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"Chicago" di Rob Marshall

10 febbraio 2003 Recensioni 0 Commenti
Oscar per il miglior film

Buena Vista, 21 Febbraio 2003 – Grandioso

Sullo sfondo della spietata e sfavillante Chicago degli anni Venti, due donne molto diverse tra loro hanno lo stesso unico traguardo: il successo. Per raggiungerlo sono disposte a tutto, e non si perderanno d’animo neanche di fronte al tragico destino che le vedrà compagne di prigionia…


Catherine Zeta-Jones e Renée ZellwegerLa pièce teatrale originale, dal titolo The Brave Little Woman, fu scritta da Maurine Dallas Watkins nel 1926 ed ispirò dapprima un film muto nel 1927 e poi un film prodotto dalla Fox nel 1942 in cui Roxie Hart era interpretata dalla grande Ginger Rogers. Lo strepitoso successo di Chicago arrivò però solo nel 1975, quando venne realizzato l’adattamento a Broadway da John Kander e Fred Ebb (musiche e testi) per la regia di Bob Fosse (regista e coreografo). Il pubblico impazzì letteralmente per le due primedonne, due star teatrali di fama internazionale come Chita Rivera e Gwen Verdon, che dopo Chicago divennero le padrone indiscusse del palcoscenico mondiale. Le splendide musiche, la sceneggiatura e le coreografie di mostri sacri del teatro americano come Kander, Ebb e Fosse conferirono a Chicago le dimensioni di un capolavoro frizzante ed ironico che vive ancora oggi nei cuori del pubblico di tutto il mondo a distanza di tanto tempo forse anche grazie a temi sempre scottanti come l’arrivismo giornalistico, i favoritismi, la seduzione del grande pubblico e la crudeltà del mondo dello spettacolo.

John C. ReillyNonostante tutto questo successo, anzi forse proprio a causa di questo, Chicago ha trovato un lungo lavoro di adattamento cinematografico; già nel 1994 infatti la Miramax opzionò i diritti del musical e si assicurò a la collaborazione del celebre duo Kander-Ebb, già creatore di Cabaret e delle canzoni di New York, New York. Non si riusciva però a trovare nessun regista in grado di risolvere i problemi che la trasposizione cinematografica di un musical di questo calibro può comportare. Il merito della soluzione è da attribuire interamente al regista Rob Marshall (coreografo e regista di numerosi musical) il quale, pensando ad un modo nuovo di coinvolgere visceralmente il pubblico e gli attori con un film musicale, decise di provare ad avvicinare le due parti e portare il pubblico sul set.

Catherine Zeta-Jones e Renée ZellwegerSì, avete capito bene: gli attori non recitano, cantano e ballano davanti ad una “quarta parete” ma c’è il contatto con gli spettatori che applaudono e danno coraggio come in un vero spettacolo teatrale di vaudeville. Una grande idea quella di Marshall di mischiare il teatro con il cinema trasformando ogni numero musicale in un tuffo nell’immaginario di Roxie Hart che di tanto in tanto si perde nei suoi sogni di gloria e si proietta in un mondo in cui è lei l’unica protagonista del palcoscenico. Si è trovato così il modo di mostrare il musical in tutta la sua surreale bellezza e, parallelamente, un film sulla storia reale di due autentiche lottatrici che combattono contro tutto e tutti in cerca d’amore e di celebrità nella Chicago proibizionista a cavallo tra gli anni ’20 e ’30.

