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"L'alba dei morti viventi" di Zack Snyder

23 marzo 2004 Recensioni 6 Commenti
L'alba dei morti viventi

Uip, 23 Aprile 2004 – Discreto

«Quando all’Inferno non ci sarà più posto, i morti cammineranno sulla Terra». E un giorno i morti resuscitano e danno la caccia ai viventi, e chiunque venga morso da un non-morto diventa uno di loro. Un gruppetto di persone trova rifugio in un centro commerciale, che viene però messo ben presto sotto assedio dagli zombi…


Una scena di L'alba dei morti viventiA lungo siamo stati circondati da registi di video musicali e spot pubblicitari che, passati a dirigere per il grande schermo, si credevano grandi autori e pensavano di poter rivoluzionare il cinema. Gente alla Tony Scott, alla Tarsem, alla Propaganda Films. Oggi, finalmente, i produttori di Hollywood sembrano aver capito che l’aver vinto valanghe di Clio Award non vuol dire sapere come infrangere nel modo giusto le regole del linguaggio cinematografico. Così hanno iniziato a dare a questi genietti televisivi le regie di film di genere, in cui le regole vanno rispettate – pena la perdita del senso stesso del film – e che hanno a monte un zoccolo duro di appassionati pronti a noleggiare il DVD per una visione tra amici. Questo fatto, poi, si inserisce nell’onda di sfiducia nei confronti delle nuove idee che sembra permeare gli executive da un po’ di tempo a questa parte. Risultato: nel giro di pochi mesi ecco a noi il remake di Non aprite quella porta e questa (meno convincente) rivisitazione di Zombi

Sarah Polley e Ving Rhames in L'alba dei morti viventiSe all’inizio si supera l’impatto con la pretenziosa fotografia di Matthew Leonetti, ci si ritrova immersi in una sceneggiatura piena di buchi (d’altra parte, dallo sceneggiatore di Tromeo & Juliet…) ma che propone comunque buoni dialoghi e qualche bella scena, riuscendo ad appassionare anche se non a spaventare. Certo non si tratta di uno script memorabile, che tra l’altro svilisce tutto l’aspetto sociologico del film di Romero e non tenta mai di attualizzare davvero la vicenda, ma l’ambientazione è intrigante e gli attori sono bravi a mettere in scena dei personaggi monodimensionali che sembrano trovare spazio a forza tra una sequenza horror e l’altra.

Una scena di L'alba dei morti viventiAl suo esordio cinematografico, Zack Snyder dirige con mano sicura e senza strafare. Non crea nulla, di suo, e si affida spesso agli effetti speciali (anche computerizzati) per realizzare le sequenze d’azione. Senza strafare, porta a termine un film tutt’altro che memorabile ma che piacerà agli appassionati, con una parte centrale poco convincente ma con un ottimo incipit ed un buon finale. E per un film di genere, è già più che sufficiente.


La locandina di L'alba dei morti viventiTitolo: L’alba dei morti viventi (Dawn of the Dead)
Regia: Zack Snyder
Sceneggiatura: James Gunn
Fotografia: Matthew F. Leonetti
Interpreti: Sarah Polley, Ving Rhames, Jake Weber, Mekhi Phifer, Ty Burrell, Michael Kelly, Kevin Zegers, Lindy Booth, Jayne Eastwood, Boyd Banks, Inna Korobkina, R.D. Reid, Kim Poirier, Matt Frewer, Hannah Lockner, Tom Savini, Ken Foree
Nazionalità: USA, 2004
Durata: 1h. 37′


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Attualmente ci sono 6 commenti a questo articolo:

  1. Riccardo ( ex Mickey Rourke ) scrive:

    Per essere il remake di un capolavoro è venuto fuori anche bene.

  2. CAIO scrive:

    Penoso. Il primo era veramente bello questo è il TRUZZO MOVIE per eccellenza!

  3. nicoletta scrive:

    ke bello ke è..
    bravissimi tutti

  4. Francesco Cuffari scrive:

    Alberto, alla fine l’hai guardata la versione USA del film originale del ’78.

    A me sembra molto più tendente al grottesco ed ha un montaggio molto migliore e senza incongruenze. Peccato per l’orribile colonna sonora.

  5. Alberto Cassani scrive:

    Di “Zombi”? No, non mi funziona più il videoregistratore e non riesco a trovare su internet la versione europea: volevo vedere entrambe una dopo l’altra per capire bene le differenze.

  6. Plissken scrive:

    Per niente male questo film dello Snyder, proprio niente male (per i miei personali gusti). Vi sono remake (tanti) decisamente peggio di questo, anche a firma di registi più blasonati.

    Ovviamente va preso per quel che è, ovvero un film di intrattenimento e privo dell “aspetto sociologico” (a cui la recensione fa puntuale riferimento) proprio del predecessore , ma il film scorre via bene; vi sono scene svolte un po’ grossolanamente ma altre di più che buona valenza, gli interpreti non appaiono svogliati ma nel complesso offrono un’ottima prova, coinvolgendo lo spettatore laddove la sceneggiatura perde d’efficacia.
    Insomma, l’ho trovato divertente e nel complesso ben fatto, considerando che trattasi dell’opera un ex “genietto televisivo”.

    Personalmente lo consiglierei per una serata spensierata ma adrenalinica… magari da guardarsi dopo la mezzanotte barricati in casa visto che “quando non ci sarà più posto all’inferno, i morti cammineranno sulla terra”.

    Occhio a non perdersi i titoli di coda.

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