Stai leggendo:

Viaggio dentro un film - Parte 2

4 ottobre 1997 Articoli, Tecnica 0 Commenti
Proiettore cinematografico 2

Testo introduttivo al corso di “Introduzione al linguaggio cinematografico” per la scuola media inferiore “L. Pirandello” di Sedriano (MI)

Anno scolastico 1997/98


La pre-produzione

Quando il Produttore accetta di aprire il portafogli per fare il Film il progetto viene messo in “pre-produzione”. Si cominciano, cioè, a preparare tutti gli aspetti che porteranno il Regista sul set.

Uno di questi aspetti è il “Casting”, cioè la selezione degli Attori. Ovviamente non puoi semplicemente “selezionare” un Vittorio Gassman o un Diego Abatantuono. Tu gli dai la Sceneggiatura e speri che loro siano interessati. Per gli altri, per le parti minori, o se non vengono proposti grossi nomi, viene incaricata una persona di provare le abilità recitatorie di Attori che potrebbero essere indicati per le varie parti. In genere si cerca di scegliere un Attore capace che assomigli abbastanza al personaggio che dovrebbe interpretare, non solo fisicamente ma anche e soprattutto caratterialmente. È sempre meglio seguire questa regola, ma alle volte si può cercare di far interpretare ad un buon Attore un personaggio molto lontano da sé per tirare fuori tutte le sue capacità nascoste. Spesso accade che un Attore, dopo aver dimostrato di saper recitare una parte, finisca per interpretare sempre personaggi simili ai precedenti, se non proprio lo stesso personaggio, solo con qualche sfumatura. È il classico esempio di “Attore Caratterista”, cioè di un attore che quasi mai riceve parti da protagonista e a cui viene riservata una particina secondaria in un ruolo in cui il pubblico l’ha già visto decine di volte. Non fatevi ingannare, comunque: questi attori sono importanti quanto i protagonisti, e alle volte sono anche più bravi.

Contemporaneamente alla scelta degli attori si compila il Piano di Lavorazione, in cui si decide in quale sequenza girare le scene. Non è infatti possibile girare il Film in maniera cronologica, così come è scritto sulla Sceneggiatura. Le varie scene vengono raggruppate a seconda del luogo in cui si svolgono e dei personaggi che ne prendono parte. Le scene che verranno girate per prime saranno quelle in esterni, cioè quelle che vengono girate per strada, o in altri ambienti reali. Questo per permettere allo Scenografo di costruire gli interni. Il Regista gli dà una serie di indicazioni su come devono essere le stanze in cui la storia è ambientata, e lui le disegna e le costruisce, o adatta alle sue esigenze delle stanze reali. Bisogna comunque scegliere con attenzione anche gli ambienti esterni. Non è che vada bene ogni angolo di strada, deve avere le caratteristiche descritte sulla Sceneggiatura e rispondere alle esigenze del Regista. Poi bisogna ottenere il permesso del comune per girare in quel luogo, cosa non sempre facile e spesso abbastanza costosa. Anche quando si gira in interni reali, come ad esempio le aule di una scuola, bisogna trovare innanzitutto l’istituto giusto, e poi sperare che il consiglio scolastico, e soprattutto il Preside, vogliano collaborare. Nei titoli di coda del già citato Scream si può leggere «Nessun ringraziamento, di alcun tipo, al comitato scolastico della città di Santa Rosa». Evidentemente, dopo aver accordato alla produzione il permesso di girare il film a scuola, i signori del comitato scolastico hanno creato così tanti problemi che non solo la produzione non li ha voluti ringraziare, ma ha voluto far notare la loro non collaborazione.

A questo punto, una volta trovati tutti i luoghi, si fissa la scaletta, con date e orari da seguire perfettamente, almeno in teoria. Non è raro, infatti, che le riprese di un film si protraggano ben oltre la durata prevista inizialmente. È durante il periodo di Pre-produzione che, in genere, viene scelto il Compositore che si occuperà della parte musicale della colonna sonora. Sempre in questo momento il Regista decide come girare le varie scene, con quali inquadrature e da quali punti di vista.

Le riprese

Ovvero: la giungla. Il Regista è l’unico che può tenere l’ambiente ancorato al mondo reale, che può vedere oltre il caos che regna sul set. È lui che coordina il lavoro di tutti, ed è a lui che fanno capo tutti i diversi aspetti della produzione. È per questo che di solito è circondato da uno o più assistenti, da uno o più “Aiuto Regista”.

Se date un’occhiata ai titoli di coda di un Film qualunque vedrete una lunga serie di nomi, in genere divisi secondo le mansioni che hanno svolto durante la lavorazione del Film. Sono assistenti di ogni genere: dall’elettricista al parrucchiere, dal cuoco all’autista. Sono centinaia di persone che devono essere coordinate perfettamente in modo da far andare la macchina produttiva il più dolcemente possibile.