Catherine Zeta-Jones e Renée ZellwegerQuasi tutti i numeri musicali che prendono vita nella mente di Roxie hanno come unico sfondo l’Onyx Club, locale immaginario ispirato ai locali e teatri della New York degli anni ’30, costruito e curato fin nei minimi dettagli da John Myhre (già scenografo di Alì, X-Men e candidato all’Oscar per Elizabeth). Grande sintonia tra le due star nel memorabile balletto finale con tanto di fucili bianchi come i loro scintillanti costumi (curati interamente per il film da Colleen Atwood, costumista di quasi tutta la filmografia di Tim Burton). Simpaticissimo e pieno di satira il numero in cui Gere tiene per tutto il tempo sulle ginocchia la Zellweger nei panni di una tenera burattina che canticchia ripetendo quello che lui le suggerisce e quello dello stesso Gere che si esibisce in un difficile tip tap imparato grazie agli insegnamenti di Cynthia Ornubia, una delle migliori ballerine di tip tap di Broadway. Molto d’effetto e realizzato con ben 500 cambi luce è il numero Cell Block Tango in cui le “colleghe” detenute delle due protagoniste (tutte ballerine professioniste) si esibiscono singolarmente in balletti di grande spessore tecnico e poi si dilettano in una coreografia corale in cui l’ombra di ciascuna ondeggia danzando dietro le sbarre. Commovente l’unico numero di John C. Reilly, che gli è valso la partecipazione al film, nei panni di un triste Pierrot che si rende conto dell’inutilità della sua presenza nella vita di Roxie e vaga sul palco cantando «…il mio nome è Mister Cellophane, puoi guardarmi, camminarmi attraverso e non sapere mai se sono lì…».

Renée ZellwegerChicago è un film straordinariamente bello. Traspare dalle immagini la grande passione che i protagonisti ed il regista mettono nel proprio mestiere e riempie gli occhi per la bellezza e la naturalezza delle due protagoniste così assolutamente a loro agio in ogni situazione. Dialoghi sarcastici e acuti, conditi dalla giusta dose di ironia e cinismo lasciano talvolta un po’ di amaro in bocca non senza far sorridere. La versione in lingua originale sottotitolata in italiano è a dir poco splendida ma ha un solo difetto: la lettura delle traduzioni distrae dalle splendide immagini che scorrono in contemporanea, non si ha il tempo di focalizzare tanta bellezza se non verso la fine, quando i sottotitoli sembrano ormai superflui ma quando però dopo quasi due ore di piacevole abbandono, purtroppo, cala il sipario ed arrivano i titoli di coda.

Catherine Zeta-JonesDa Oscar la Zellweger; ironica, eclettica ed incredibilmente trasformata, da ingenua ed impacciata Bridget Jones, in femme fatale dal fisico scolpito e dalla voce acuta e prepotente nei panni di Roxie Hart. Dolce ed ingenuamente diabolica in un ruolo completamente diverso da quelli interpretati nella sua finora breve ma intensa carriera, ha saputo trasmettere una grinta ed una fierezza da diva che nessuno, prima d’ora, sospettava potesse avere. Da applausi anche la performance di ballerina soubrette dalla voce calda e suadente della Zeta-Jones, perfetta dark lady senza scrupoli che, resasi conto dell’impossibilità di sconfiggere la sua nemica, la convince a diventare sua alleata scegliendo di dividere con lei il palcoscenico. Del resto «un’assassina non riscuote più molto clamore, ma due…». Infine, per la serie gli ultimi saranno i primi, non possiamo non esaltare la divertente prova di Richard Gere; lo avevamo già visto nei panni di un trombettista nel film musicale Cotton Club al fianco di Diane Lane e della grande Gwen Verdon ma qui, per la prima volta, lo vediamo in una brillante performance di cantante-ballerino che non fa altro che confermare la sua familiarità con le commedie teatrali e gli spettacoli di Broadway. Per l’ennesima volta in versione “avvocato difensore”, ma sempre con un grande ed inconfondibile stile.


La locandinaTitolo: Chicago (Id.)
Regia: Rob Marshall
Sceneggiatura: Bill Condon
Fotografia: Dion Beebe
Interpreti: Renée Zellweger, Catherine Zeta-Jones, Richard Gere, Queen Latifah, John C. Reilly, Lucy Liu, Taye Diggs, Colm Feore, Christine Baranski, Dominic West, Mya Harrison, Deirdre Goodwin, Denise Faye, Ekaterina Chtchelkanova
Nazionalità: USA, 2002
Durata: 1h. 53′


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