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Paola Cavallini, 31 Agosto 2002: Convincente |
Medusa,
3 Settembre 2002
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Velocità
massima
di Daniele Vicari
Esce
nelle sale l'opera di esordio di Daniele Vicari, "Velocità
massima", dopo aver riscosso un buon successo di pubblico e di
critica al Festival di Venezia, dove è stato presentato in concorso.
Stefano
è il misogino proprietario di una scalcinata autofficina ad Ostia,
ormai trentenne, perennemente in rosso con il conto corrente e con il
vizio di emettere assegni scoperti; Claudio è un giovane e laconico
genio dei motori, non ancora maggiorenne, incompreso dalla famiglia.
Giovanna lavora come cameriera in una discoteca sulla spiaggia, ma non
è soddisfatta di quello che fa, e sogna viaggi e ricchezza. Quando
Stefano e Claudio si incontrano, il giovane va a lavorare (gratis) in
officina come apprendista, e Stefano ha modo di accorgersi dell'abilità
meccanica del suo aiutante; decidono così di preparare un'auto
da corsa, per vincere le sfide illegali che si svolgono la notte vicino
all'Obelisco dell'EUR. Sembra andare tutto abbastanza bene, finché
non interviene Giovanna...
"Velocità
massima" ci offre l'immagine di una parte consistente del pensiero
giovanile (e anche meno giovanile) del nostro paese oggi; Stefano è
un maschilista, pieno di teorie autocostruite ma banalissime, convinto
di avere mille progetti, ma è in realtà un fallito come
uomo, come figlio ed anche come imprenditore. Perennemente alla ricerca
di soldi, che poi butta puntualmente in scommesse o altri investimenti
poco oculati, non ha mai realizzato nulla grazie alla propria valenza
personale, ed è ovviamente convinto di essere l'ennesima vittima
di questo nostro mondo crudele. Claudio non sa che cosa significhi comunicare,
se non attraverso l'uso degli attrezzi da meccanico, e spreca la sua
intelligenza ed il suo intuito nell'ascolto dei cilindri e delle valvole
piuttosto che degli esseri umani. Giovanna sogna i viaggi, i soldi e
la laurea (!) ma non studia, non paga l'affitto e va a lavorare quando
le pare; con la stessa disinvoltura passa da un sedile all'altro, da
un uomo all'altro.
Personaggi
ben costruiti, e non solo caricature come spesso accade nel nostro ultimo
cinema, che agiscono tra le righe di una buona sceneggiatura, ben dosata
tra battute di spirito in romanesco, domande profonde sul senso della
vita, corse a folle velocità e drammi umani. Di buon livello
tutto il cast tecnico, ottime in particolare le sequenze girate ad alta
velocità e la colonna sonora di Massimo Zamboni. Gli interpreti,
soprattutto Valerio Mastandrea e Cristiano Morroni sono credibili e
convincenti nei loro ruoli, in particolare per quanto riguarda Cristiano
Morroni, alla sua prima esperienza sulla scena, reclutato da Vicari
mentre faceva il Servizio Civile a Roma.
In sintesi, "Velocità massima" è un film che
merita di essere visto, certo non un capolavoro, ma un film convincente,
la cui caratteristica più positiva è quella di saper divertire
ma anche far pensare, senza mai far venire allo spettatore il desiderio
di guardare l'orologio al cinema.
Percorsi
tematici
L'orizzonte
degli eventi - di Daniele Vicari; con Valerio Mastandrea.
Titolo:
Velocità massima
Regia:
Daniele Vicari
Sceneggiatura:
Maura Nuccetelli, Laura Paolucci, Daniele Vicari
Fotografia:
Gherardo Gossi
Interpreti:
Valerio Mastandrea, Cristiano Morroni, Alessia Barela, Ivano De Matteo,
Emanuela Barilozzi, Massimiliano Dau, Massimiliano Varrese, Ennio Girolami,
Sara Franchetti, Antonio Obino, Tullio Sorrentino, Luca Paniconi, Maria
Gradi, Artur Wyszomirski, Alessandra Guerra, Alfonso Favino
Nazionalità:
Italia, 2001
Durata:
1h. 51'
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