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"L'uomo della Mancha" di Arthur Hiller

5 marzo 2005 Recensioni 1 Commento
L'uomo della Mancha

8 Settembre 1973 – Teatrale

Arrestato dall’Inquisizione per aver messo in scena uno spettacolo teatrale senza autorizzazione, Don Miguel de Cervantes racconta agli altri prigionieri la storia di un gentiluomo di campagna non più nel fiore degli anni che perde la ragione e decide di diventare un Cavaliere Errante per aiutare i deboli…


Peter O'Toole in L'uomo della ManchaDon Miguel de Cervantes è un poeta teatrale che viene arrestato durante una rappresentazione e imprigionato in attesa di un’udienza con la Santa Inquisizione, perché pare che si siano finalmente accorti che «uno spettacolino può anche essere qualcosa di più di ciò che sembra». Nella prigione, Cervantes e il suo assistente vengono derubati di tutto. Solo a una cosa, però, l’uomo sembra tenere: un manoscritto che non ha alcun valore per nessuno tranne che per lui. Per rientrarne in possesso, Cervantes è disposto a sottoporsi al giudizio degli altri prigionieri, e per spiegare le proprie ragioni decide di inscenare una recita.
Sophia Loren in L'uomo della ManchaImpersonerà Alonso Quijana, un gentiluomo di campagna non più nel fiore degli anni che si chiede come si possa rendere migliore un mondo in cui il Male porta un profitto e la Virtù non ne porta alcuno, un mondo in cui l’inganno, la truffa e la malignità si confondono con la Verità e la Sincerità. Perso il Lume della Ragione, Quijana concepisce il progetto più strano mai immaginato: divenire un Cavaliere Errante e viaggiare per il Mondo raddrizzando i torti e aiutando i deboli. Convince un contadino a lui vicino, Sancho Panza, a fargli da scudiero e sceglie un vecchio cavallo da tiro chiamato Ronzinante come destriero. Da ora non sarà più Alonso Quijana, ma l’intrepido Cavaliere noto col nome di Don Chisciotte della Mancha!

Julie Gregg, Ian Richardson e Rosalie Crutchley in L'uomo della ManchaBasata sul bellissimo musical magistralmente interpretato a Broadway da Richard Kiley, che si prende non poche libertà rispetto all’opera letteraria originale così come alla vita del suo autore, questa pellicola risulta purtroppo poco più che una pallida rappresentazione teatrale ripresa sul grande schermo. Nonostante l’esperto regista Arthur Hiller tenti spesso di movimentare le scene, le mediocri coreografie di Gillian Lynne non lo aiutano a dare ritmo al film e la fotografia di Giuseppe Rotunno non riesce a rendere vivo un panorama di cartapesta. I pregi della pellicola restano confinati nel lavoro di Dale Wasserman, autore del musical originale come di questa sceneggiatura, che presenta diversi bei dialoghi ed alterna bene la “realtà” del suo Cervantes alla farsa di Don Chisciotte, finendo per dare ancor più peso alla forza satirica (e politica) del libro.

Harry Andrews e Julie Gregg in una scena di L'uomo della ManchaNon tutte le canzoni sono qui riproposte degnamente, soprattutto a causa della scelta di selezionare un cast cinematografico invece che musicale. Se Peter O’Toole è grandioso nelle parti recitate ed è ben doppiato da Simon Gilbert in quelle cantate e James Coco è un ottimo Sancho, Sophia Loren è infatti letteralmente inascoltabile nel ruolo di Dulcinea. Offrono una buona interpretazione anche John Castle nel ruolo del Duca della prigione e Ian Richardson in quella del prete, che ha tra l’altro una delle pochissime canzoni scenicamente ben costruite di tutto il film (I’m only thinking of him).
James Coco e Peter O'Toole in L'uomo della ManchaIn questo senso, stupisce il modo statico in cui è stata girata la sequenza del brano più famoso del musical, The Impossible Dream, quasi a volerne sminuire l’importanza anche se si tratta di fatto della dichiarazione d’intenti del personaggio protagonista. Un personaggio che in fin dei conti ci risulta qui meno interessante del suo fittizio creatore (basti il monologo sulle follie della vita che Cervantes pronuncia dopo un’ora e mezza, o il modo in cui si accomiata dagli altri prigionieri per andare verso l’Inquisizione) e che, soprattutto, non riesce a riproporre sullo schermo la magia delle melodie di Mitch Leigh e delle parole di Joe Darion.

Un’occasione sprecata per far innamorare di questo splendido lavoro teatrale chi ancora non lo conosceva.


La locandina statunitense di L'uomo della ManchaTitolo: L’uomo della Mancha (Man of La Mancha)
Regia: Arthur Hiller
Sceneggiatura: Dale Wasserman
Fotografia: Giuseppe Rotunno
Interpreti: Peter O’Toole, Sophia Loren, James Coco, Harry Andrews, John Castle, Brian Blessed, Ian Richardson, Julie Gregg, Rosalie Crutchley, Gino Conforti, Marne Maitland, Dorothy Sinclair, Miriam Acevedo, Dominic Barto
Nazionalità: USA – Italia, 1972
Durata: 2h. 09′


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Attualmente c'è 1 commento a questo articolo:

  1. David scrive:

    Il film rappresenta una gradevolissima sorpresa, forte nel messaggio di Cervantes, e commovente. Il panorama di cartapesta non disturba piu’ di quel tanto, alcune canzoni sono molto belle, Peter 0’Toole é bravissimo, che piacere ritrovarlo, ottimi James Coco e anche Sofia Loren, magnificamente fotografata. La fortografia é eccellente, il resto son solo chiacchere.

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