla costruzione del simulacro perfetto non si arresta. Però venne il tempo in cui il teatro romano prese le distanze dalle maschere...


Percorsi tematici

La città proibita - di Zhang Yimou; con Chow Yun-Fat, Gong Li.
Fearless - di Ronny Yu; con Jet Li.
La Foresta dei Pugnali Volanti - di Zhang Yimou; con Zhang Ziyi, Takeshi Kaneshiro, Andy Lau.
Hero - di Zhang Yimou; con Jet Li, Maggie Cheung, Zhang Ziyi, Tony Leung.
Seven Swords - di Tsui Hark; con Liwu Dai, Kim So-yeon.
La Tigre e il Dragone - di Ang Lee; con Chow Yun-Fat, Michelle Yeoh, Zhang Ziyi.


La locandina cineseTitolo: Ye yan - The Banquet
Regia: Feng Xiaogang
Sceneggiatura: Qui Gangija, Sheng Heyu
Fotografia: Zhang Li
Interpreti: Zhang Ziyi, You Ge, Daniel Wu, Zhou Xun, Huang Xiaoming, Ma Jingwu
Nazionalità: Hong Kong, 2006
Durata: 2h. 11'