| Fabrizio
Formenti, 6 Ottobre 2005: Magistrale |
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La
finestra sul cortile
di Alfred Hitchcock 
Con
la prima ufficiale tenutasi a New York nel 1954, vide la luce uno dei
film più sorprendenti di tutta la storia del cinema, un'opera
capace di gettarsi avanti nel tempo di decenni, tanto la sua concezione
si rivelò innovativa in quel dato periodo storico. Sorprendente
fu allora e sorprendente rimane ancora adesso, a dispetto del tempo
e della vorticosa evoluzione cinematografica. Uno dei pregi principali
de "La finestra sul cortile", difatti, sta proprio nel non
portarsi appresso il peso degli anni; una prerogativa, questa, quasi
esclusiva dei capolavori. Se la confezione non può non lasciar
trapelare il distacco dalla modernità filmica, la genialità
e la maestria che giacciono alle spalle di questa pellicola non possono
altresì conoscere scadenza, ed anzi debbono rappresentare oggi
un modello, un punto di riferimento e di comparazione per la cinematografia
attuale, così immersa nel terzo millennio ma troppo spesso incapace,
nella sua indolenza e faciloneria, di elevare un'idea semplice a livelli
assoluti: esattamente quello che fece Alfred Hitchcock con questo suo
film.
L.B.
Jeffries, detto Jeff, è un fotoreporter costretto ancora per
due settimane su di una sedia a rotelle da una gamba ingessata, ricordo
di uno scatto fotografico un po' troppo ardito. Ad alleviare le sue
pene ci sono la loquace infermiera Stella e la bellissima Lisa, con
la quale Jeff continua a mantenere un rapporto in perenne divenire.
Ma ciò che riempie maggiormente le giornate di questa sua noiosa
degenza è la vista che la finestra del soggiorno offre sugli
appartamenti dei vicini, in cui egli ama sbirciare furtivo. E se questo
suo scrutare curioso era prima un passatempo sporadico, ora è
diventato una fissazione che quasi gli toglie il sonno: nell'appartamento
dei coniugi Torwald è accaduto qualcosa di sinistro.
Affascinante,
intrigante, persino divertente, "Rear Window" è un'opera
che avvolge splendidamente lo spettatore sin dai primissimi minuti per
mano di una regia scrupolosamente dosata, con la macchina da presa che
si muove sorniona scrutando ambienti ristretti come fossero immensi
spazi aperti da setacciare, dando l'impressione che ci debba sempre
essere qualche cosa di diverso e di interessante da mostrare in un'ambientazione
circoscritta all'appartamento di Jeff e alla veduta del cortile con
annesse abitazioni sovrastanti (uno dei set più imponenti
mai costruiti sino ad allora dalla Paramount). Su quest'impalcatura
Hitchcock (con il supporto dello sceneggiatore John Michael Hayes) si
diverte, tramite il personaggio di James Stewart, a dare libero sfogo
al suo debole per il voyeurismo, vero e proprio motore della vicenda,
ma la grandezza del suo lavoro risiede soprattutto nell'aver saputo
creare una straordinaria commistione di giallo-thriller, note
da commedia e un pizzico di humour nero che a volte sfocia nel
macabro appena accennato e mai evidenziato, sempre smorzato come si
conviene all'atmosfera del film. I suddetti elementi beneficiano di
un bilanciamento sottile e perfetto che li rende addirittura complementari
l'uno con l'altro nel corso della narrazione, rendendola così
ricca e sfaccettata, senza però mai penalizzare il crescendo
di mistero proprio della storia di fondo.
Hitchcock impartisce una vera e propria lezione di linguaggio visivo
applicato alla cinematografia, comunicando con lo spettatore innanzitutto
tramite le immagini, ovvero mostrandogli (non raccontandogli verbalmente,
laddove le parole non siano necessarie), ciò che gli occorre
sapere, e utilizzando oculatamente i dialoghi soprattutto per relazionare
e quindi definire i personaggi nel migliore dei modi, rendendoli assolutamente
piacevoli e interessanti. La relazione che intercorre fra Jeff e Lisa,
il loro bizzarro interagire, incuriosisce ed intrattiene tanto quanto
il mistero della vicina di casa svanita nel nulla, e le scene che coinvolgono
i loro vivaci dibattiti costituiscono uno stacco perfetto e consistente
da situazioni più cupe e di minore distensione per i protagonisti:
una complessa, squisita alternanza di ironia e suspense.
Se
Grace Kelly si presenta a noi, fin dalla sua primissima apparizione
(il bacio di Lisa a Jeff è nella sua semplicità uno dei
più belli mai visti al cinema), come una vera gioia per gli occhi,
completamente immersa e a suo agio in un personaggio creato su misura
per lei, la nostra attenzione viene giocoforza catalizzata dal grande
James Stewart, che attraverso il suo viso mobile e morbido riesce a
rendere viva un'infinita gamma di stati d'animo: dalla curiosità
all'ansia, dalla noia alla paura, dallo stupore all'apprensione; sempre
con eguale efficacia e naturalezza. E' lui il vero mattatore del film,
seppure in un ruolo atipico e tutt'altro che comodo. Citazione doverosa
anche per la brava Thelma Ritter nelle vesti di Stella, infermiera tuttofare
al servizio del malconcio e spesso caustico Jeff.
Con
"La finestra sul cortile", Hitchcock ci propone un microcosmo
che racchiude un'infinità di situazioni comuni a contornare un
accadimento invero brutale. Ma a dispetto di ciò, l'atmosfera
che domina il film emana calore, intimità, condivisione, e immedesimandoci
nel protagonista riusciamo a comprendere i motivi per i quali il personaggio
interpretato da Stewart senta l'esigenza di interessarsi alle vicende
che gli si parano dinanzi, di scrutarle attraverso l'obiettivo della
sua macchina fotografica: egli è incerto, vulnerabile e insoddisfatto
quanto le vite dei soggetti che osserva, e per questo ne è attratto
in maniera quasi morbosa. Una sorta di metafora dell'ironia e dell'ambiguità
della vita.
Non
termineremmo mai di spendere parole utili a porre in risalto tutti gli
aspetti e le sottigliezze che rendono questo film del tutto unico e
particolare, scena dopo scena: se ne potrebbero scrivere veri e propri
trattati. E' quindi per questo motivo che, giunti a questo punto, ci
limiteremo a racchiuderne definitivamente la grandezza in un'unica,
solenne definizione: capolavoro.
Percorsi tematici
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Rebecca, la prima moglie - di Alfred Hitchcock;
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Titolo:
La finestra sul cortile (Rear Window)
Regia:
Alfred Hitchcock
Sceneggiatura:
John Michael Hayes
Fotografia:
Robert Burks
Interpreti:
James Stwewart, Grace Kelly, Wendell Corey, Thelma Ritter, Raymond Burr,
Judith Evelyn, Ross Bagdasarian, Sara Berner, Georgine Darcy, Frank
Cady, Rand Harper, Jesslyn Fax, Irene Winston, Havis Davenport, Marla
English, Kathryn Grant, Alan Lee, Anthony Warde, Benny Bartlett, Fred
Graham, Harry Landers, Dick Simmons, Iphigenie Castiglioni
Nazionalità:
USA, 1954
Durata:
1h. 52'
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