Il Direttore della Fotografia è probabilmente, in questa fase, il membro della troupe più importante dopo il Regista. È lui il diretto responsabile della resa definitiva dell’immagine sulla pellicola. Deve cercare di combinare la luce con il tipo di ripresa che si sta effettuando per ottenere ciò che il Regista vuole. Questi gli spiega, o gli mostra se c’è tempo, come vuole girare la scena, dove vuole mettere la macchina da presa e in quale luogo e momento la scena sta avvenendo. A questo punto il Direttore della Fotografia decide che tipo di pellicola usare (un po’ come si sceglie una pellicola per la macchina fotografica, solo con una gamma di scelte molto più vasta), quale illuminazione sia necessaria per ottenere l’atmosfera voluta, e decide se bisogna montare dei filtri sull’obiettivo. Questi sono lenti di vetro colorato che si montano davanti all’obiettivo della macchina da presa in modo da dare alla scena una veste visiva particolare, o per correggere problemi di illuminazione. Se, infatti, si gira una scena alle 9 del mattino, ma bisogna fingere che sia il tramonto, è meglio montare davanti all’obiettivo un filtro arancione (o meglio: ambra) o blu che ammorbidisca la luce e faccia sembrare che sia veramente il tramonto. Guardando un Film non è difficilissimo capire se una scena è stata girata con un filtro o no: basta osservare dei particolari secondari (le foglie di un albero, un bidone della spazzatura…) e vedere se hanno il loro colore naturale o qualche strana sfumatura. Ancora più facile è notarlo guardando il bordo superiore, ed in misura minore quello inferiore, dell’immagine: se è più scuro del resto la scena è stata girata usando un filtro. Se il Regista sa cosa sta facendo non c’è bisogno che il Direttore della Fotografia gli dica dove mettere la macchina da presa o quale tipo di lente usare. Alle volte, però, il Regista non conosce molto bene i diversi tipi di obiettivi a sua disposizione, allora sarà proprio il Direttore della Fotografia a suggerirgli quale sia meglio usare. Così, però, il lavoro del Regista si riduce a quello di semplice coordinatore di dialoghi.

Una volta che il Direttore della Fotografia ha deciso come illuminare la scena ne parla con il tecnico delle luci, o Capo Elettricista, che si occuperà materialmente di posizionare i riflettori per illuminare la scena come gli è stato detto. Sul set c’è un’intera squadra di Elettricisti, più o meno numerosa a seconda dell’importanza del Film, che si occuperà di mettere le luci dove devono stare durante le riprese. Spesso si usano luci artificiali anche quando si gira in esterni, di giorno. Questo perché la luce del sole può non essere sufficiente, o non avere il taglio giusto. In quest’ultimo caso si possono usare una serie di specchi, o di lastre di polistirolo o cartoncino bianco, per riflettere i raggi del sole e direzionarli come serve.

Il Direttore della Fotografia lavora a diretto contatto con gli Operatori, cioè con chi azionerà materialmente la macchina da presa. Alle volte, in Europa, è lo stesso Regista che muove la macchina durante una ripresa, ma sul set c’è sempre  un Operatore che è designato a farlo. In genere ci sono anche due Assistenti Operatori. Il primo è quello che si occupa direttamente della macchina da presa: cambia l’obiettivo quando serve, tiene puliti i meccanismi e le lenti e tiene a fuoco il soggetto durante la ripresa. Il secondo è colui che cambia la pellicola quando il rullo finisce (di solito non più di 10 minuti di ripresa), tiene aggiornato l’archivio dei rulli e aziona il ciak all’inizio di ogni ripresa.

Se nella scena che si deve girare ci sono dei dialoghi, o servono dei rumori di fondo, sul set ci sarà anche un gruppo di Tecnici del Suono. In genere si tratta di almeno due persone: il Tecnico del Suono vero e proprio ed il Microfonista, cioè quello che muove l’asta del microfono sopra le teste degli attori in modo da registrare perfettamente le loro parole, cercando di fare in modo che il microfono non entri nell’inquadratura (come, invece, spesso accade).

Oltre allo Scenografo, sul set c’è tutta una squadra di Attrezzisti che si occupa di rendere l’ambiente simile a quello che il Regista ha in mente. Questo  vuol dire portare sul set una serie di oggetti particolari (che possono essere mobili, piuttosto che piante o altro), adattare alla proprie esigenze gli oggetti già presenti (tipo pitturare di nero una porta rossa) o nascondere dei particolari non voluti dell’ambiente reale (dipingere la vista di una finestra per nascondere quella reale).

