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La nostra vita di Daniele Luchetti

3 giugno 2010 Recensioni 0 Commenti
La nostra vita

01 Distribution, 21 Maggio 2010 – Incisivo

Claudio è un ragazzo di borgata che si trova ad affrontare le grandi difficoltà della vita. Reagendo a modo suo si infila in affari troppo grandi: speculazione edilizia, lavoro nero, traffici di denaro. Ma le anime fragili come lui sanno aggrapparsi alle poche certezze rimaste e lottare…


Elio Germano e Isabella Ragonese in La nostra vitaLa nostra vita è il ritratto dolce-amaro di un’anima fragile, fatta di mille insicurezze, mille ristrettezze e mille debolezze. Ma Claudio ama ed è riamato, e questo gli basta! È un film intimista, fatto di sentimenti veri, quelli immensi, gridati a squarciagola davanti un altare di una chiesa e di una realtà effimera, illusoria, che ti ubriaca e ti rende traballante così come lo è la macchina da presa, che a volte ha un’andatura cadente, oscillante, come se avesse bevuto la vita a grandi sorsi senza mai staccarsi dalla bottiglia.

Anche Claudio barcolla un po’, ma non perde tempo a piangersi addosso, e il regista lo segue ossessivamente nel suo processo di rimozione del dolore. I suoi sguardi, le sue lacrime, le sue espressioni occupano completamente lo schermo. La macchina da presa lo scruta, lo analizza, lo ritrae; i primi piani si trasformano in primissimi piani fino a diventare anche dettagli del volto; l’obiettivo gli sta addosso, gli si posa sul collo e da lì ci permette di osservare la vita quasi in soggettiva, attraverso il suo sguardo tormentato perché è lui che domina la scena. E’ lui, con tutto il suo carico di emozioni, il nostro punto di riferimento… non abbiamo altra scelta.

Elio Germano e Luca Zingaretti in La nostra vitaDaniele Luchetti racconta di esistenze all’insegna del precariato, dello stento, delle rinunce e del tormento, ma che fanno delle piccole cose della vita, le grandi cose dell’anima. Dipinge un chiaro ritratto della famiglia dei nostri tempi, l’unica tradizionale – con padre, madre e figli legittimi – è quella su cui grava lo spettro della cassa integrazione. In contrasto a questa c’è il gruppo familiare anticonvenzionale, che campa agiatamente grazie a illeciti compromessi: spaccio di droga, sfruttamento della prostituzione, giri di denaro sporco. Poi c’è il vedovo coi suoi tre bambini a carico, che è costretto a sporcarsi anche lui un po’ le mani per portare avanti la baracca, fino al single perennemente in pigiama, impacciato e timido, dai sani principi, ancora ancorato ai vecchi ricordi di mamma e papà. E madre e figlio extracomunitari, che cercano di costruirsi onestamente una posizione e non è poi così vero che “se vojono solo accasà”.

Stefania Montorsi ed Elio Germano in La nostra vitaI protagonisti di La nostra vita sono raccontati con dolcezza, la mano leggera e discreta di Luchetti – insieme ai due sceneggiatori Rulli e Petraglia – ne tesse le trame e delinea i caratteri. Delicatezza e impeto avvolgono le esistenze di gente semplice, di umili spiriti, di “anime fragili”. Merito anche del cast, che si lascia dirigere e plasmare con perfezione. Elio Germano supera se stesso, ci porta con lui nel suo personaggio, lo veste magistralmente, è naturale, spontaneo, oscilla da un registro più dimesso e sofferente a toni più leggeri e spiritosi. Pregevole l’espediente umoristico, fatto di battute distribuite qua e là, per alleggerire il dramma e strapparci un sorriso. Bella l’interpretazione di Stefania Montorsi, che ispira grande simpatia con il suo personaggio un po’ cinico ma incisivo e vigoroso. Anche Raoul Bova, finalmente, dà una prova da buon attore, riuscendo a rendersi credibile addirittura da timido scapolo con problemi a relazionarsi con le donne.

Il film tocca le corde della nostra anima, ci esalta e ci rattrista, ci preme addosso e ci intenerisce, ci scoraggia e ci incanta. E’ la breve parentesi vitale di un amore, di una famiglia, di un singolo uomo, ma che ci rende partecipi, presenti, reattivi. La sua vita è anche un po’ la nostra.


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La locandina di La nostra vitaTitolo: La nostra vita
Regia: Daniele Luchetti
Sceneggiatura: Sandro Petraglia, Stefano Rulli, Daniele Luchetti
Fotografia: Claudio Collepiccolo
Interpreti: Elio Germano, Raoul Bova, Isabella Ragonese, Luca Zingaretti, Stefania Montorsi, Giorgio Colangeli, Alina Madalina Berzunteanu, Marius Ignat, Awa Ly
Nazionalità: Italia, 2010
Durata: 1h. 40′


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