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Viaggio dentro un film – Parte 4

2 ottobre 1997 Articoli, Tecnica 6 Commenti
Proiettore cinematografico 2

Testo introduttivo al corso di “Introduzione al linguaggio cinematografico” per la scuola media inferiore “L. Pirandello” di Sedriano (MI)

Anno scolastico 1997/98


La commercializzazione

Una volta che il montaggio è stato approvato da Produttore e Regista il Film viene stampato e, negli USA, mostrato ad una platea scelta di persone che ne devono dare un giudizio critico. Questo serve a rendersi conto se le varie scene “prendono” lo Spettatore come si credeva e se le varie situazioni sono comprensibili a tutti o se sono chiare solo al Regista e a pochi intimi. Un po’ come quando, prima di fare una lezione a scuola, si fa leggere il testo scritto ad una professoressa per rendersi conto se i concetti vengono espressi in maniera chiara e comprensibile o se il linguaggio è troppo specifico. Di solito, dopo la proiezione di prova, viene cambiato qualcosa nel Montaggio, alle volte vengono addirittura rigirate alcune scene, in modo da avvicinarsi di più al gusto delle persone che hanno visto il Film in anteprima. In genere si chiede al pubblico se il film ha un buon ritmo od è troppo lento, se il finale è credibile, se ci sono delle scene che non sono piaciute e se ci sono delle scene che sono piaciute più di altre, se gli attori sono bravi… Insomma, se il film è bello o brutto.

A questo punto, mentre si fanno stampare le copie definitive, si decide in quale periodo dell’anno fare uscire il Film nelle sale. In Italia questo vuol dire quasi sempre far uscire il Film a Natale, perché è l’unico momento dell’anno in cui la gente sembra essere veramente interessata ad andare al cinema. Da noi, infatti, i cinema d’estate chiudono per ferie. Negli Stati Uniti (ma anche in tutto il resto d’Europa), invece, l’estate è proprio il periodo più redditizio dell’anno: molti dei Film di più grande successo degli ultimi anni sono usciti in estate: Independence Day, Jurassic Park, gli ultimi due Film di Batman… Da noi si crede che la gente, in estate, voglia solo sdraiarsi a rosolare al sole; questo perché i pochi Film che escono in estate nei pochi cinema aperti (quelli delle località turistiche) sono sempre visti da quattro gatti. Ma se i cinema fossero aperti in città come Milano e programmassero Film interessanti, o novità importanti, sicuramente gli incassi ci sarebbero.

Comunque, dopo aver scelto il periodo di uscita, si pensa al modo migliore di lanciare il Film, a come costruire la pubblicità, a come attrarre l’attenzione dello Spettatore potenziale e a quale slogan usare. In genere viene lanciata una campagna pubblicitaria televisiva di grande impatto (così almeno spera la produzione), che convinca più gente possibile ad andare al cinema per vedere quel Film. La pubblicità cartellonistica serve più che altro a ricordare al passante che quello è il Film di cui ha visto la pubblicità in Tv, in genere c’è solo una foto dei protagonisti con il titolo del Film e, al massimo, il nome del Regista. Di solito, nelle campagne televisive, si cerca di far capire di cosa tratta il Film, possibilmente senza rivelare troppo. Poi lo si collega con qualcosa, o qualcuno, che lo Spettatore già conosce. Vengono mostrati i volti di tutti gli Attori famosi, o comunque che lo Spettatore può ricordare da qualche altra cosa che ha visto; si collega il nome del Regista ad un suo precedente successo (quante volte si è sentito “Il nuovo Film del Regista di…”?) e si conclude il tutto con lo slogan prescelto. A parte la scarsa varietà propostaci dai pubblicitari italiani, la campagna promozionale che precede il lancio di un Film ha molta importanza nella felice riuscita del Film nelle sale. Un trailer televisivo accattivante può portare un sacco di Spettatori nelle sale. Ancora una volta gli americani si dimostrano più organizzati di noi europei in questo, dato che una Casa di Produzione americana di solito spende nella campagna promozionale la stessa cifra che ha speso per l’effettiva realizzazione del film. Se Titanic è costato 250 milioni di dollari, mettetene in cantiere altrettanti per la pubblicità. Per questo un film, per fare effettivamente guadagnare soldi al Produttore, deve incassare il doppio di quello che è costato. Titanic ha incassato, nei soli Stati Uniti, più di quattro volte ciò che era costato.

