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"Quei bravi ragazzi" di Martin Scorsese

4 ottobre 2003 Recensioni 12 Commenti
Quei bravi ragazzi

Warner, 20 Settembre 1990 – Straordinario

Henry Hill è cresciuto a Brooklin, ed è cresciuto nel mito dei mafiosi che regnavano su quelle strade. È cresciuto fino a diventare un mafioso di medio livello, il braccio destro diJames Conway. Ma il loro compare Tommy DeVito una sera ammazza un intoccabile. E per il gruppo di bravi ragazzi la strada si fa dura…


Ray Liotta in Quei bravi ragazzi«Che io mi ricordi, ho sempre voluto fare il gangster. Per me, fare il gangster è sempre stato meglio che fare il Presidente degli Stati Uniti». Questo è ciò che dice il vero Henry Hill al giornalista Nicholas Pileggi, che l’ha riportato nel libro da cui Scorsese ha tratto questa pellicola. E questo è ciò che la voce fuori campo di Ray Liotta dice in apertura di film, stabilendo da subito l’ottica nella quale i protagonisti vengono inquadrati e lo stile di vita che per buona parte della proiezione gli vediamo tenere. Ma anche se – come dice il sottotitolo originale – racconta “tre decenni di storia della Mafia”, Quei bravi ragazzi non è un film che fa dei mafiosi degli eroi, come invece succedeva nel Padrino: i protagonisti sono dei pesci piccoli, che difficilmente possono davvero arricchirsi con la criminalità e che rischiano di pagare a caro prezzo ogni loro più piccolo errore.

Robert De Niro in una scena di Quei bravi ragazziSorretto da un cast già di per se ottimo qui in serata di grazia (De Niro, Liotta, Paul Sorvino, Joe Pesci…), il film è una dimostrazione di maestria da parte di Martin Scorsese, che sa dosare gli elementi della sceneggiatura in modo da raccontare la storia con stile epico ma senza mai stancare, nonostante le quasi due ore e mezza di proiezione. Il regista si prende infatti il tempo che ritiene necessario per sottolineare i diversi passaggi drammatici, per tratteggiare nel giusto modo i diversi personaggi, per inserire con la giusta attenzione i diversi elementi che contribuiscono allo sviluppo della storia.

Joe Pesci in Quei bravi ragazziEssendo un film di mafia, peraltro uno dei migliori (e il miglior Scorsese in assoluto), non è scevro da scene di violenza, fin dall’inizio. Violenza molto secca, dura, che arriva improvvisa come gli scatti d’ira del personaggio di Joe Pesci e riporta la nostra attenzione sullo scorrere degli eventi, in caso ci fossimo distratti ad osservare la perfezione stilistica del film. In questo caso è la tecnica cinematografica che la pellicola mette in mostra, sia da parte della troupe che da parte del cast, che regala agli spettatori le emozioni che questo tipo di film sa trasmettere. E se il modo in cui Scorsese narra il finale può far storcere qualche naso, è indubbio che le parole di Ray Liotta con cui il film si chiude rappresentino tutto fuorché un happy ending.


Titolo: Quei bravi ragazzi (Goodfellas)
Regia: Martin Scorsese
Sceneggiatura: Nicholas Pileggi, Martin Scorsese
Fotografia: Michael Ballhaus
Interpreti: Ray Liotta, Robert De Niro, Joe Pesci, Lorraine Bracco, Paul Sorvino, Frank Sivero, Tony Darrow, Mike Starr, Frank Vincent, Chuck Low, Frank DiLeo, Henry Youngman, Gina Mastrogiacomo, Catherine Scorsese, Debi Mazar
Nazionalità: USA, 1990
Durata: 2h. 25′


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Attualmente ci sono 12 commenti a questo articolo:

  1. io con robert de niro sto per vedere in dvd il cacciatore.
    l’hai visto cassani?
    cosa ne pensi?

    non l’ho mai visto il cacciatore ma tutti mi hanno detto che è un capolavoro,ma vi ricordo che io ho 21 anni e di capolavori e di tanti altri film ne ho visti ma non tutti i film grandiosi che ne sono stati creati li ho potuti vedere.
    il cacciatore l’ho comprato alcuni giorni fa e si va ad aggiungere alla mia infinita collezione di dvd(originali eh!!)
    cosa ne pensi alberto cassani di questo film di michael cimino?
    grazie….

