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"Pina" di Wim Wenders

3 luglio 2013 Recensioni 2 Commenti
Tania Varroni, 17 Giugno 2013: Travolgente
Bim, 4 novembre 2011

PinaIl tributo di Wim Wenders all’arte unica e visionaria della grande coreografa tedesca Pina Bausch, scomparsa nell’estate del 2009. Un viaggio nella città di Wupperthal, casa e cuore della creatività di Pina Bausch, insieme agli artisti della sua compagnia di danza…


Una scenaUn meraviglioso viaggio nell’arte della danza di Pina Bausch è quello che Wim Wenders compie in questo documentario dai toni soavi e imponenti al tempo stesso. L’autore inizia questo cammino accanto alla sua amica, Pina, ed è costretto a proseguirlo da solo dopo la prematura morte di lei. La mancanza, il ricordo, la stima, la forza sono tutte sensazioni che travolgono lo spettatore, che assiste a questo vero e proprio tributo al Tanztheatre di Wuppertal.

Una scenaNel film di Wenders tutto è talmente intenso da lasciare senza fiato. Le magnifiche coreografie di Pina, interpretate dai componenti del suo ensemble di Wuppertal, sono le vere protagoniste. In teatro, durante una rappresentazione, o in un parco, nel verde; o tra pilastri di metallo su uno sfondo industriale. In questi luoghi la danza diventa fusione e contrasto, e non può non emozionare e scuotere. Un suggestivo vortice di danza e bellezza ci avvolge e ci trascina in un mondo di gesti ampi e controllatissimi, talvolta quasi compulsivi e imponenti. Le emozioni passano attraverso i gesti, le parole, la musica.

Una scenaIl ricordo di una grande artista e amica spinge Wenders a realizzare un film che non è solo malinconico. E’ doloroso, angosciato, ma anche forte e determinato. E’ poetico e ispirato. Ed è proprio il ricordo il filo conduttore che lega la danza ai danzatori. Una macchina da presa si muove con movimenti circolari attorno a ballerini che evocano senza parlare il ricordo di Pina e della sua danza. La fotografia, inoltre, è incantevole. Colori forti e contrastanti, a volte stridenti. Una ballerina in un abito verde brillante danza sullo sfondo di una piscina azzurra e bianca. Abiti rossi, rosa, arancioni, bianchi, carne. La danza controllata e ripetitiva nella natura stride fortemente con quella selvaggia e passionale in ambienti urbani e teatrali.

La terra, l’acqua, la natura e l’artificiosità dei luoghi sono elementi costantemente presenti, irrinunciabili. Ed una sfilata coloratissima nella terra più incontaminata è il saluto ultimo alla eccezionale donna, amica e coreografa Pina Baush.


La locandinaTitolo: Pina (Id.)
Regia: Wim Wenders

Sceneggiatura: Wim Wenders
Fotografia: Hélène Louvart, Jörg Widmer
Interpreti: Pina Bausch, Wim Wenders, il Tanztheater Wuppertal Pina Bausch

Nazionalità: Germania – Francia – Regno Unito, 2011
Durata: 1h. 43′


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Attualmente ci sono 2 commenti a questo articolo:

  1. Marco Zacchini scrive:

    Magnifico e appagante, credo che la forza di questa pellicola sia quella di far apprezzare,capire, rendere “mortale” il significato e la bellezza della danza. Ciò che rende unico questo documentario è la visone adatta e comprensibile a tutti e non solo per pochi eletti.

  2. Alberto Cassani scrive:

    Purtroppo però questo tipo di film finisce comunque per richiamare solo chi è già interessato all’argomento, anche quando – come in questo caso – è pensato proprio per chi non conosce l’argomento.

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