La maggior parte dei Film che escono nelle nostre sale sono di nazionalità straniera, quindi sono parlati in una lingua straniera. Se teniamo conto del fatto che ultimamente anche nei Film italiani si possono vedere molti Attori stranieri, possiamo capire che quasi tutti i Film, prima di poter uscire sui nostri schermi, hanno bisogno di essere doppiati. Per poter veramente apprezzare il valore di un Film è fuori discussione che lo si debba vedere in lingua originale, ma è opinione comune a molti addetti ai lavori che se i Film stranieri fossero proiettati nelle nostre sale in lingua originale con i sottotitoli i già pochi Spettatori calerebbero ancora. Un tentativo lo si sarebbe potuto fare la scorsa estate, quando lo sciopero dei doppiatori ha ritardato l’uscita di molti film. Comunque il Doppiaggio è un problema non indifferente. In teoria bisognerebbe trovare dei doppiatori che hanno una voce simile a quella originale, e che sanno recitare come l’Attore che devono doppiare. Invece raramente ci si cura di queste cose: il Doppiaggio di un Film viene affidato ad una ditta in tutto e per tutto simile a quelle che doppiano cartoni animati per la Tv. Anzi, alle volte sono proprio le stesse. Questo vuol dire che i ruoli vengono affidati quasi a caso, senza curarsi dei nomi degli Attori. Certo, alcuni Attori hanno sempre la stessa voce, come Silvester Stallone o Woody Allen, ma questo succede perché i loro doppiatori (Ferruccio Amendola e Oreste Lionello) hanno raggiunto una popolarità personale che gli consente di lavorare al di fuori delle ditte, di essere indipendenti e mettersi a disposizione ogni volta che serve. Pensate: un Attore famoso come Kevin Costner ha cambiato voce 5 volte prima che trovassero il doppiatore attuale. Sui nostri schermi possiamo persino sentire Eddie Murphy parlare con la stessa voce di Homer Simpson! Questo vuol dire che per noi è praticamente impossibile riconoscere un Attore straniero dalla voce, il che non va certo a favore della sua popolarità.

Una volta effettuato il Doppiaggio, comunque, il Film è pronto ad uscire nelle sale di tutt’Italia. Il giorno prima dell’uscita ufficiale, se il Film è un prodotto importante di una grossa casa di produzione, viene organizzata una serata d’onore con ospiti importanti, non solo e non sempre dell’ambiente cinematografico, e conseguente rinfresco e mega conferenza stampa. Il giorno dopo cominceranno ad uscire sui giornali le prime recensioni sul Film, che dovrebbero aiutare lo Spettatore a capire se il Film in questione vale le 10.000 lire del biglietto. Ma in genere ha più potere il classico “passa parola” di una buona recensione: se un amico di cui vi fidate, e con cui sapete di avere gusti in comune, vi dice che ha già visto il Film e gli è piaciuto molto allora andrete quasi certamente a vederlo, altrimenti aspetterete di poterlo vedere in Tv.

A questo punto il Produttore ha fatto tutto, e anche di più, per convincere più gente possibile ad andare a vedere il Film. Un Film che è l’essenza del lavoro di decine di persone, impiegate nei modi più diversi possibile. Decine di persone coordinate dalla mente di un uomo solo, dalle sue capacità di comandare la nave, di portare la diligenza al riparo dagli attacchi dei pellerossa. Il Regista, un pazzo.

L’Home Video

Per quanto bene possa andare, un Film nei cinema italiani di prima visione non resta mai più di un paio di mesi. Nel giro di sei mesi la pellicola è bella che dimenticata dal pubblico, o almeno, lo sarebbe se non esistesse il mercato del home-video. Pochi mesi dopo l’uscita di un Film nelle sale il DVD è disponibile per il noleggio, dopo qualche altra settimana il film diventa disponibile all’acquisto in DVD e supporti ad alta definizione.

