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"Atto di forza" di Paul Verhoeven

10 luglio 2012 Recensioni 10 Commenti
Atto di forza

Penta Distribuzione, 1990 – Affascinante

La Rekal può impiantare nella memoria dei clienti un ricordo indistinguibile da quelli reali. Ma quando un tranquillo impiegato prova a farsi impiantare un’esperienza come agente segreto su Marte, i tecnici scoprono che lui su Marte c’è già stato, e che è davvero un agente segreto…


Arnold Schwarzenegger in Atto di forza«Si svegliò – e volle Marte». Inizia così il racconto di Philip K. Dick da cui Paul Verhoeven ha preso ispirazione per questo suo terzo lungometraggio statunitense. Delle pagine di Dick resta però ben poco, sullo schermo, visto che i tre sceneggiatori (tra cui il Dan O’Bannon inventore di Alien) ne tengono solo lo spunto e si inventano di sana pianta tutta la storia. Storia raccontata comunque con una buona dose di ironia, che viene messa al servizio del più tipico film d’azione schwarzenegghiana. Dal canto suo Verhoeven pigia sul pedale della violenza, pur senza raggiungere gli eccessi di Robocop, e si affida molto agli effetti speciali di Rob Bottin e alle scenografie di William Sandell, che sono poi ciò che rende il film davvero memorabile.

Michael Ironside e Arnold Schwarzenegger in Atto di forzaSe la sceneggiatura, pur con troppe “sviste” scientifiche, gioca bene con il mistero che circonda il passato (reale o solo sognato?) del protagonista, è infatti nell’aspetto visivo che il film trova la sua ragione di essere. Il Marte ricreato in studio è di grandissimo effetto, e i personaggi che lo popolano rimangono impressi nella memoria degli spettatori da tanto sono convincenti. Certo la pellicola nel suo insieme non ha lo spessore di un Blade Runner, ma d’altra parte Dick è uno scrittore cui raramente il cinema ha saputo rendere degnamente omaggio. E in questo caso ci si può senz’altro accontentare, visto che il prodotto cinematografico – per quanto diverso – non è certo inferiore a quello letterario.


La locandina di Atto di forzaTitolo: Atto di forza (Total Recall)
Regia: Paul Verhoeven
Sceneggiatura: Ronald Shusett, Dan O’Bannon, Gary Goldman
Fotografia: Jost Vacano
Interpreti: Arnold Schwarzenegger, Rachel Ticotin, Sharon Stone, Michael Ironside, Ronny Cox, Marshall Bell, Michael Champion, Mel Johnson Jr, Roy Brocksmith, Rosemary Dunsmore, Ray Baker, David Knell, Alexia Robinson, Dean Norris
Nazionalità: USA, 1990
Durata: 1h. 49′


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Attualmente ci sono 10 commenti a questo articolo:

  1. Plissken scrive:

    Sono tanti (troppi?) anni che non vedo più “Atto di forza” e ne ho un ricordo a tratti appannato. Curiosamente, uno degli aspetti più esaltati in recensione, ovvero quello scenografico, fu una delle cose che meno mi convinse all’epoca, unita ad una fotografia per i miei gusti troppo satura anche per un “pianeta rosso” con specifico riferimento però alle riprese di interni su Marte. Può essere però che ne abbia una percezione distorta dal tempo.

    Per il resto il film non mi parve male, anche se lontano da “Robocop” dello stesso Verhoeven e da altre pellicole in tema di Carpenter, Scott o Cameron. La componente violenta verhoeveniana come da recensione c’è, e la cosa mi aggrada (parecchio) in quanto contribuisce a distanziare la pellicola da canoni altrimenti riscontrabili in pellicole più “leggere”. Non so se definirei la pellicola “memorabile”, per il fatto che si scontra con altri film del decennio predecente di levatura immensa e a mio avviso insuperata, cosa che ha relegato quindi questo film in un posto marginale nel mio “personalissimo cartellino”. Rimane comunque da vedere sicuramente, anzi da rivedere nel mio caso (cogliendo la palla al balzo).

    Se ben ricordo fu il primo ruolo di rilievo della Stone, e debbo dire che un combattimento corpo a corpo con la suddetta l’avrei fatto volentieri anch’io, anche a rischio di prenderle. :-)

  2. Alberto Cassani scrive:

    Non è il film ad essere memorabile, ma il suo aspetto visivo (ma nel senso proprio di “degno di essere ricordato”). In realtà a memoria ricordavo che le scenografie e gli effetti fossero ancora migliori, invece alcune sovrimpressioni sono scarse e le sequenze in “esterno” su Marte sono solo un paio. Però come makeup e come scenografie è comunque un ottimo prodotto. Considerato che il racconto da cui è tratto non è niente di che – anzi… – direi che non ci si può lamentare.

    Sharon Stone era stata la moglie di Steven Seagal in “Nico” e la compagna di Richard Chamberlain in “Allan Quatermain e le miniere di Re Salomone”, ma direi che il lancio vero e proprio l’ha avuto con questo film.

  3. Plissken scrive:

    Si, anche io ricordo ottimi make up. Può essere che all’epoca gli effetti speciali fossero al top ed ora accusino un po’ l’età… forse è per questo che ne avevi un ricordo migliore. :-)

    Comunque concordo sul fatto che il prodotto sia complessivamente di valore.

    Riguardo la Stone, la ricordo nell’incolore ruolo della moglie di Nico, non ne ho memoria alcuna invece come compagna di Chamberlain. E’ senz’altro come tu dici, ovvero questo è stato il suo primo ruolo davvero importante.

  4. Andrea scrive:

    A rivederlo adesso è ovvio che il film risenta, dal lato degli effetti speciali, di un po’ di vecchiaia, tuttavia rimane un gran bel film di fantascienza. D’altronde è Verhoeven, bellezza! quasi sempre garanzia di grande cinema (senza Showgirls avrei tolto il quasi).

  5. Andrea scrive:

    Nota di servizio: dalla versione “mobile” non si riesce (almeno io) a postare i commenti. Sembra che l’operazione vada a buon fine ma poi non pubblica niente.

  6. Alberto Cassani scrive:

    Grazie della segnalazione. Adesso dovrebbe funzionare tutto correttamente (tra l’altro, tutte le funzioni adesso dovrebbero comparire correttamente in italiano).

  7. Plissken scrive:

    “Bellezza”? Trattasi forse di simpatica variante della Bogartiana citazione? Spero di si Andrea, altrimenti ci sarebbe di che preoccuparsi… ;-)

    Tornando al film, se ho ben capito c’è in cantiere il remake del film in oggetto, giusto? Considerando la riuscita delle ultime operazioni di stampo analogo, c’è da augurarsi che non esca un “Atto di sforzo”…
    Dita incrociate, please.

  8. Andrea scrive:

    Si, caro Plinskeen, confermo la citazione e anche la speranza di non vedere infangato, con un brutto remake, anche questo film…

  9. Klaatu scrive:

    Tremo anch’io all’idea del remake. Sono curioso, ma sono quasi sicuro di rimanere deluso.

  10. Alberto Cassani scrive:

    La critica statunitense l’ha massacrato, e d’altra parte c’era da aspettarselo visto il team creativo.

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