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Galantuomini di Edoardo Winspeare

27 ottobre 2008 Recensioni 0 Commenti
Galantuomini

01 Distrbution, 21 Novembre 2008 – Viscerale

Lucia è una donna forte, gestisce la criminalità nel Salento per conto di un importante boss. L’arrivo nel suo territorio di un altro criminale che si rifiuta di scendere a patti con lei e il ritorno da Milano di un magistrato suo amico d’infanzia complica le cose…


Giorgio Colangeli e Donatella Finocchiaro in GalantuominiEdoardo Winspeare, regista pugliese dal suggestivo nome anglofono, era presentato ai tempi dei suoi esordi come una delle promesse che avrebbe potuto risollevare il cinema italiano, e in effetti sia Pizzicata sia Sangue vivo le carte in regola le avevano; ma poi, il flop del pur valido Il miracolo ha rimesso tutto in discussione e il suo nome – come spesso accade in Italia – è diventato uno di quelli di cui ci si fida con circospezione. Ma se il cinema italiano non è rinato non è certo colpa sua e a cique anni di distanza da quel film, Winspeare torna a voler dimostrare il suo talento e lo fa con un forte film popolare e intenso – pur con qualche limite – volto a scoprire lati oscuri del suo amato Salento.

Scritto dal regista con Andrea Piva e Alessandro Valenti, Galantuomini è un melodramma nero tragico, che mescola i sapori ancestrali della tragedia mediterranea con la consapevolezza storico-giornalistica del racconto d’attualità, in un film che tra alti e bassi sa affascinare lo spettatore.

Fabrizio Gifuni e Beppe Fiorello in GalantuominiAmbientato tra la fine degli anni 70 e i 90, un nuovo viaggio all’interno di una certa cultura popolare pugliese che prende a pretesto la nascita della Sacra Corona Unita per una riflessione sociologica e antropologica sulla criminalità nel sud moderno, dove i residui del brigantaggio cercano la strada dell’organizzazione, della ricchezza e del potere. Ma anche, in linea con la doppia anima del film, uno sguardo curioso sul ruolo rivoluzionario di una donna boss, che pure deve fare i conti con un’interiorità distrutta.

Donatella Finocchiaro in GalantuominiCon Galantuomini Winspeare realizza un film fatto di alti e bassi, che si prende qualche pausa, una cronaca intima raccontata in modo anti-cronachistico che soffre una prima parte un po’ priva di forza e vitalità – anche nera – e che si riscatta in un prosieguo più spesso e vigoroso, dove le anime del film trovano coerenza anche filmica nella scelta di concentrarsi sul personaggio di Lucia, di farne l’icona e il canale di passaggio dei temi, di farne lo sbocco iconografico delle idee del film (i lunghi primi piani sulle sue reazioni sono li a dimostrarlo).

Donatella Finocchiaro e Fabrizio Gifuni in GalantuominiUna sceneggiatura equilibrata tra epopea nera e descrizione umana che però ha il limite maggiore, eccetto qualche dialogo difficoltoso, nella gestione dei personaggi altri da Lucia: mentre il magistrato è mal strutturato anche come ingranaggio, il socio viene sprecato proprio quando stava per diventare vero e interessante. Winspeare sa gestire bene forma e confezione e se all’inizio fatica a dare una direzione precisa al film, dopo prosegue più sicuro sia nello sguardo sia nell’azione. Inoltre, Galantuomini segna la definitiva conferma di Donatella Finocchiaro, attrice notevole, intensa, credibile e di grande carisma che ruba la scena a tutti, soprattutto ai co-protagonisti come Fabrizio Gifuni (bravo ma ingabbiato) o Giuseppe Fiorello, monocorde. Crediamo, anche viste le reazioni positive al Festival di Roma, che il film risolleverà di sicuro le sorti del nome di Winspeare e anche se non farà il voodoo al putrescente cinema nostrano, di sicuro è una boccata d’ossigeno per lo spettatore insoddisfatto.


La locandina di GalantuominiTitolo: Galantuomini
Regia: Edoardo Winspeare
Sceneggiatura: Andrea Piva, Alessandro Valenti, Edoardo Winspeare
Fotografia: Paolo Carnera
Interpreti: Donatella Finocchiaro, Fabrizio Gifuni, Beppe Fiorello, Gioia Spaziani, Marcello Prayer, Lamberto Probo, Antonio Carluccio, Giorgio Colangeli
Nazionalità: Italia, 2008
Durata: 1h. 40′


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