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"Spectre" di Sam Mendes

5 novembre 2015 Recensioni 9 Commenti
007 - Spectre

Warner, 5 Novembre 2015 – Rumoroso

Mentre i servizi segreti britannici sembrano essere a un passo dal cancellare l’ormai obsoleto programma Doppio Zero in favore di una nuova rete globale di intelligence informatica, James Bond scopre l’esistenza di un’organizzazione criminale con ramificazioni ad ogni livello e in ogni parte del mondo…


Rory Kinnear, Ben Whishaw e Daniel Craig in una scena di 007 SpectreProsegue senza incertezze l’opera di aggiornamento e ridefinizione del personaggio di James Bond messa in atto ormai dieci anni fa dagli eredi del produttore Albert Broccoli. Se però le incertezze non ci sono nella gestione del protagonista e degli altri personaggi che gli gravitano attorno, stavolta ci sono – e numerose – per quanto riguarda intreccio e realizzazione. Se è facile dire che Skyfall e Casinò Royale sono i migliori 007 di questo nuovo corso, è altrettanto facile dire che questo Spectre è ben peggio anche del già medio Quantum of Solace.

Christoph Waltz, Léa Seidoux in 007 SpectreLa sceneggiatura di John Logan, riscritta dalla consueta coppia Purvis & Wade e poi ancora da Jez Butterworth, alterna come sempre scene d’azione a dialoghi leggeri, ma stavolta esagera nella fragorosità dell’azione e spesso le battute divertenti non vanno neanche vicine a suscitare un sorriso. Il risultato è che le due ore e mezza di durata si sentono tutte e che la perizia tecnica messa in mostra da Sam Mendes e compagnia non riesce a nascondere la pochezza della trama, che pure si trova ad avere a che fare con la vera nemesi dell’agente segreto più famoso del mondo del cinema.

Una scena di 07 SpectreQuello in cui davvero Spectre eccelle, più ancora che nel modo in cui porta avanti la costruzione del protagonista, è soprattutto il modo in cui vengono gestiti i personaggi secondari. Rispetto alle pellicole del vecchio ciclo, in queste ultime è chiara la volontà di renderli qualcosa di più che vuote sagome da lasciare sullo sfondo. Ma gli sceneggiatori sono bravi a usarli senza strafare, evitando di creare un vero e proprio team alla Mission: Impossible in modo che l’attenzione rimanga ben fissa sull’agente 007. E non si può dire che per lui questo non sia un film fondamentale. Per il cinema, invece, proprio no.


La locandinaTitolo: Spectre (Id.)
Regia: Sam Mendes
Sceneggiatura: John Logan, Neal Purvis, Robert Wade, Jez Butterworth
Fotografia: Hoyte Van Hoytema
Interpreti: Daniel Craig, Christoph Waltz, Léa Seidoux, Raph Fiennes, Ben Whishaw, Naomie Harris, Dave Bautista, Monica Bellucci, Andrew Scott, Rory Kinnear, Jesper Christensen, Stephanie Sigman
Nazionalità: Regno Unito – USA, 2015
Durata: 2h. 28′


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Attualmente ci sono 9 commenti a questo articolo:

  1. Eddie scrive:

    Mi trovi d’accordo, Alberto, se non per il fatto che definirlo peggio di Quantum of Solace (che per me è davvero orrendo) mi pare un’esagerazione. E’ un film che ha i suoi pregi, ma anche difetti non indifferenti. Dopo Skyfall era lecito aspettarsi di più. Va detto che l’aspetto tecnico è di gran pregio, in particolare ho trovato davvero molto bella la fotografia.
    Ma vogliamo parlare della Bellucci? E’ sempre stata così pessima? Qui mi sembra che si superi.

  2. Alberto Cassani scrive:

    La Bellucci è SEMPRE stata pessima. Al di là del fatto che nel 90% delle occasioni interpreta lo stesso ruolo, ossia la baldracca, fino a quando non imparerà a parlare correttamente non si può pretendere che riesca a recitare. Per di più, fare ridoppiaggio in studio è particolarmente difficile e quindi lei in genere ne esce ancora peggio (nello specifico non lo so perché il film l’abbiamo visto in lingua originale).

  3. Alberto Cassani scrive:

    Aggiungo che io mi sono annoiato molto più con qui che non con Solace. In QoS si nota un’attenzione in sceneggiatura sicuramente superiore: probabilmente con Spectre i tre passaggi di scrittura cozzavano un po’ tra di loro, mentre in Solace le cose interessanti ci sono. Complessivamente è vero che forse è più debole di Spectre (d’altronde Forster non è Mendes) ma i pregi sono più luminosi.

  4. Eddie scrive:

    Probabilmente hai ragione, è che Quantum l’ho visto solo una volta al cinema, e ricordo che ne uscii piuttosto incazzato, viste le alte aspettative. D’accordissimo per quanto riguarda la sceneggiatura di “Spectre”, purtroppo zoppica non poco.

