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"La mafia uccide solo d'estate" di Pif

27 gennaio 2015 Recensioni 0 Commenti
La mafia uccide solo destate

01 Distribution, 28 Novembre 2013 – Encomiabile

La vita di un uomo, da quando era bambino a quando diventa padre, è sempre legata agli omicidi mafiosi: concepito durante una strage, durante la sua infanzia è vicino a diversi personaggi uccisi, incontra una vecchia amica prima dell’omicidio di Salvo Lima e partecipa con lei ai funerali di Borsellino…


Una scena di La mafia uccide solo d'estateOgni tanto, seppur raramente, qualcosa si muove, nel cinema italiano. E allora può capitare che un “giovane” (in Italia a 41 anni si è ancora all’opera prima; negli Stati Uniti, Tarantino a quell’età aveva già realizzato Kill Bill) regista italiano riesca a stupire dirigendo un film toccante e intelligente – e in parte autobiografico – sulla mafia.

Pif e Cristiana Capotondi in La mafia uccide solo d'estateLa prospettiva di Pif è diversa rispetto a quanto visto finora sul tema. E’ chiaro fin dalla sequenza introduttiva come la vita della città di Palermo scorra parallelamente a quella della mafia: le due società – quella civile e quella mafiosa – viaggiano su binari indipendenti per quanto interconnessi uno all’altro. La vita di migliaia di individui va avanti, più o meno inconsapevolmente, nonostante attorno a loro avvengano stragi e omicidi.

Pif in La mafia uccide solo d'estateGirato come una commedia e una love story, La mafia uccide solo d’estate riesce a mescolare in modo molto equilibrato i diversi elementi: se la storia d’amore fa da filo conduttore e gli omicidi di mafia segnano le tappe della vita del bambino che diventa uomo, la commedia alleggerisce il tutto permettendo al film di essere contemporaneamente divertente e impegnato. Nei minuti finali, Pif mette invece insieme una serie di sequenze altamente suggestive: a partire dal bacio tra lui e la Capotondi durante i funerali di Borsellino il film prende il volo. Così come la città prende finalmente consapevolezza del potere della mafia, così i protagonisti capiscono di essere innamorati. Le ultime scene danno davvero l’idea di quante siano state, nel corso degli anni, le vittime di mafia.

Una scena di La mafia uccide solo d'estateL’esordio cinematografico di Pif è un’opera sorprendente e profondamente consapevole della realtà mafiosa palermitana, un’opera che con inedita leggerezza spiega chiaramente sia la violenza sia la pervasività della mafia. In questo si discosta profondamente da altri film che, pur con prospettive differenti, affrontano lo stesso tema – come La trattativa – risultando più efficace perché scevro dell’aspetto più serioso e di “insegnamento” che caratterizza il film della Guzzanti. Di grande impatto emotivo (soprattutto negli straordinari ultimi minuti), La mafia uccide solo d’estate riesce nell’ardua impresa di costruire una commedia attorno agli atti più sanguinosi che la mafia ha organizzato negli anni, contestualizzando contemporaneamente l’associazione criminale e rendendola così più vicina e in qualche modo tangibile, rendendo quindi lo spettatore più consapevole della sua pericolosità.


La locandina di La mafia uccide solo d'estateTitolo: La mafia uccide solo d’estate
Regia: Pif
Sceneggiatura: Michele Astori, Pierfrancesco Diliberto, Marco Martani
Fotografia: Roberto Forza
Interpreti: Cristiana Capotondi, Pif, Alex Bisconti, Ginevra Antona, Claudio Gioè, Ninni Bruschetta, Barbara Tabita, Rosario Lisma, Enzo Salomone, Maurizio Marchetti, Antonio Alveario, Domenico Centamore, Roberto Burgio
Nazionalità: Italia, 2014
Durata: 1h. 30′


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