| Francesco Puglisi, 14 Dicembre 2001: Gradevole |
Warner, 6 Dicembre 2001
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Il piccolo Harry Potter è orfano di entrambi i genitori, uccisi dal malvagio Voldemort. Quando viene chiamato a studiare alla scuola di magia di Hogwarts, Harry scopre di avere poteri magici e trova due grandi amici, Ron ed Hermione…
Dopo i libri, che hanno venduto oltre cento milioni di copie in tutto il mondo, era inevitabile la trasposizione cinematografica, con relativo successo, delle avventure del giovane mago Harry Potter, con un film costato trecento miliardi di lire, recuperati al volo nei primi giorni di programmazione. Interamente girato in Inghilterra da Chris Columbus, il film è tratto dal primo libro della serie dell’autrice J.K. Rowling, e si può ben immaginare quanto difficile sia trarre una sceneggiatura da un libro: da una parte perché si devono accontentare i lettori (e l’autore) non stravolgendo la storia, e dall’altra perché si deve riuscire a fra capire tutto anche a chi il libro non lo ha mai letto (come il sottoscritto). In questo caso lo sceneggiatore, Steve Kloves, sembra cavarsela da entrambe le parti, con una storia piacevole, ricca di avvenimenti, forse un po’ meccanica nel suo svolgimento, capace di non far pesare più di tanto la sua lunghezza (due ore e mezza filate), ma con alcune scene che sanno palesemente di troppo come quella delle caramelle “tutti i gusti più uno” a metà e alla fine del film.
Affascinante più che sorprendente dal punto di vista visivo, gotico in ogni suo aspetto, dalle scenografie di Stuart Craig, alcune delle quali risultano un po’ troppo finte come le strade di Diagon Alley dove il protagonista compra la bacchetta magica, alla fotografia di John Seale quasi sempre immersa nel buio. Un mondo totalmente immaginario, reso ricco dagli effetti speciali, funzionali sì alla storia ma non tutti riusciti (se i quadri che si muovono sono strabilianti, il Troll o la scena della partita di Quidditch sono abbastanza deludenti).
Il cast over-quindici è di ottimo livello, anche se le loro interpretazioni sono ridotte a cammei più che a ruoli veri e propri, vedi il preside Albus Silente (Richard Harris) o la professoressa Minerva McGranitt (Maggie Smith), mentre quello dei ragazzi è ben assortito ma non convincente. Infatti se il protagonista non è poi così antipatico come suggerisce invece la sua foto col gufo bianco sul braccio sparsa un po’ su tutti i giornali, viene da dubitare sulla sua capacità di recitare: espressioni un po’ troppo smarrite, e qualche sorriso troppo artificioso.
Columbus dietro la macchina da presa non fa faville, la sua regia è nella norma, niente di eccessivo o di rischioso, e per questo il film non acquista un livello “epico” che magari avrebbe giovato. Modeste pensate di regia: molte scene sono riprese ad altezza bambino, ma alcune sequenze avrebbero dovuto avere uno spessore e una tensione maggiore, come quella della partita gigante di scacchi, resa inquietante quasi soltanto dalla colonna sonora di John Williams, che per il resto è nella norma e senza eccessivi virtuosismi. Un film tutto sommato gradevole da vedere, senza troppi complessi, di cui spaventa il numero di sequel previsti, ben sei di cui uno già in lavorazione ad opera dello stesso Columbus dal titolo Harry Potter e la Camera dei Segreti. Girano voci che Spielberg sia interessato a girare uno dei film, ma nulla ancora di confermato. Comunque il pericolo più grande resta quello di trasformare in operazione semplicemente meccanica e commerciale la lavorazione degli altri film, rischiando di perdere sul nascere la “magia” dei libri che tanto successo hanno avuto. Sarà comunque contento il conto in banca della Rowling.
Titolo: Harry Potter e la Pietra Filosofale (Harry Potter and the Philosopher’s Stone)
Regia: Chris Columbus
Sceneggiatura: Steve Kloves
Fotografia: John Seale
Interpreti: Daniel Radcliffe, Rupert Grint, Emma Watson, Robbie Coltrane, Richard Harris, Maggie Smith, Zoe Wanamaker, John Hurt, John Cleese, Alan Rickman, Ian Hart, Warwick Davis
Nazionalità: Regno Unito – USA, 2001
Durata: 2h. 32′

