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Soundtrack: "Agente 007, licenza di uccidere" di Monty Norman

12 novembre 2012 Soundtrack 0 Commenti
James Bond - 007

Massimo Privitera, in collaborazione con Colonne Sonore* * * ½

In occasione dei 50 anni della prima apparizione cinematografica dell’agente segreto più famoso del mondo, ecco una nuova riedizione della colonna sonora di Licenza di uccidere, con versioni alternative, brani inediti e anche il primo tema musicale scritto per James Bond…


Il 2012 è l’anno i cui si festeggiano i 50 anni dalla comparsa nei cinema di tutto il mondo del primo film sull’agente segreto al servizio di Sua Maestà britannica, 007, alias Bond… James Bond in Licenza di uccidere di Terence Young, interpretato da colui che rimarrà per sempre, per tutti i fan bondiani, il miglior Bond in assoluto, Sean Connery. Giustappunto, mentre nelle sale sbanca al botteghino il 23° e – a detta della critica e del pubblico – «migliore film della saga su James Bond di sempre», con uno dei più grandi cattivi della serie (interpretato magistralmente dal premio Oscar Javier Bardem), Skyfall, con ancora una volta (la terza) Daniel Craig nel ruolo di 007, l’etichetta inglese Harkit Records mette alle stampe la “50th Anniversary Original Soundtrack” di Dr. No. Quindi, da dove tutto ebbe inizio con quel tema che è divenuto il marchio cinemusicale dell’intera serie di 007 e il Leitmotiv simbolico di tutti gli agenti segreti e affini, veri o presunti tali, del mondo, quel “James Bond Theme” di Monty Norman che echeggia nelle nostre menti non appena si palesa la silhouette di James Bond nelle famose sequenze denominate “Gunbarrell” (canna di pistola) o in tutte quelle dove 007 è in azione.

La storia della nascita di questo controverso Leitmotiv deve essere citata per comprenderne appieno la paternità, l’importanza nell’Ottava Arte e la sua impronta indelebile nell’immaginario cinefilo. Il compositore inglese Monty Norman fu scelto personalmente dal mitico produttore della saga bondiana, tratta dai romanzi di Ian Fleming, Albert R. Broccoli che, insieme all’altro storico produttore Harry Saltzman, desiderava dare alla pellicola un taglio musicale esclusivamente etnico, data l’ambientazione in prevalenza giamaicana. Difatti il compositore accompagnò la troupe in Giamaica per coglierne tutti gli aspetti musicali, il sound dell’isola e arruolare diversi artisti del luogo per interpretare le varie canzoni del film. Per l’appunto, Norman scrisse tre canzoni, “Three Blind Mice”, “Jump Up!” e il motivo conduttore che si ascolta più di frequente nella pellicola, il celebre “Under the Mango Tree”, tutti eseguiti dal gruppo giamaicano Byron Lee & The Dragonaires, oltre alla voce solista di Diana Coupland, che doppiò nel film la voce canterina della bellissima e sensuale Ursula Andress (canzoni presenti in più versioni e arrangiamenti in questa nuova stampa discografica).
Poi Monty Norman compose vari brani strumentali per le scene di suspense e d’azione (orchestrati da Burt Rhodes e diretti dal compositore Eric Rodgers), tra cui un tema per James Bond sempre di matrice etnica, inserito nel CD (“Theme for James Bond”) ma non utilizzato nel film perché i produttori lo ritennero non incisivo e rappresentante l’agente segreto con licenza di uccidere. A questo punto Norman decide di riutilizzare un tema che aveva composto per un musical che non era andato in porto, A House for Mister Biswas, però qualcosa non funziona ancora nel suo arrangiamento e nell’esecuzione. Interviene allora il direttore musicale della United Artists, coproduttrice e distributrice del film, Noel Rodgers, che convoca il grandissimo John Barry (che diverrà l’autore delle superbe colonne sonore di ben undici film della saga), leader del gruppo pop-jazz The John Barry Seven, il quale riarrangia il brano con la presenza del chitarrista Vic Flick a dare quel sound irraggiungibile e far sì che il 45 giri del “James Bond Theme” si aggiudichi il tredicesimo posto nella hit-parade inglese dell’epoca e divenga il tema da film più famoso nel mondo. Un Leitmotiv che si ascolta nella pellicola in ogni momento in cui appare 007, oltre ai titoli di testa e di coda, in un arrangiamento da brivido lungo la schiena che, ancora oggi, quando lo si ascolta non si può fare a meno di immaginarsi un elegante, cinico, violento, affascinante, sexy e ironico agente segreto al servizio segreto di Sua Maestà britannica e dell’MI6.
L’intervento di John Barry, vera anima musicale della saga bondiana, a detta di tutti i fan e critici di ieri e di oggi, ha fatto nascere nei confronti di Monty Norman un contenzioso legale da parte dello stesso padre cinemusicale da Oscar di La mia Africa e Balla coi lupi, che si è interrotto solo nel 2006, poco prima della scomparsa di Barry (il quale è stato omaggiato in Skyfall usando la sua dimora londinese nel film come casa di M – Judi Dench – capo di Bond), un contenzioso che vide i due compositori rivendicare la propria paternità del “James Bond Theme”. Si dice che i fatti siano andati pressappoco così: Norman consegnò al suo assistente un manoscritto con il compito di scrivere l’arrangiamento, ma il giovane e ambizioso Barry, com’era logico aspettarsi da un talento del suo calibro, non si limitò a questo semplice incarico ma scrisse un nuovo arrangiamento e degli interventi musicali. Concluso però il lavoro, accettò una liquidazione di 250 sterline con il valore degli anni ‘60, quindi una miseria, cedendo a Norman tutti i diritti d’autore. Come accennato sopra, la storia non finì qui, anche se oggi sappiamo di sicuro che la paternità dell’arcinoto tema è proprio di Monty Norman, confermata da John Barry proprio in un’intervista del 2006.

