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Francesco Puglisi, 20 Settembre 2002: Accettabile |
Medusa,
10 Marzo 2000
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Titus
di Julie Taymor
Basato
sulla prima opera di William Shakespeare di cui si conosca una data
certa, intitolata "Tito Andronico", è portato sul grande schermo
da una regista che lo ha già messo in scena a teatro, Julie Taymor.
Ma come accade a molte opere di Shakespeare che sono riproposte oggi,
sia a teatro che al cinema, gli autori (registi e sceneggiatori) cercano
di ambientarli ai giorni nostri, oppure in epoche e luoghi totalmente
differenti (tra i più recenti "Sogno di una notte di mezza estate"
di Michael Hoffman), e Julie Taymor non fa differenza, nel senso che
anche lei rimaneggia il testo Shakespeariano, firmandone una sceneggiatura
molto particolare.
La
cosa più bella e curiosa di questo "Titus", è sicuramente
l’ambientazione atemporale, nel senso che non si sa il periodo in cui
siamo, poiché storia, scenografie e costumi, sono tutti in contrasto.
La storia è del periodo romano: Tito Andronico (Hopkins) tornato
a Roma dopo una battaglia sanguinaria contro i Goti, da cui è
uscito vittorioso e con cinque prigionieri prestigiosi, la regina Tamaora
(Lange), tre suoi figli e Aronne (Lennix), uccide in un rito sacrificale
uno dei figli della regina, per riscattare gli uomini persi in battaglia;
ma questa dopo averlo implorato di risparmiarlo, medita vendetta. Intanto
l'Imperatore è morto e Tito potrebbe essere incoronato, ma rifiuta
dicendo: "sono troppo vecchio per lo scettro di imperatore, da Roma
voglio solo un bastone per la mia vecchiaia...", e convince i tribuni
a votare per Saturnino (Cumming), piuttosto che per Bassiano, i due
contendenti, nonché fratelli. La storia si complica quando Saturnino
sceglie come sposa Lavinia (figlia di Tito), già promessa a Bassiano,
il quale la rapisce; allora l'imperatore sposa la regina dei Goti, Tamaora
che in posizione strategica può attuare i suoi piani contro Tito.
Ma a complicare la storia ci si mette Aronne che fa uccidere Bassiano,
e rende Lavinia priva di mani e lingua. Come è ovvio, la vendetta
è dietro l’angolo.
A
questa storia si affiancano costumi sfarzosi ma sicuramente poco, anzi
per nulla, romani, e le scenografie (dell’italiano Dante Ferretti) in
cui metallo e marmo si mescolano in un mix moderno-antico. E tra le
ambientazioni troviamo vecchie rovine ed edifici romani, tra cui una
ricostruzione tutta particolare del Pantheon e il "Colosseo Quadrato"
voluto da Mussolini. A tutto ciò si aggiunge un pizzico di tecnologia,
con moto, automobili americane anni ’50, microfoni radiofonici... Tutto
sommato questo mix, i bei dialoghi, la bella storia (farcita di una
violenza inaudita: amputazioni di mani e lingue, decapitazioni, stupri,
omicidi, pugnalate, cannibalismo, sangue e naturalmente vendetta), e
la bella interpretazione di due mostri sacri come Hopkins e la Lange,
ne fanno un buon film, ma solo per coloro cui piace Shakespeare. Regia
mediocre, con virtuosismi tecnici ma senza stile e belle musiche di
Elliot Goldenthal (marito della Taymor).
Percorsi
tematici
10
cose che odio di te - di Gil Junger; con Heath Ledger, Julia Stiles.
Il mercante di Venezia - di Michael Radford;
con Al Pacino, Jeremy Irons, Lynn Collins.
"O" come Otello - di Tim Blake
Nelson; con Mekhi Phifer, Julia Stiles, Josh Hartnett.
Across
the Universe - di Julie Taymor; con Jim Sturgess, Evan Rachel
Wood.
Frida - di Julie Taymor; con Salma Hayek,
Alfred Molina, Geoffrey Rush.
Titolo:
Titus (Id.)
Regia:
Julie Taymor
Sceneggiatura:
Julie Taymor
Fotografia:
Luciano Tovoli
Interpreti:
Anthony Hopkins, Jessica Lange, Harry Lennix, Alan Cumming, Angus MacFayden,
Laura Fraser, Colm Feore, Jonathan Rhys-Meyers, Osheen Jones, Dario
D'Ambrosi, Raz Degan, Kenny Doughty, Matthew Rhys, Blake Ritson, Colin
Wells, Costantine Gregory, Ettore Geri, James Frain, Laura Fraser, Geraldine
McEwan, Tresy Taddei, Bah Souleymane, Antonio Manzini
Nazionalità:
USA, 1999
Durata:
2h. 35'
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