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"Placido Rizzotto" di Pasquale Scimeca

16 settembre 2000 Recensioni 2 Commenti
Placido Rizzotto

Istituto Luce, 20 Ottobre 2000 – Confuso

Placido Rizzotto è un ragazzo di Corleone che torna da Roma come Segretario della Camera del Lavoro del suo paese natio. Le sue intenzioni sindacali si scontrano con quelle dei padroni – dei mafiosi – del luogo, e la cosa crea così tanta tensione da convincere i suoi fedelissimi a fargli da guardie del corpo. Non basterà.


Marcello Mazzarella e Gioia Spaziani in Placido RizzottoPur non essendo un film entusiasmante, Placido Rizzotto è decisamente meglio dei film italiani presentati in concorso a Venezia 2000 (I 100 passi, Il partigiano Johnny, La ligua del santo, Denti), Festival in cui questa pellicola di Pasquale Scimeca era inserita nella categoria “Cinema del Presente”. Come spesso capita, soprattutto nel cinema italiano, anche in questo caso il film finisce per essere più importante sotto l’aspetto “storico” piuttosto che sotto quello puramente cinematografico.

Marcello Mazzarella in Placido RizzottoIl difetto maggiore del film è di non avere una linea narrativa ben precisa. Si inizia con due scene introduttive con Placido prima bambino e poi ragazzo, quindi lo ritroviamo adulto che torna a Corleone da Roma, poi appare un narratore che racconta la sua storia in piazza come fosse una leggenda, e solo allora si entra finalmente nel film vero e proprio. Peccato, perché proprio questo narratore ed il suo lenzuolo dipinto sarebbero potuti essere una guida perfetta per lo spettatore, se fosse stato utilizzato lungo tutto il film.

Una scena di Placido RizzottoLa narrazione, paradossalmente, si fa più interessante quando Rizzotto sparisce, quando da inchiesta sulla mafia il film si trasforma quasi in un giallo. Le indagini sono raccontate molto bene la sceneggiatura stempera bene la tensione quando serve grazie a dei dialoghi leggeri. La recitazione, però, è generalmente piuttosto scadente, al di là di uno straordinario Marcello Mazzarella: nonostante si vedano delle facce molto “da cinema”, i non professionisti che affollano il cast non professionisti meritano per niente l’appellativo di “attori”. Molto belle, invece, le musiche composte dagli Agricantus, ma la sostanza è che questo è un film sulla mafia ben realizzato, mai retorico e tutto sommato piacevole, ma che non propone niente di nuovo.


La locandina di Placido RizzottoTitolo: Placido Rizzotto
Regia: Pasquale Scimeca
Sceneggiatura: Pasquale Scimeca
Fotografia: Pasquale Mari
Interpreti: Marcello Mazzarella, Vincenzo Albanese, Carmelo Di Mazzarelli, Gioia Spaziani, Franco Catalano, Arturo Todaro, Biagio Barone, Giuseppe Gennusa, Antonio Bevilacqua, Caterina Di Francesca, Liliana Abbene, Mario Rivera, Melino Imparato
Nazionalità: Italia, 2000
Durata: 1h. 50′


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Attualmente ci sono 2 commenti a questo articolo:

  1. Francesco Spinelli scrive:

    L’ultima fase delle lotte contadine è segnata ancora dalla violenza. Nel ’48 cadono i dirigenti Epifanio Li Puma, Placido Rizzotto, Calogero Cangialosi, nel ’52 cade il contadino Filippo Intile, nel ’55 saranno uccisi i sindacalisti Salvatore Carnevale e Giuseppe Spagnuolo. Per questi delitti, come per i precedenti, non pagherà nessuno. Gli imputati dell’omicidio di Carnevale vengono condannati in primo grado, grazie anche alle denunce della madre Francesca Serio, ma assolti in appello.

    Difende i mafiosi Giovanni Leone, avvocato di parte civile Sandro Pertini.

    DUE PRESIDENTI DELLA REPUBBLICA CHE DIFFERENZA !!!!

  2. Alberto Cassani scrive:

    Eh be': uno faceva il partigiano, l’altro invece faceva le corna nelle foto…

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