Per la casa di produzione (o di distribuzione, se si tratta di un Film straniero) l’uscita in videocassetta del Film è una cosa molto importante, perché spesso gli incassi derivanti dal noleggio e dalla vendita dei video sono superiori a quelli delle sale cinematografiche. Anzi, considerando gli incassi globali di tutto il mondo, il mercato dell’home-video frutta sicuramente più soldi di quello cinematografico. Alle volte, poi, un Film non viene nemmeno distribuito nelle sale, ma esce direttamente in videocassetta. Questo perché il distributore non ha molta fiducia nelle potenzialità che il Film dovrebbe avere di attrarre Spettatori in sala. Magari i protagonisti sono degli attori famosi all’estero ma sconosciuti da noi, magari il Film è stato ignorato da tutti nel paese d’origine e non si vede come possa avere destino diverso in Italia, magari è il seguito di un Film che ha avuto poco successo…

Andare a vedere un Film al cinema è un’esperienza unica. Vedere lo stesso Film in videocassetta non è assolutamente la stessa cosa. Prima di tutto perché la proiezione in sala è un’esperienza di gruppo, molto più che affittare una videocassetta, e il comportamento degli altri Spettatori influenza le nostre sensazioni ed emozioni. Una scena di un film comico può essere in grado di far sbellicare dalle risate tutta la platea di un cinema e poi lasciarci quasi indifferenti quando rivediamo il film in video, perché le nostre sensazioni sono ben diverse. Ma questa non è l’unica differenza, né la più importante. Il Film in videocassetta è effettivamente diverso da quello nelle sale. È diverso in un sacco di cose, a partire dallo schermo. Vedere un occhio largo cinque metri non è come vedere lo stesso occhio largo cinquanta centimetri (quando va bene), ma soprattutto è probabile che in Tv non riusciremmo a vedere tutto l’occhio. Questo perché la pellicola cinematografica è larga 35 millimetri, non ha sostanzialmente differenza con quella classica per le macchine fotografiche, e l’immagine ha un rapporto tra altezza e lunghezza di 1:1,85 (alcuni film girati con pellicole speciali arrivano anche a 1:2). Lo schermo televisivo, invece, ha un rapporto di 1:1,33. Questo vuol dire che lo schermo televisivo è più stretto rispetto a quello cinematografico del 28%. In pratica quasi un terzo dell’immagine va perso nella conversione tra pellicola e video. Per i Film più spettacolari, come possono essere i western, o i film di fantascienza o anche quelli d’azione, viene prodotta una videocassetta che riesce a mostrare l’immagine in tutta la sua larghezza, le cosiddette “wide screen”, creando però due bande nere ai lati superiore e inferiore dello schermo. In questo modo lo Spettatore è in grado di vedere l’immagine completa, ma il tutto sarà ancora più piccolo. I televisori che vengono commercializzati con la dicitura “16:9″ ovviano a questo problema proiettando automaticamente l’immagine in modo da riempire completamente lo schermo e permettere così di capire veramente cosa stia succedendo nel Film senza dover perdere la vista nel tentativo. La seconda differenza tecnica tra pellicola e video è la velocità di proiezione. Al cinema la pellicola gira a 24 fotogrammi al secondo, cioè in un secondo vengono proiettati 24 fotogrammi diversi, mentre le videocassette in uso nell’Europa Occidentale vanno ad una velocità di 25 fotogrammi al secondo. Non che noi siamo in grado di rendercene conto semplicemente guardando il film, però vuol dire che un film che nei cinema dura due ore, nella versione in videocassetta dura cinque minuti di meno. A queste due differenze aggiungeteci il fatto che vedendo un film nel salotto di casa abbiamo maggiori probabilità di venir distratti e che comunque lo schermo televisivo crea dei riflessi che distorcono la percezione che abbiamo dei colori, già di per sé diversi per via dell’immagine creata elettronicamente dal televisore.

Come detto, andare a vedere un Film in una sala cinematografica è un’esperienza unica. Andateci.

