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"007: Casino Royale" di Martin Campbell

29 novembre 2006 Recensioni 3 Commenti
James Bond - 007

Sony, 5 Gennaio 2007 – Stupefacente

James Bond – fresco doppio 0, quindi con licenza di uccidere – è alle prese con Le Chiffre, un banchiere del terrorismo che per racimolare soldi per un attentato organizza una ricca partita di poker al Casinò Royale. Al fianco di Bond, una sensuale impiegata al Ministero delle Finanze…


Daniel Craig in 007 - Casino RoyaleQualcosa è cambiato, finalmente. Dopo 40 anni, 20 film e 5 attori, la serie e il mito di James Bond stavano appannandosi, a causa di film apprezzabili solo dai fan, nei quali mancavano consistenti tracce di sceneggiatura o regia (comunque, l’intrattenimento era assicurato). Era perciò arrivato il momento di una svolta, puntualmente e fortunatamente giunta: Casino Royale è uno dei migliori Bond di sempre (secondo solo al mitico Goldfinger), e i fattori e i meriti di questa riuscita sono molteplici. La storia, tratta dal primo romanzo bondiano di Ian Fleming (già portato sullo schermo, in forma di parodia, nel 1967), è uno di questi.

Daniel Craig in una scena di 007 - Casino RoyaleUn film trascinante, emozionante, adrenalinico, che annuncia la sua qualità fin dal magnifico prologo in bianco e nero, in cui si racconta l’acquisizione della licenza di uccidere, e che prosegue lungo i 145 minuti mantenendo la suspense sempre alta e cercando di essere qualcosa di più della semplice compilation di scene d’azione (peraltro, fantastiche). Il punto è che finalmente, a 11 anni di distanza da Goldeneye, un film di Bond è di nuovo scritto e diretto, pensato – nel senso migliore del termine – con un racconto che sia appassionante e credibile, personaggi che non siano manichini unidimensionali e dicendo, nei limiti del prodotto, qualcosa che vada al di là dell’avventura pura e semplice.

Mads Mikkelsen in 007 - Casino RoyaleLa sceneggiatura, scritta dai consueti Neal Purvis e Robert Wade, con l’aiuto del premio Oscar Paul Haggis (Crash, Million Dollar Baby), è evidentemente una delle migliori della serie, così ricca d’avventura e misteri mozzafiato ma capace soprattutto di farci entrare nel mondo intimo di uno dei miti più celebrati del XX secolo, di raccontarne l’evoluzione ed il carattere, tratteggiando un personaggio a tutto tondo che sembra lontano dallo charme ironico e a tratti farsesco dei precedenti (esclusi gli sfortunati Timothy Dalton e George Lazenby): 007 non vuole più navigare ai confini – spesso superati – del fumetto, ma agire in un mondo duro, violento, cinico e disperato (mai la violenza è stata più esplicita in un Bond) che è quello dei migliori thriller, se non della realtà. E in questo, l’uso dei dialoghi e dei personaggi, a partire da Vesper, chiave dell’intera saga ed unicum nel panorama femminile bondiano, o dal cattivo senza un occhio, che piange sangue e deve un mucchio di soldi ai signori della guerra, è perfetto.

Eva Green e Daniel Craig in 007 - Casino RoyaleA dare coerenza e spessore allo script, che comunque non fa mai mancare la dose di divertimento ed azione ed una certa abilità strutturale, ci pensa la regia di Martin Campbell, artigiano di notevole competenza tecnica che alle prese con Bond da sempre il meglio di sé (sua la regia del già citato Goldeneye): oltre alla straordinaria abilità nel costruire scene d’azione strabilianti (dalla corsa in Uganda al camion in aeroporto fino al mirabolante finale veneziano) e la capacità di gestire sapientemente la suspense (mirabile il modo in cui usa una lunga partita di poker come centro dell’intreccio: in tempi di computer grafica, non è male), riesce anche a far vivere e respirare i personaggi, a infondere un senso di emozione vera che di solito manca nei film di Bond. Esemplare, in questo senso, la scena dell’abbraccio sotto la doccia tra James ed una sconvolta Vesper, risolta con un carrello avanti e indietro, mai vista, per intensità e tenerezza, in un film della serie.

Daniel Craig in una scena di 007 - Casino RoyaleA coronare il tutto, quello che era il dubbio maggiore dell’impresa: Daniel Craig è semplicemente perfetto, fisicamente, per carisma, per mascolino fascino e per la bravura dell’interprete ben supportato dalla favolosa Eva Green (i loro dialoghi sono manuali di chimica cinematografica), dall’intenso Mads Mikkelsen e da un ben composto cast di comprimari. Dopo un film del genere sembra impossibile tornare indietro.


La locandina statunitense di 007 - Casino RoyaleTitolo: 007 – Casino Royale (Casino Royale)
Regia: Martin Campbell
Sceneggiatura: Neal Purvis, Robert Wade, Paul Haggis
Fotografia: David Arnold
Interpreti: Daniel Craig, Eva Green, Mads Mikkelsen, Judi Dench, Jeffrey Wright, Giancarlo Giannini, Caterina Murino, Simon Abkarian, Isaach De Bankolé, Jesper Christensen, Ivana Milicevic, Claudio Santamaria, Urbano Barberini, Veruschka
Nazionalità: USA, 2006
Durata: 2h. 25′


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Attualmente ci sono 3 commenti a questo articolo:

  1. andrea scrive:

    film molto interessante lo consiglio a tutti

  2. […] è rifiutato di vedere qualunque film di Daniel Craig dopo che questi era stato scelto come nuovo James Bond, perché «007 non è un lattoniere: cosa vuoi che ne sappia questo qui della differenza tra […]

  3. Riccardo scrive:

    Il miglior james bond dai tempi di goldfinger.
    Una volta tanto Craig si dimostra un buon attore.

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