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"Go Go Tales" di Abel Ferrara

28 giugno 2008 Recensioni 0 Commenti
Go Go Tales

Mediafilm, 20 Giugno 2008 – Divertito

Ray Ruby’s Paradise è uno strip club fra i più bizzarri. Oltre agli spettacoli di spogliarello, infatti, vi si organizzano numeri di cabaret e avanspettacolo, si stampano dei soldi falsi, e dietro le quinte vi regna una confusione che poco si lega con l’aria elegante che le esibizioni vorrebbero avere…


Willem Dafoe in una scena di Go Go TalesPer quest’ultima storia Abel Ferrara, autore più noto per profondi drammi di redenzione come Il cattivo tenente, si allontana dalla struttura e dai toni dei suoi lavori precedenti, verso un racconto corale dal sapore decisamente più leggero. Purtroppo, però, l’esperienza fa acqua da diverse parti e il film si rivela appena superficiale.

L’intento del regista e sceneggiatore doveva essere quello di raccontare una storia che stesse agli strip club come Radio America del compianto Robert Altman stava alla diretta radiofonica: un omaggio ad un mondo ben preciso, chiuso in se stesso, fatto di artisti o aspiranti tali. Un piccolo mondo avviato al fallimento, preso nel momento di massima decadenza e splendore insieme, l’attimo prima della fine. Qui però, il racconto non riesce ad essere incisivo come dovrebbe e, sebbene l’ambiente sia più che affascinante, i personaggi non lo sono affatto, appena sbozzati e piuttosto banali nelle loro caratterizzazioni individuali. La sceneggiatura accumula lungo tutto il film scene poco significative, utili magari a presentare personaggi che non avranno però poi nessun rilievo e si perderanno nel mare di comparse che popolano il locale cui è vincolata la vicenda. Gli eventi importanti sono in fondo pochi, e neanche quelli riescono a risultare credibili o avvincenti come il regista vorrebbe. Ne risulta uno svolgimento troppo distante, artificioso ed in fondo prevedibile (salvo l’ironico finale).

Bob Hoskins, Riccardo Scamarcio e Matthew Modine in Go Go TalesFerrara ha spiegato con orgoglio come sul set si fosse creata una piccola comunità di tecnici e attori che lavorava divertendosi e improvvisando liberamente. Questo suggerisce come l’approccio del regista al film non sia stato troppo diverso da quello di Ray Ruby verso il suo locale. Se ciò rende possibile una lettura della pellicola come un manifesto di un’idea di lavoro e di intrattenimento, il metodo scelto si riflette sul risultato finale, nell’essere traballante del film stesso.
Asia Argento in una scena di Go Go TalesIn particolare, quasi tutti gli attori sono lasciati a briglia sciolta, senza il minimo controllo. Willem Dafoe sarebbe stato anche l’attore giusto per la parte di Ray, ma esagera, e viaggia sopra le righe per tutto il film: il suo monologo finale, che nelle intenzioni era il climax della pellicola, è un cult al limite del ridicolo. Il resto del cast non fa molto meglio, compresi purtroppo Bob Hoskins e Matthew Modine. La palma nera va comunque a Riccardo Scamarcio, interprete di un ruolo tanto pubblicizzato quanto insulso e recitato da cani.

Go Go Tales, per quanto possa essere stato piacevole da realizzare per regista e attori, rappresenta un discreto passo falso nella carriera del regista: non è interessante come spaccato della realtà degli strip club e nemmeno risulta divertente quanto divertito.


La locandina di Go Go TalesTitolo: Go Go Tales (Id.)
Regia: Abel Ferrara
Sceneggiatura: Abel Ferrara
Fotografia: Fabio Cianchetti
Interpreti: Willem Dafoe, Roy Dotrice, Bob Hoskins, Matthew Modine, Riccardo Scamarcio, Burt Young, Stefania Rocca, Asia Argento, Justine Mattera, Sebina Beganovic, Chiara Picchi, Shanyn Leigh, Lou Doillon, Julie McNiven, Sylvia Miles
Nazionalità: Italia – USA, 2007
Durata: 1h. 40′


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