I passaggi televisivi

Se guardando una videocassetta possiamo venir distratti facilmente, guardando un film che viene trasmesso in TV non abbiamo nemmeno la scusa di aver speso dei soldi per poter vedere quel film, così saremo noi i primi a tendere a distrarci, e quando questo accade non abbiamo la possibilità di fermare il nastro e tornare indietro per rivedere la scena. In più, rete pubblica o privata che sia, le interruzioni pubblicitarie spezzano, arbitrariamente, il Film.

La differenza maggiore, comunque, tra proiezione cinematografica e trasmissione televisiva, è la restrizione della censura. Secondo le leggi attualmente in vigore non è possibile trasmettere in TV film che hanno ricevuto il divieto ai minori di 18 anni, e si possono trasmettere film vietati ai minori di 14 anni solo dopo le 22,30. Per aggirare questa limitazione i distributori ripropongono il film alla commissione di censura dopo averne tagliato alcune scene, sperando di ottenere un giudizio più magnanimo. Le differenze tra le due versioni possono essere più o meno grandi, e non esiste una regola particolare su cosa tagliare e cosa lasciare nel film. Le streghe di Eastwick, una commedia di argomento satanico con Jack Nicholson, aveva ricevuto il divieto ai minori di 14 anni ed è sempre stato trasmesso in Tv con un finale diverso da quello originale (oltre che con altre quattro scene in meno), condizione necessaria per poter ottenere il visto della censura e venir trasmesso alle 20,30. La cosa ha ben poco senso se consideriamo il fatto che un film come Basic Instinct è stato trasmesso in prima serata dopo aver subito tagli tutto sommato irrisori rispetto al contenuto del film nel suo complesso.

La televisione, comunque, può essere considerata la vita eterna dei film, perché ogni settimana vengono trasmessi diversi film che furono prodotti più di 10 anni fa, e dà la possibilità agli Spettatori di vedere film altrimenti introvabili, a meno di visitare decine e decine di videoteche. Il problema è che le ore di punta delle reti di maggior richiamo sono congestionate con varietà, telefilm e sceneggiati (le cosiddette “fiction”), così i film un po’ “passati”, che sono stati trasmessi già diverse volte e che non sono più (o non lo sono mai stati) in grado di attrarre cinque milioni di Spettatori, vengono programmati a tarda ora. Per fortuna basta avere un videoregistratore e nulla ci è precluso.


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Attualmente ci sono 6 commenti a questo articolo:

  1. Riccardo scrive:

    Alberto, ti volevo fare una domanda, non so se potrai darmi una risposta chiara ma prova a fare un tentativo: io ho alcuni miei amici che hanno formato un piccolo gruppo che suona cover rock come Ligabue, The Doors, ACDC e Vasco Rossi.
    Ho chiesto a questi miei amici di filmarli mentre fanno le prove in modo da farne un breve documentario ( il montaggio, gli eventuali titoli di testa e di coda li farò io ).

    Per poterlo distribuire a delle case di distribuzione come la MEDUSA come posso fare?

  2. Alberto Cassani scrive:

    Non ho capito, nel senso che vorresti farlo uscire in DVD? Non vedo come questo sia possibile: a meno che i tuoi amici non siano una band famosa, non c’è ragione per una casa di distribuzione di produrre un DVD con un gruppo di sconosciuti in sala prove… Chi vuoi che lo voglia vedere?

  3. Riccardo scrive:

    Bhè, i miei amici sono una band emergente e magari piuttosto che un documentario possiamo considerarlo un video clip che possa lanciarli verso il pubblico.

  4. Alberto Cassani scrive:

    Allora è meglio girare un videoclip vero e provare a proporlo a qualche stazione Tv. Ma inizierei con un demo da mandare alle radio locali, prima…

  5. Luca scrive:

    Quando ho letto le prime righe di queste pagine ho pensato che fosse un errore di battitura, ma dopo poche righe eccolo di nuovo li…oBBiettivo?????

    Davvero da una persona preparata come te ci si devono aspettare errori del genere?

  6. Alberto Cassani scrive:

    Hai ragione, un errore veramente pacchiano. Curioso poi che l’abbia fatto più volte in poche righe e che sia arrivato online nonostante tutte le riletture che il testo ha avuto nel corso degli anni. E’ proprio vero che la correzione di bozze deve farla una persona diversa dall’autore…

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