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"Veloce come il vento" di Matteo Rovere

18 aprile 2016 Recensioni 1 Commento
Veloce come il vento

01 Distribution, 7 Aprile 2016 – Vincente

Giulia De Martino è una promettente pilota che improvvisamente rimane orfana del padre e allenatore. La tragedia permette al fratello Loris, ex-pilota divenuto tossicodipendente, di rientrare nella vita della ragazza. Il rapporto tra i due è fin da subito tesissimo, ma per entrambi sarà un’occasione per crescere…


Matilde De Angelis in Veloce come il ventoFratello maggiore autodistrutto e sorella minore in ascesa, mentore e allieva, mente e corpo. I due protagonisti sono la vera anima di Veloce come il vento, un film riuscito contro le aspettative che vedono il cinema italiano legato ai soliti schemi da camera. Quella che invece si ha tra le mani è una doppia storia di riscatto e formazione calata in modo credibile in un’aria aperta dove si respirano la polvere e l’odore acre della benzina, mentre si viene assordati dal rombo di decine di motori in corsa.

Stefano Accorsi e Matilde De Angelis in Veloce come il ventoNon pensare solo alla curva che si sta facendo, ma anticipare con la mente quella dopo: è questo uno dei principali insegnamenti su cui si scontrano i due protagonisti di questo terzo film di Matteo Rovere, e a quanto sembra è la stessa filosofia seguita dal regista. Tanto i protagonisti si dibattono tra le curve e gli avversari sul tragitto dei diversi circuiti, tanto gli sceneggiatori del film oscillano tra il film d’azione e il dramma familiare, riuscendo miracolosamente a evitare le sacche che entrambe gli spiriti del film gli offrivano. Quando i rapporti tra i personaggi rischiano di farsi stucchevoli ecco quindi la battuta giusta, la ripresa improvvisa dell’azione o un attimo di silenzio a smorzare senza togliere di significato, e quando le scene delle gare si accumulano, ecco il piccolo colpo di scena a ricordarci come si può finire fuori strada in un attimo.

Stefano Accorsi e Matilde De Angelis in una scena di Veloce come il ventoNonostante la prevedibilità delle svolte del racconto, il film riesce a farsi emozionante grazie alla perizia messa in gioco nelle riprese delle corse, davvero percepibili come reali, e alla scrittura efficace di tutti i personaggi, protagonisti e comprimari. A coronare il successo dell’impresa, le ottime prove dell’esordiente Matilda De Angelis e uno sbalorditivo Stefano Accorsi, paurosamente sopra le righe per quasi tutto il film, ma autore di una trasformazione che è senza dubbio la migliore di tutta una carriera.

Veloce come il vento è uno dei film meno probabili in Italia, ma non per questo è meno valido o meno riconoscibile dal pubblico nostrano. La prova che il cinema nazionale recente può fare davvero qualcosa di diverso senza naufragare, che le possibilità ci sono tutte, basta sapersi prendere dei rischi.


La locandina di Veloce come il ventoTitolo: Veloce come il vento
Regia: Matteo Rovere
Sceneggiatura: Matteo Rovere, Filippo Gravino, Francesca Manieri
Fotografia: Michele D’Attanasio
Interpreti: Stefano Accorsi, Matilda De Angelis, Roberta Mattei, Paolo Graziosi, Lorenzo Gioielli, Giulio Pugnaghi, Tatiana Luter, Rinat Khismatouline
Nazionalità: Italia, 2016
Durata: 1h. 50′


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Attualmente c'è 1 commento a questo articolo:

  1. Andrea scrive:

    Questo e Lo chiamavano Jeeg Robot hanno fatto ritornare il Cinema in Italia, grazie

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