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Luciana Morelli, 17 Giugno 2003: Incompiuto |
20th
Century Fox, 6 Giugno 2003
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28
giorni dopo
di Danny Boyle
Un
gruppo di animalisti fa irruzione in un laboratorio con lo scopo di
liberare alcuni scimpanzé vittime di terribili esperimenti. Quel
che però non sanno è che gli animali sono sotto osservazione
perché affetti da una forma violenta e incontrollabile di rabbia
che si trasmette tramite il sangue. Ignari delle conseguenze, i tre
aprirono le gabbie dando così inizio ad una contaminazione che
in pochi giorni distruggerà l'intera popolazione britannica che
non è riuscita a fuggire dall'isola.
Ventotto
giorni dopo, Londra e tutta la Gran Bretagna sono completamente deserte.
Jim, svegliatosi in ospedale da un coma durato un mese, è rimasto
solo o quasi in una città senza elettricità né
acqua e senza la minima idea di cosa possa essere accaduto agli altri.
Scoprirà la verità solo quando si imbatterà fortuitamente
prima in Selena e Mark, rimasti nascosti in un negozio per quattro lunghe
settimane, e poi in Frank e Hannah, padre e figlia che si sono barricati
nel loro appartamento. Tutti insieme decideranno di mettersi in viaggio
alla volta di Manchester, verso la salvezza promessa da un messaggio
radio in cui i militari invitano i superstiti a raggiungerli. Quel che
li aspetta al loro arrivo, però, è qualcosa di folle e
di tremendamente reale: l'aggressività umana allo stato brado,
di fronte alla quale quella artificiale creata in laboratorio sembra
persino meno spaventosa...
Dopo
"Trainspotting" e il deludente "The
Beach", Danny Boyle ci propone "28 giorni dopo",
un film a metà tra fantascienza e horror (a basso costo
e di basso livello) che risulta poco credibile e mai capace di far appassionare
lo spettatore alla storia, piuttosto moscia e che sin dall'inizio è
costruita su argomenti abbastanza banali e sulle solite cose rubacchiate
dai grandi classici. Un deja-vu, insomma, nulla di nuovo: il
solito gruppetto in fuga dall'epidemia e da una specie strana di mezzi
morti viventi attratti dal rumore ma che invece di muoversi lentamente
come da tradizione si muovono alla velocità della luce, come
imbestialiti.
Un
film che assomiglia in tutto e per tutto ad un film sui morti viventi,
e come non citare a questo proposito il più grande maestro in
materia? Parliamo naturalmente di George A. Romero, mitico regista dello
zombi-horror che Boyle ed il suo sceneggiatore Alex Garland sembrano
stimare alla follia, visto che non hanno mancato di omaggiare neanche
uno dei suoi capolavori: dalla scena del supermercato di "Zombi"
all'esplosione della pompa di benzina, e poi il fuoco usato per distruggerli
come anche il gruppetto di persone (abbastanza simili anche come assortimento)
che si barricano cercando di resistere agli attacchi sembra omaggiare
il capolavoro "La notte dei morti viventi".
E
non finisce qui, la pazzia incurabile e la violenza rabbiosa che si
diffonde tra la popolazione dopo un incidente batteriologico era già
stato il tema principale in "La città verrà distrutta
all'alba" ed anche le scimmie trasformate in assassine erano già
state usate da Romero per un esperimento genetico in "Monkey Shines
- Esperimento nel terrore". Un omaggio insomma al buon vecchio
cinema dell'orrore, ma che di orrore ne fa veramente poco, specialmente
nella ridicola ed insensata seconda parte, quando entra in gioco un
gruppo di militari esaltati e svitati, che con il genere del film e
l'argomento fino a quel momento affrontato c'entra ben poco. Un vero
peccato che abbiano rovinato il tutto con questa trovata comica.
Molte
sono le cose poco chiare che contribuiscono a far storcere la bocca:
non è chiaro il tipo di esperimento che si stava portando avanti
sugli scimpanzé, né se si fossero ammalati naturalmente
o se il contagio fosse stato pilotato dai ricercatori; oscuro è
anche il motivo di una ricerca del genere e se e come si intendessero
usare i risultati di questi studi sull'uomo, giocando sul solito sociologico
luogo comune che lo vede vittima e carnefice di una società sempre
più violenta. Ancor più ridicolo è il modo in cui
l'esperimento è stato fatto sfuggire di mano ai ricercatori e
le scarse misure di sicurezza dei laboratori in cui si effettuano esperimenti
così importanti.
Quesiti
e particolari che non possono essere assolutamente tralasciati o accantonati
solo perché al regista e allo sceneggiatore mancano i soldi o
le idee per analizzarli un po' più a fondo, e non si può
far passare questa furbizia come una loro dote straordinaria invece
che come una grossa lacuna. Poco credibile è anche il risveglio
dal coma di un uomo che ricorda miracolosamente tutti i particolari
del suo incidente e che guarda caso è l'unico paziente del reparto
di rianimazione ad essere stato abbandonato a se stesso nell'ospedale.
La parte che segue il risveglio di Jim è invece strutturalmente
molto interessante: suggestive le immagini di una silenziosa e surreale
alba londinese e dell'autostrada deserta, tanto da convincerci per qualche
istante che davvero non vi fosse rimasto più nessuno.
Girato
interamente in digitale per dare il giusto effetto alle riprese cittadine
che necessitavano di vedute panoramiche nelle zone più imponenti
del centro di Londra, questo film ha però la grande pecca di
aver risparmiato troppo sugli effetti speciali, buoni solo per quel
che riguarda il trucco e i costumi degli 'infetti'. Molto furbo è
stato il modo in cui Boyle ha invece tentato (invano) di superare lo
'scoglio' della censura visto, che le scene delle aggressioni e degli
inseguimenti sono realizzate sempre molto confusamente, velocizzate
all'estremo per camuffare gli altarini e filtrate ad arte per evitare
di cadere troppo nello splatter (cosa che invece avremmo gradito,
vista la pochezza della storia). Ottima la fotografia ed il cast,
di cui fanno parte gli ottimi Brendan Gleeson ("Gangs
of New York" e "A.I."), Christopher
Ecclestone (recentemente visto in "The Others"
nei panni del marito della Kidman) e lo sbiadito protagonista Cillian
Murphy (Jim), che non è sembrato mai all'altezza del personaggio
focale del film, troppo dimesso e gracilino nei panni del supereroe.
Un
brutto finale a fare da ciliegina su una torta dedicata ai nostalgici
degli zombi e della fantascienza apocalittica. Chissà poi se
Dio ha salvato almeno la Regina...
Percorsi
tematici
The
Beach - di Danny Boyle; con Leonardo DiCaprio, Virginie Ledoyen,
Robert Carlyle.
Sunshine - di Danny Boyle; con Cillian Muprhy,
Chris Evans, Michelle Yeoh.
Titolo:
28 giorni dopo (28 Days Later)
Regia:
Danny Boyle
Sceneggiatura:
Alex Garland
Fotografia:
Anthony Dod Mantle
Interpreti:
Cillian Murphy, Brendan Gleeson,
Naomie Harris, Toby Sedwick, Noah Huntley, Christopher Dunne, Alexander
Delamere, Emma Hitching, Kim McGarrity, Megan Burns, Justin Hackney,
Luke Mably, Stuart McQuarrie, Ricci Hartnett, Leo Bill, Junior Laniyan,
Ray Panthaki, Christopher Eccleston, Sanja Ramburuth, Marvin Campbell,
Adrian Cristopher
Nazionalità:
Gran Bretagna - USA - Olanda,
2002
Durata:
1h. 52'
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