Prima che gli Attori inizino a recitare la scena devono prepararsi fisicamente in modo da avere esattamente l’aria, il look, che il Regista vuole da loro. Per questo ci sono una serie di persone che li aiuteranno a prepararsi. I Costumisti e i Sarti si occuperanno di far loro avere i vestiti adatti. La cosa può essere semplice se il personaggio è un quindicenne che va in giro in jeans e maglietta, o abbastanza complicata se si tratta un soldato di ventura che si prepara a partecipare alla crociate in Terra Santa. I Truccatori devono invece fare in modo che la faccia, e a volte tutto il corpo, dell’Attore sia quella del personaggio, che non sempre coincide. Anche qui la cosa può essere più o meno facile: se si tratta di far sembrare bella Michelle Pfeiffer non ci vuol un gran lavoro, ma se bisogna trasformare Jack Nicholson in un lupo mannaro bisogna stare in sala trucco anche 6-7 ore per ricoprire il suo volto di peli e zanne finte.

Come già detto le scene non vengono filmate in sequenza, quindi ci sono dei particolari che cambiano in maniera anomala da una scena all’altra (si gira prima una scena in cui Indiana Jones ha un cerotto sotto il mento e poi quella in cui si ferisce con la propria frusta), o particolari in comune tra due scene che vengono girate a più di una settimana di distanza (la posizione delle cicatrici sulla faccia di Tom Hanks man mano che l’AIDS diventa visibile sul suo volto). Per fare in modo che queste piccole cose risultino naturali sul set ci sarà sempre una persona che prenderà appunti e farà fotografie: la Segretaria di Produzione. Alle volte, poi, mentre si gira vengono fatti dei cambiamenti ai dialoghi o ai movimenti degli Attori, il che potrebbe portare a problemi di Montaggio. Anche qui è la Segretaria di Produzione che si assicura che tutto sia a posto. Infatti se quando si gira una scena un Attore entra in una stanza dalla porta principale, in un’altra non lo potremo veder entrare da quella sul retro.

Come quando si legge un fumetto si resta inizialmente colpiti dai disegni, così, quando si guarda un Film, si resta colpiti soprattutto da coloro che si muovono sullo schermo, dagli Attori. Un Attore cinematografico deve sempre cercare di mostrare allo Spettatore il personaggio che sta interpretando senza far capire che sta fingendo. Deve dare l’impressione di ESSERE il personaggio. Deve essere il più naturale e realistico possibile. Proprio per questo molti Registi utilizzano nei loro Film attori non professionisti, gente di strada chiamata a rifare davanti alla macchina da presa ciò che fanno tutti i giorni nella loro vita normale. L’Attore professionista, invece, deve “imparare” il personaggio e calarcisi perfettamente. Ma deve fare di più. Tenuto conto che il Film viene girato a spezzoni, durante un periodo di tempo che arriva facilmente ai due mesi, l’Attore deve riuscire a mantenere la stessa presa sul personaggio, e le stesse qualità recitative per tutto il Film. Non si tratta solo di imparare a memoria le battute da dire o i movimenti da fare, bisogna riuscire a pensare come il personaggio, bisogna dimenticare quello che il personaggio ancora non conosce e comportarsi come se si conoscessero da una vita persone e cose di cui si ignorava l’esistenza fino a poco prima. Il Regista non dovrebbe mai cercare di imbrigliare un Attore per farlo rispondere alle proprie esigenze. Al contrario, dovrebbe fidarsi di lui e delle sue capacità e cercare di liberare tutto il suo talento per metterlo al servizio del Film. Se questo vuol dire cambiare delle cose stabilite in precedenza… che sia.

Il Regista, come detto, deve riuscire a tenere insieme tutti gli aspetti della produzione e a rendere omogeneo il lavoro di tutte le persone presenti sul set. Non importa quanto grandi siano tutti gli altri, quanto bravi siano gli Attori, quanto bella sia la Sceneggiatura, quanto geniale sia il Musicista, quanto esperto sia il Montatore e quanto competente sia il Direttore della Fotografia: se il Regista non riesce ad assorbire tutte queste personalità e ad imporre la propria il Film sarà un insuccesso artistico. Non si tratta solo di posizionare la macchina da presa nel posto giusto, di far illuminare la scena in maniera corretta, di far dire agli Attori le battute alla perfezione. Bisogna riuscire a dare una natura omogenea a tutti gli aspetti del Film, al lavoro di decine di persone diverse, senza strafare e senza che un aspetto abbia decisamente la meglio sugli altri. Il Regista deve sapersi adattare agli imprevisti, deve saper piegare la volontà del Produttore ai fini di creare un Film migliore. In altre parole, deve riuscire ad essere veramente l’Autore del Film, non solo il trascrittore scenico; deve esserne l’Autore in ogni fase, dalla prima parola del Soggetto fino all’ultimo fotogramma dell’ultima stampa. Troppo spesso abbiamo letto, all’inizio dei titoli di testa, «Un Film di…», quando poi il Regista si è limitato a fare ciò che altri volevano che facesse.


Percorsi Tematici

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

Scrivi un commento







Evita per quanto possibile di scrivere in linguaggio SMS, grazie.

Per cortesia, inserisci gli spoiler tra i tag [spoiler] e [/spoiler].

Ricevi un avviso se ci sono nuovi commenti. Oppure puoi iscriverti alla pagina senza commentare.