  2. Alberto Cassani scrive:

    Guarda, l’ho visto almeno vent’anni fa e non mi ricordo praticamente nulla. Non mi aveva esaltato, comunque. Ma erano anche vent’anni fa…

  3. Fabrizio scrive:

    “Il Cacciatore” è un bel film sui legami affettivi e l’amicizia, più che sulla guerra. Ha dei momenti eccellenti, tipo la famosa scena della roulette russa, alcuni quasi poetici. Tutti bravi gli attori. E’ un pò troppo lungo, secondo me; qualche accorciatina qua e là avrebbe giovato. Senz’altro è ancora un film che vale la pena vedere.

  4. Riccardo ( ex Mickey Rourke ) scrive:

    Il cacciatore il mi pare troppo lungo, è solo forse molto intenso.

  5. IO L’HO VISTO IERI SERA E LO VALUTO UN CAPOLAVORO
    LA DURATA DI CIRCA TRE ORE NON è PESANTE PERCHè IL FILM SCORRE VELOCE.
    GRANDE FILM INTENSO E INDELEBILE CHE MOSTRA COSA PUO CREARE LA GUERRA DENTRO LA GENTE.
    FERITE CHE IN QUESTO FILM FA NOTARE CHE L’AMICIZIA ESISTE E CONTA NELLA VITA.

  6. Riccardo ( ex Mickey Rourke ) scrive:

    Ho visto ieri questo indimenticabile mafia-movie di Scorsese e non potevo certo non lasciare un commento: Straordinaria le interpretazioni di De Niro, Liotta e Pesci, veramente un film emozionante e violento che racconta 30 di storie di gangster.
    Lo consiglio a tutti i fan del genere, di Scorsese e di De Niro.

  7. Mattia scrive:

    Ciao, mi chiamo Mattia e ho compiuto tre giorni fa 14 anni, così ho potuto vedere QUEI BRAVI RAGAZZI visto che è vietato ai minori e devo dire che è un film bellissimo. Concordo con riccardo, bellissimo film, il migliore dei mafia movie e c’è anche de niro di cui sono fan.

  8. Sebastiano scrive:

    Questo film ha gia’ 20 anni!
    Mi sembra di essere andato ieri sera a vederlo al cinema.

    Liotta, De Niro, Pesci, Bracco, Sorvino, Sivero, DiLeo, Mastrogiacomo, Scorsese…. Veri americani!

  9. Riccardo scrive:

    Non è che scorsese sia esattamente americano e nemmeno deniro e neppure pesci.

  10. Adriano scrive:

    a caschetto: se il cinema ha vissuto negli anni 70 un’ottima annata “Il cacciatore” è uno dei responsabili.

  11. Riccardo scrive:

    parole sante :D

  12. Marco scrive:

    Concordo con la recensione. Ottimo gangster-movie anche se non sono un appassionato di questo genere.
    Bisogna dire, però, che non racconta una vera e propria storia con un inizio e fine (si beh la storia del protagonista in generale si) ma è formato più che altro da varie vicissitudini che succedono alla famiglia mafiosa. Non è una pecca ma solo un appunto che faccio. Per il resto solo pregi.
    Piaciuto anche il fatto che, come ha scritto Albe, non esalta i mafiosi ma ne dà una brutta immagine, come si evince dal finale.
    I miei preferiti però rimangono “Scarface” e “Once Upon A Time In America”.

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