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"Dreamgirls" di Bill Condon

26 gennaio 2007 Recensioni 0 Commenti
Luciana Morelli, 26 Gennaio 2007: Spettacolare
Universal, 26 Gennaio 2007

La storia, dai primi anni ’60 alla fine dei ’70, di tre giovani cantanti che grazie ad un ambizioso e sveglio manager ottengono un enorme successo, al prezzo però di gelosie e incomprensioni, cambi di formazioni e matrimoni falliti…


Dopo le recenti fortune agli Oscar di Chicago, Walk the Line e Ray ecco che la Hollywood “musicale” sforna un altro grande successo, di quelli destinati a rimanere nella storia. Arriva nelle sale italiane con un mese e mezzo di ritardo sull’uscita statunitense Dreamgirls, il film ispirato alla travagliata carriera artistica di Diana Ross e delle Supremes, il gruppo che fece la fortuna della casa discografica Motown di Detroit e che trasformò la Ross nella regina della disco music anni ’60 e ’70, portandola in vetta a tutte le classifiche del mondo.
Direttamente dai teatri di Broadway (negli anni ’80 il musical scritto da Tom Eyen fece furore, rimanendo per ben quattro anni in programmazione), Dreamgirls si trasforma in uno scintillante musical cinematografico, interamente black, destinato a seguire le orme dei suoi predecessori. Tre sono infatti i Golden Globe conquistati dal film (miglior film, Jennifer Hudson e Eddie Murphy migliori attori non protagonisti) e ben otto le nomination agli imminenti Oscar 2007, tra cui spiccano ancora una volta quelle di Jennifer Hudson e Eddie Murphy come miglior attore non protagonista, quella per la migliore scenografia, costumi, sonoro e miglior canzone originale (per ben tre canzoni del film).

Rispetto alla storia delle vere Supremes c’è ovviamente qualche differenza, ma la storia del film ha però anche molti riferimenti alla realtà, a partire dal manager delle Dreams, Berry Gordy (che diviene agente delle Supremes e poi marito di Diana Ross, finendo per essere abbandonato esattamente come nel film) fondatore della Motown Records, che negli anni ha lanciato artisti come Michael Jackson (con i Jackson Five, che compaiono anche nel film), Stevie Wonder e Marvin Gaye, colui che lanciò le Supremes nei suoi concerti e alla cui storia è ispirato il personaggio di James “Thunder” Early (anche se la sua morte è avvenuta in circostanze totalmente diverse). Emblematica la scena in cui Early (uno straordinario Eddie Murphy) cerca invano di convincere la Motown a lanciare un brano dal soul più melodico e impegnato, che gli viene ovviamente rifiutato. Stretto nel dogma melodico e commerciale impostogli dalla casa discografica, anche Marvin Gaye ha dovuto faticare non poco per riuscire ad imporre la ‘sua’ musica e non quella scritta da altri che la Motown lo obbligava a cantare ormai da anni.

Uno spettacolo vero, un film che mette in scena la rivoluzione musicale di quegli anni ed insieme un intenso dramma sentimentale. Erano gli anni dei Beatles, gli anni in cui la musica nera rompe i recinti del classismo ed inizia pian piano ad uscire dal ghetto, quelli in cui i primi cantanti di colore raggiungono le vette delle hit parade e divengono – non senza difficoltà – i simboli della speranza e del riscatto per tutti gli afroamericani. Per mettere in scena tutto questo ci volevano voci straordinarie, attori capaci di toccare il cuore e fare anche sorridere, un’attenzione maniacale per scenografie e costumi, ma prima di tutto una grande colonna sonora. Tutto questo c’è in Dreamgirls, e forse anche di più. Il lancio del film recita «Un sogno cambierà tutto» ma i sogni si sa, possono costare sacrifici enormi e obbligarci a scendere a compromessi con noi stessi e i nostri ideali. Un tema già affrontato milioni di volte e forse coperto di un alone di retorica, come il finale del film (ampiamente romanzato), ma formulare un giudizio globale basato su quello che in realtà è il peccato veniale più comune a Hollywood, sarebbe alquanto sconsiderato.

E’ grazie alle splendide scenografie che il colorato affresco pastello dei primi anni ’60 si trasforma nella seconda parte in un coloratissimo e “lustrinato” collage anni ’70, fatto di coreografie formidabili, palcoscenici luccicanti, vestiti da urlo e stupende parrucche cotonate. Le performance vocali di tutto il cast sono a dir poco entusiasmanti, ma se Dreamgirls ha un merito è quello di rilanciare alla grande Eddie Murphy, attore straordinario che aveva già dimostrato le sue notevoli doti canore pubblicando più di un disco negli anni ’80, e qui autore di una delle migliori interpretazioni della sua carriera. Ma non è finita: il film ha permesso alle cicciottelle di tutto il mondo di prendersi la propria rivincita sulle bellone, e ha dato una grande opportunità al grande talento musicale di Jennifer Hudson. Nel ruolo di Effie la Hudson ha già conquistato il Golden Globe e si accinge a concorrere per l’Oscar ma, cosa più importante, è riuscita a dire addio al suo lavoro di cantante sulle navi da crociera e a sbeffeggiare i giudici che poco tempo prima l’avevano resa vittima di una clamorosa esclusione dal reality show per nuovi talenti ‘American Idol’, tra le veementi proteste del pubblico nero.

Ineccepibile dal punto di vista scenico (non altrettanto nella regia, in qualche punto arruffona) il film per la prima ora si assesta più dalla parte del film classico, concedendo al canto recitato tipico del musical ben poco spazio. E’ nella seconda parte che si concentra tutto il cantato, quello più marcatamente melodrammatico che può infastidire se non si è proprio amanti del genere. A disturbare i meno pazienti sicuramente l’eccessiva lunghezza del film e qualche performance canora troppo “dilatata”, ma Dreamgirls riesce nel complesso ad alternare bene i momenti di fiction con quelli dello show vero e proprio. Unico piccolo vero neo la recitazione di Beyoncé, che se da una parte apporta un essenziale contributo alla perfezione visiva del film e all’armonia musicale (e non solo) di tutto lo spettacolo, dall’altra mette in mostra le sue evidenti lacune di attrice. Scritto e diretto dallo sceneggiatore di Chicago, Bill Condon, apprezzato regista di Demoni e Dei (Oscar nel 1999 per la migliore sceneggiatura), Dreamgirls si dimostra imperdibile per gli appassionati, di musica e di cinema.


Titolo: Dreamgirls (Id.)
Regia: Bill Condon
Sceneggiatura: Bill Condon
Fotografia: Tobias A. Schliessler
Interpreti: Jamie Foxx, Beyoncé Knowles, Eddie Murphy, Danny Glover, Jennifer Hudson, Anika Noni Rose, Keith Robinson, Sharon Leal, Hinton Battle, Mariah I. Wilson, Yvette Cason, Ken Page, John Lithgow, John Krasinski
Nazionalità: USA, 2006
Durata: 2h. 11′


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