  5. Federico scrive:

    Concordo in pieno. Con la grande SPECTRE e “Oberhauser” come antagonisti mi sarei aspettato molto di più, ma francamente ribadisco che continuo a trovare Casino Royale il migliore che abbia mai visto, per come riesce a trasporre appieno la leggenda di Bond e al tempo stesso a “stravolgerla” con la bellissima storia con Vesper. Madeleine al contrario è una Bond Girl come tante, e la SPECTRE, per quanto si sia rivelata responsabile delle azioni di Silva e di Le Chiffre e quindi vero big bad dell’intera saga , non mi è parsa minacciosa quanto nessuno dei due nei rispettivi film (su Dominic Greene e il generale Medrano stendo il classico velo pietoso).

  6. Antonio scrive:

    Concordo che Spectre è nettamente inferiore ai bellissimi Casino Royale e Skyfall .
    Con una visione fresca devo dire che il film mi ha totalmente deluso perché 1)il regista del film è il grande Sam Mendes e 2) per la cattivissima gestione dei personaggi secondari .
    E’ pregevole come hanno gestito Moneypenny,Q ed M senza offuscare Bond ma il resto è veramente il nulla di scrittura :Christoph Waltz si limita a ripetere lo spesso cattivo anonimo rivisto nei Tre Moschettieri di Paul Ws Anderson e in Big Eyes , le sue motivazioni sono davvero risibili ed assomiglia TROPPO ad una caricatura del Silva di Bardem . Dave Bautista inutile , e le Bond girl sono pessime : Lea Seydoux ha una faccia da drogata per tutto il film ed il suo personaggio è il più sciatto di tutta la pellicola . Monica Bellucci ha pochi momenti e quando nella scena di amore il regista le inquadra la schiena ho avuto l’effetto opposto che la scena volesse comunicare …sembra che il regista non ha saputo gestire proprio la sensualità delle attrici
    Dimenticabile in conclusione.

  7. Fabrizio Degni scrive:

    Non ho visto Casino Royale, ma prima di Spectre ho avuto modo di apprezzare Skyfall e tanto mi e’ piaciuto da rimetterlo in playback per due sere consecutive. Con Spectre, invece, cio’ non e’ avvenuto: il film mi e’ passato dinanzi agli occhi come una mustang di Fast & Furious. Bellissima si, ma alla fine, effimera.
    Il difetto maggiore di questo capitolo e’ la mancanza di un lato psicologico dei protagonisti e ancor in misura maggiore, dei cattivi, che non riesco a farsi odiare ne’ tantomeno, per quel gioco delle parti del vince sempre il buono, farsi appoggiare nel piano malefico di turno.
    Gli effetti speciali sono notevoli, la fotografia bella e suggestiva ma… tra una Bellucci che a questo punto diventa proprio di troppo, una bond girl che fa resistenza pari a 3 fotogrammi, e un Bond, James Bond, che mostra sul volto lo sfilimento di un parte che non vuole piu’ vestire, magari sarebbe stato il caso di attendere un altro anno e confezionare un prodotto totalmente diverso (io direi JJ Abrams???).

  8. Alberto Cassani scrive:

    A quanto dicono, Abrams non prende nemmeno in considerazione copioni che non permettono l’uso del lens flare per almeno metà della inquadrature, quindi direi che per un film d’azione la sua candidatura è da scartare.

  9. Vigile scrive:

    Io la dico con Fantozzi: una boiata pazzesca. Va bene, tutti sotto sotto lo sappiamo che i film di James Bond sono in definitiva delle serie “B” migliorate, un po’ come le vecchie 500 “abarth”; tutti constatiamo che le sceneggiature stanno su una sola pagina e che l’intrigo é sempre lo stesso: James che, in giro per il mondo, seguendo il circuito di feste e carnevali, dopo aver scopacchiato in qualche hotel, trova il mentecatto di turno e fa saltare tutto per aria. E’ un gimmick e ce lo aspettiamo cosi’. Quindi la buona riuscita dipende dalla realizzazione e in parte minore,dagli attori. Ora, in “Spectre” la fotografia appiattisce tutto: dovunque si vada, Roma, Marocco, Messico etc; é tutto giallastro , che chiamarlo ocra sarebbe già molto. C’é una luce polverosa, deprimente, che vuole definire la psicologia oscura dei protagonisti ma riesce solo a togliere contrasto e rilievo alle varie locations e ai personaggi. Esotismo exit. Certo che vedere Roma senza traffico puo’ far piacere ma allora siamo davvero in piena science-fiction ! E poi Tangeri che si limita a una stanzetta e a una panoramica dei tetti, mi riusciva anche a me. Continuiamo. La Bellucci é patetica e non solo perché non riesce a parlare correttamente in inglese, ma perché il suo ruolo é patetico e non serve a niente. Se penso a Daniela Bianchi mi vengono le lacrime, ( dal ridere), tanto per citare un’altra italiana. James, the Original, cioé Sean Connery era arrogante, cinico, machista ma aveva un fascino da pianta carnivora e una punta di sarcasmo che dava un po’ di spessore a un personaggio in definitiva piatto e spiacevole, mentre Craig ha il feeling di una vongola, in giro per il mondo con la sua giacchettina stretta. Se poi anche il cattivone (Christopher Waltz) é in realtà un comico, allora mi togliete tutto, oltre ai soldi del biglietto. Ora non si riesce neanche piu’ a ridere delle situazioni esagerate in cui si trova l’indistruttibile Bond ( vi ricordate la camminata sulle schiene dei coccodrilli di Roger Moore, che a suo tempo mi fece sganasciare ?) talmente si prende sul serio. Addio James, senza rimpianto.

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