In questa nuova edizione della Harkit, rispetto al vecchio album Emi Records USA con 18 tracce, vi sono 5 brani in più e molti pezzi di diversa durata, esecuzione e arrangiamento dall’originale pubblicazione discografica, dove spiccano, come già detto, le varie versioni delle tre canzoni dai ritmi caraibici, calypso e dalle vocalità esotiche, più alcuni temi giamaicani ballabili (in questa categoria da citare il “Dr. No’s Theme” molto lontano dalla figura mefistofelica del cattivo che tutti noi ben conosciamo), e tracce di puro commento alle scene drammatiche ed “action”, tra cui il reale tema misterioso del Dr. No all’interno del brano “The Island Speaks”, o gli inediti pezzi di tensione come “Dr. No Visits James Bond’s Bedroom”, “Tarantula” e “James Bond Returns Home”.

A dire la verità, mancano ancora una piccola manciata di tracce originali, a commento di scene di suspense per lo più, ma si può ritenere questa stampa davvero esaustiva dell’opera normaniana e del primo film bondiano della storia della Settima Arte. Chi scrive è un fan accanito (e come non esserlo!) delle partiture barryane della lunga saga bondiana, però bisogna ammettere che ancora oggi questo score di Norman ha un suo fascino, seppur datato, e ascoltata all’interno della pellicola in esame fa la sua egregia figura, anche se ogni qualvolta compare in tutto il suo splendore esecutivo il noto tema di 007 tutto il resto rimane in ombra. E’ questo il grande potere della musica quando questa è con la “M” maiuscola!


La copertina del CD di Agente 007, licenza di uccidereTitolo: Agente 007, licenza di uccidere (Dr. No)

Compositore: Monty Norman

Etichetta: Harkit Records, 1962

Numero dei brani: 23 (15 di commento + 8 canzoni)

Durata: 47′ 43”


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