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Lo spietato di Renato De Maria

7 maggio 2019 Recensioni 0 Commenti
Lo spietato

Nexo Digital, 8 Aprile 2019 – Scorsesiano

Il giovane Santo Russo lascia la Calabria e arriva a Milano con la famiglia, e fin dall’adolescenza decide che il crimine sarà il suo modo per affrancarsi da una vita altrimenti misera. Con rapine, sequestri di persona e traffico di droga diventa in breve tempo il numero uno della malavita meneghina…


Renato De Maria, regista di Paz! e La prima linea, firma con Lo Spietato un’opera di certo non originale a livello contenutistico, ma senz’altro innovativa all’interno dell’attuale proposta cinematografica italiana.

Tratto dal romanzo “Manager Calibro 9” di Pietro Colaprico e Luca Fazzo, Lo Spietato è un buon esempio di gangster movie tricolore che pesca dichiaratamente – e a piene mani – dalle pietre miliari del genere che hanno scritto la storia del cinema a stelle e strisce. I principali modelli presi come riferimento da De Maria e dagli sceneggiatori Valentina Strada e Federico Gnesini sono, infatti, gli scorsesiani Quei bravi ragazzi e The Wolf of Wall Street, con il protagonista Riccardo Scamarcio a interpretare una sorta di ibrido, nel complesso azzeccato, tra il mafioso Henry Hill del primo e il broker Jordan Belfort del secondo.

Lo Spietato trova uno dei suoi maggiori punti di forza proprio nella convincente performance di Riccardo Scamarcio, che si conferma ancora una volta un abile interprete di personaggi loschi e spregiudicati, come il Nero di Romanzo criminale e, soprattutto, il Sergio Morra di Loro. Molto buona si rivela, poi, anche la rappresentazione della città di Milano attraverso i tre diversi periodi storici – anni 70, 80 e 90 – nell’arco dei quali si sviluppa la vicenda, offrendo un punto di vista sul capoluogo lombardo di sicuro non così convenzionale per l’odierno cinema italico, sia per l’aspetto visivo sia per quello narrativo.

Una vivace colonna sonora prevalentemente nostrana – ma orchestrata in pieno stile Scorsese – si adegua efficacemente a una sceneggiatura che riesce a mantenere viva l’attenzione dello spettatore per tutta la durata del film, evitando tempi morti e bilanciando a dovere la componente drammatica con quella ironica, anche questa tipica delle pellicole prese a modello. Il risultato finale è senz’altro qualcosa di “già visto”, ma che si fa apprezzare grazie a un tasso di intrattenimento assai raro di questi tempi, nel cinema italiano come in quello internazionale.


La locandinaTitolo: Lo spietato
Regia: Renato De Maria
Sceneggiatura: Renato De Maria, Valentina Strada, Federico Gnesini
Fotografia: Gianfilippo Corticelli
Interpreti: Riccardo Scamarcio, Sara Serraiocco, Marie-Ange Casta, Alessandro Tedeschi, Alessio Praticò, Ignazio Oliva, Sara Cardinaletti, Adele Tirante, Michele De Virgilio, Aram Kian, Pietro Pace, Marco Ripoldi
Nazionalità: Italia – Francia, 2019
Durata: 1h. 47′


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