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"Hitchcock" di Sacha Gervasi

26 marzo 2013 Recensioni 10 Commenti
Hitchcock

20th Century Fox, 4 Aprile 2013 – Dilettevole

Dopo il successo di “Intrigo internazionale”, l’ormai sessantenne Alfred Hitchcock è a un punto morto nella sua carriera, e si imbarca in un progetto che pare destinato al fallimento. A sostenerlo, solo la sua determinazione e quella della moglie. Insieme, daranno vita a “Psyco”…


Scarlett Johansson, Anthony Hopkins ed Helen MirrenLo sguardo di Gervasi su uno dei momenti chiavi della carriera del maestro del brivido si rivela essere fin da subito un film a suo modo piacevolmente superficiale e romanzato, con al centro un racconto che vive magnificamente i suoi equilibri e i suoi sbilanciamenti. Gli autori di questo biopic dal sapore pop giocano su più campi, ma vincono essenzialmente su quello più importante: rendere Hitchcock e Alma Reville i protagonisti di una relazione sentimentale e professionale autonoma e funzionante al di là dei grossi nomi che la vivono. Il loro matrimonio è la vera essenza della storia, prima ancora della lavorazione di Psyco, ed è encomiabile il modo in cui lo sceneggiatore John J. McLaughlin sia riuscito a rendere tridimensionali e complete queste due figure.

Helen Mirren e Anthony Hopkins in una scenaSe la rappresentazione del set di fine anni 50 non aggiunge in realtà nulla di nuovo, la macchina da presa di Gervasi mette insieme un racconto verosimile e trattato con la giusta ironia, che rimane in superficie sugli aspetti più tecnici per restituire di Psyco quanto basta per solleticare il cinefilo, tra cui la celeberrima scena della doccia. Al di là di una regia ispirata quanto basta, il film vive però soprattutto grazie all’ottima prova di un gruppo di attori scelti alla perfezione. Se Anthony Hopkins veste meravigliosamente i panni anche protesici del grande regista, Helen Mirren illumina ancora una volta la scena con un mestiere straordinario, e in tutto il resto del cast non si trova un attore fuori parte. È anche grazie a questi protagonisti che il film può permettersi qualche azzardo di troppo nella commedia o nel thriller senza finire fuori strada o scadere nel ridicolo.

Toni Collette, Anthony Hopkins e Jessica Biel in una scenaDa segnalare il fatto che, nonostante l’approccio leggero, il film sceglie di appagare proprio l’appassionato di cinema prima del neofita, disseminando la proiezione con le citazioni più disparate, dando per acquisite la visione dello stesso Psyco e una conoscenza per lo meno minima della produzione cinematografica dell’epoca. Ma in fondo, il film affronta la messa in piedi di un capolavoro presente in tutti i manuali di storia del cinema, e non ci si può davvero lamentare dell’ottica scelta.


La locandinaTitolo: Hitchcock (Id.)
Regia: Sacha Gervasi
Sceneggiatura: John J. McLaughlin
Fotografia: Jeff Cronenweth
Interpreti: Anthony Hopkins, Helen Mirren, Scarlett Johansson, Danny Huston, Toni Collette, Michael Stuhlbarg, Michael Wincott, Jessica Biel, James D’Arcy, Richard Portnow, Kurtwood Smith, Ralph Macchio, Paul Schackman

Nazionalità: USA, 2012
Durata: 1h. 38′


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Attualmente ci sono 10 commenti a questo articolo:

  1. Riccardo scrive:

    Era tutta la vita che aspettavo un film sul Maestro. Non vedo l’ora di vederlo. Anche se non mi dispiacerebbe anche un biopic su Kubrick

  2. Alberto Cassani scrive:

    Eh, però attento che si sono presi molte libertà. E comunque si tratta pur sempre di una commedia, eh?

  3. Riccardo scrive:

    In ogni caso mi pare interessante come film. Da vedere se non altro per il Grande Anthony Hopkins. Chissà: è stupido dirlo a cerimonia appena conclusa, ma dal trailer la sua interpretazione m’è parsa superba. Non escluderei una possibile nomination per l’anno prossimo. D’altronde Hopkins è sempre stato la cosa migliore di tutti i film a cui partecipava (escludo Beowulf, film interessante ma dove tuttavia era il pupazzo di sé stesso, e Alexander dove si limitava a fare solo la voce narrante)

  4. Alberto Cassani scrive:

    Eh no: “Hitchcock” era in corsa quest’anno… Ha anche avuto la nomination per il makeup.

  5. Riccardo scrive:

    Caspita, mi è sfuggito! Non ho ancora visto il film ma basandomi su quanto ho letto oltre al trucco offre una prestazione vibrante. Mi lascia un po’ perplesso il fatto che non l’abbiano nominato quando invece erano in corsa attori come Bradley Cooper (che non mi è mai piaciuto fino in fondo) e Denzel Washington (la sua nomination mi è parsa eccessiva considerando che Flight non è un granché)

  6. Alberto Cassani scrive:

    Lui è molto bravo, ma recita un po’ troppo da macchietta per convincere l’Academy. Poi sui due protagonisti del “Lato positivo” stendiamo un velo…

  7. Guido scrive:

    Cosa c’è che non va nei protagonisti de “Il lato positivo”?

  8. Alberto Cassani scrive:

    Non mi sono sembrati esattamente meritevoli di una nomination all’Oscar. Come il film stesso, d’altronde.

  9. Guido scrive:

    Piacevole, con buone interpretazioni, ma si dimentica dopo dieci minuti.

  10. Marco scrive:

    Ho trovato, invece, la vicenda della crisi coniugale di AH troppo romanzata ed alquanto scontata, per non dire noiosa. Adatta perlopiù ad una soap-opera.
    Avrei preferito maggior approfondimento sulla lavorazione del film, che ben trattato all’inizio, si perde via nel proseguio, con solamente una buona descrizione della famosa scena della doccia.
    Avevano a disposizione anche un D’Arcy perfettamente somigliante a Perkins, sfrutttato solamente nella scena del colloquio. Male.
    Non piaciute anche le scene dove lo “spirito” di Ed Gein appare ad AH, rallentano la narrazione secondo me.
    La regia mi è parsa discreta con solo alcune perdite di ritmo nella parte centrale.
    Se togliamo tutta la vicenda con la moglie Alma la sceneggiatura mi è parsa sufficiente, o almeno per quel che riguarda i miei gusti.
    Abbastanza approfondito il rapporto che Hitchcock aveva con la troupe, le attrici e coi produttori.
    Molto buoni i costumi e la ricostruzione dell’epoca.
    Comparto attoriale di valore, con a sorpresa una ben calata Scarlett Johansson.
    Eccellenti i trucchi prostetici.
    Fotografia troppo rarefatta e “televisiva”.
    Elfman anonimo, carino solo il motivetto famoso di Hitchcock.

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