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Soundtrack: "Il Piccolo Principe" di Hans Zimmer & Richard Harvey

2 maggio 2016 Soundtrack 0 Commenti
Il Piccolo Principe

Roberto Pugliese, in collaborazione con Colonne Sonore* * * *

In questa collaborazione con il blasonato compositore inglese Richard Harvey per la prima versione animata del romanzo di Saint-Exupéry, Hans Zimmer ritrova la sua miglior vena creativa, componendo una colonna sonora trapuntata e delicata, perfettamente adeguata alla prospettiva fanciullesca della narrazione…


Pochi – soprattutto nell’affollato comparto dei suoi detrattori compulsivi – ricordano oggi che la carriera di Hans Zimmer non ha preso il via all’insegna dei fragorosi blockbuster cui il compositore ci ha abituato con le sue partiture marziali, solenni e schiacciasassi, purtroppo riserve di foraggio per schiere di imitatori scarsamente talentuosi; bensì, al contrario, con film delicati, intimisti, finemente psicologici (Rain Man, A spasso con Daisy) o d’impegno civile (Un mondo a parte). All’epoca – siamo negli anni 80 – Zimmer componeva per piccoli organici, quasi cameristici, raccolti, con una grammatica musicale gentile e intenerita, fremente di vibrazioni e raffinatamente emotiva. Di tanto in tanto al compositore piace tornare a queste tonalità, come nei recenti 12 anni schiavo o Woman in Gold (quest’ultimo in collaborazione con Martin Phipps), ed è in queste occasioni assai più che nei vari Pirati dei Caraibi o Kung Fu Panda o Batman v Superman, ormai seriali, che si ritrova oggi come oggi la miglior vena zimmeriana, e le tracce di un’ispirazione e una “visione sonora” che restano magistrali.
A questa visione si rifà ora lo score trapuntato e delicato per la prima versione animata del celebre romanzo di Saint-Exupéry diretta da Mark Osborne e abitata da voci illustri come Marion Cotillard, Vincent Cassel e André Dussollier (Rachel McAdams, Jeff Bridges e Benicio Del Toro per la versione inglese). La prospettiva di narrazione è quella di un bambino, e a questo taglio è improntata la partitura, che Zimmer ha scritto in tandem con Richard Harvey, blasonato compositore inglese di cinema e Tv, già leader della band rock-medioevalista Gryphon e più volte a fianco del compositore, nonché autore di un celebre Concerto per chitarra e orchestra scritto per il solista John Williams. “Preparation”, ad esempio, inizia come una filastrocca sussurrata e si sviluppa poi lungo un’agile linea pianistica fantasiosamente innervata da calibrate accelerazioni ritmiche; ma dopo “Suis-moi”, primo di quattro brani della cantautrice Camille (al secolo Camille Dalmais, già udita in Ratatouille e qui “garante” del clima francese della storia), ecco che “The life plan”, dallo spunto melodico esplicitamente fanciullesco, si affida a una strumentazione trasparente (arpa soprattutto, poi piano, vibrafono, violini) per restituire un’atmosfera di stupefazione magica, così come “Driving”, più mosso, guarda quasi a certo Stravinskij nell’incisività ritmica e legnosa, ma vibra poi su tremoli di violini e tintinnii di vibrafono, mentre “The interview” evoca nuovamente un clima quasi alla “Petruška” nella presenza della tromba con sordina e poi dei corni, e nelle misteriose dissonanze degli archi. In realtà il mondo del romanzo, e del film, è sì un mondo infantile ma pur sempre visto da un adulto; e questa doppia successione di piani è ben presente a Zimmer e Harvey attraverso una sapiente distribuzione psicologica degli interventi: il pizzicato ostinato iniziale di “Getting on with it”, ad esempio, si trasforma rapidamente da trama impalpabile in un energico e imperioso staccato, così come lo spunto vocale iniziale di “Preparation” ritorna in “Amongst the coins” (nonché nel finale) per scivolare delicatamente in uno struggente disegno dei violini sul registro acuto.

Colori più tristi sono evocati dall’oboe in “Top floor please” e nelle movenze valzeristiche di “Ascending”, dove la cifra malinconica sembra predominare. Ma, a proposito di valzer, ben diverso esercizio di stile appare “The absurd waltz”, grottescamente irto di spigolosità armoniche e conflitti timbrici (preponderante il ruolo solistico dei legni) a infrangere il clima di serenità sin qui mantenuto, fino a un’agitata coda “action”. Ma il lavorio sul suono di Zimmer e Harvey non conosce sosta e s’infiltra nelle pieghe dello score generando quella sensazione di sottile, invasiva surrealtà che ne è la caratteristica principale; vale per il pianoforte preparato che in “Parachutes” predispone il terreno agli arabeschi del violino e al solenne corale degli ottoni, oppure per il sognante vocalizzo femminile del toccante “Draw me a sheep”, o ancora nei flautandi dei violini in “The journey”, che ancora una volta insiste sulle tonalità più ombrose e misteriche della partitura ma senza mai alzare i toni, piuttosto prendendo forma in repentine accelerazioni e convulsi disegni di archi e pianoforte. Una pagina senz’altro più d’azione (e forse proprio per questo meno convincente) è “Recovery”, che sembra rifarsi a un altro tipo di cinema e di racconto, mentre fortunatamente è il pianoforte di “Trapped stars” a riproporre un’atmosfera più distesa, tuttavia seguita da nuove indecifrabili coreografie sonore dei legni (fagotto soprattutto) e da un impasto ambiguo di instabilità tonale e impressionismo timbrico. L’arpa sul tremolo dei violini cesella in “Farewell” un pezzo di mirabile, sobria emozione, e persino in “Escape”, sfogo liberatorio e adrenalinico dell’orchestra, prevale una luminosità ottimistica e scorrevole che non possiede nulla di appesantito o retorico; così, il ritorno della siderale voce femminile in “Finding the rose”, immersa nell’ampio fraseggio degli archi e raddoppiata dal flauto di Pan, e il sublime congedo in punta di piedi di “Growing up”, dove si fa udire anche il suono antico e suggestivo del clavicembalo, seguito dal canto dell’oboe ripreso a piena voce dagli archi, suggellano incantevolmente e dolcemente una partitura dove avventura, malinconia e innocenza si legano a una consapevole e serena affermazione del diritto che ognuno (adulto o bambino) ha di sognare.


La copertina del CD di Il Piccolo PrincipeTitolo: Il Piccolo Principe (Le petit prince)

Compositore: Hans Zimmer, Richard Harvey

Etichetta: Because Music, 2015

Numero dei brani: 25 (21 di commento + 4 canzoni)

Durata: 61′ 22”


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