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"Il nostro Natale" di Abel Ferrara

6 gennaio 2002 Recensioni 8 Commenti
Il nostro Natale

01 Distribution, 14 Dicembre 2001 – Freddo

Una coppia vive a New York una vita decisamente agiata. Lui è dominicano, lei statunitense; sono innamorati e felici, una coppia praticamente perfetta. Alle spalle di questa perfezione c’è il motivo della loro ricchezza: trafficano droga tra il Sudamerica e gli Stati Uniti, ma un giorno l’uomo viene rapito da dei malviventi…


Drea de Matteo e Lillo Brancato JrAbel Ferrara torna sul grande schermo tre anni dopo New Rose Hotel con una vicenda davvero minimalista, che si limita a considerare il piccolo mondo dei due protagonisti e delle loro famiglie, senza allargarsi a concetti o problemi di larga portata. E’ vero che nel film si pone il problema della droga, della corruzione della polizia, del denaro facile, ma tutto questo viene raccontato senza enfasi o colpi di scena, come se tutto facesse parte di una normalità che il regista guarda e filma da una finestra senza aggiungervi dichiaratamente il suo personale giudizio. I due protagonisti considerano il traffico di droga solo come una fonte di (alto) reddito, dichiarando esplicitamente di non saper fare altro, e non si preoccupano per niente delle implicazioni sociali che sottendono a questa situazione.

Ice T e Drea de MatteoIl nostro Natale è un film distaccato, a tratti indifferente, sottolineato dalla fotografia “sottomarina” di Ken Kelsh (satura di blu e di grigi) e dalle originali scelte di ripresa del regista. Abbiamo sempre di fronte due panorami alternativi: da un lato gli interni delle case dei protagonisti e delle loro famiglie, pieni di ritratti di Santi e Cristi fatti all’uncinetto, nella cui fotografia dominano il rosso e il giallo, quasi fossero gli unici spazi vitali esistenti; dall’altro una New York fredda, umida, riflessa sull’asfalto bagnato e su auto fradice di pioggia, popolata di miserabili che non sanno nemmeno fare bene il loro mestiere di malviventi.

Il regista Abel FerraraDa ricordare alcune scene davvero meritevoli: le riprese alla festa di Natale in cui recita la bambina, con le sue escursioni tra la telecamera digitale del protagonista e le riprese del film; il momento della preparazione delle dosi di eroina, presentato come un banale atto lavorativo giornaliero; la rissa al negozio di giocattoli per l’ultima bambola rimasta; il caos dopo la comunicazione del rapimento alla famiglia del protagonista.

Nonostante la grande maestria di Ferrara e le scelte tecniche sempre adeguate, Il nostro Natale non riesce a coinvolgere fino in fondo lo spettatore, lasciandogli una sensazione di freddezza, desolazione e vuoto (sicuramente voluta dal regista) che non sfocia mai nel dramma, né sociale né personale, fotografia surreale di una quotidianità che per noi non ha nulla di normale, ma che come tale viene presentata e valutata.


La locandinaTitolo: Il nostro Natale (‘R Xmas)
Regia: Abel Ferrara
Sceneggiatura: Cassandra de Jesus, Abel Ferrara, Scott Pardo
Fotografia: Ken Kelsh
Interpreti: Drea de Matteo, Lillo Brancato Jr, Ice-T, Victor Argo, Naomi Morales, Lisa Valens, Denia Brache, Gloria Irizarry, Nelson Vasquez, Andrew Fiscella, Thomas Murray, John R. Tramatola III, Edwin Martinez, Janis Corsair
Nazionalità: USA – Francia, 2001
Durata: 1h. 22′


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Attualmente ci sono 8 commenti a questo articolo:

  1. Guido scrive:

    Ciao Alberto, cosa pensi di Abel Ferrara in generale?
    Quali sono i suoi film migliori ?
    Siamo noi che lo sopravvalutiamo o gli americani che lo sottovalutano?

  2. Alberto Cassani scrive:

    A me non piace, nessun suo film mi ha mai veramente entusiasmato. Il migliore penso sia “Fratelli”, comunque.

  3. Plissken scrive:

    Non ho visto questo film, sono incerto sul procurarmelo o meno vista la recensione “nì”.

    Tra i suoi film, “Occhi di serpente” non sono riuscito a finirlo, mentre “L’angelo della vendetta” mi sembra sia molto sopravvalutato.

    Mi è rimasta la voglia di vedere “Ultracorpi L’invasione continua” ma ho il dubbio che sia una mezza vaccata. L’originale di Siegel è un “cult”, ed il remake anni ’70 francamente non mi è spiaciuto per niente.

    Di Ferrara ho apprezzato anche io “Fratelli”, ma di più “Il cattivo tenente” nonostante talune debolezze (comunque un film piuttosto “forte” per l’epoca). Il mio preferito rimane comunque “King of New York”.

  4. Alberto Cassani scrive:

    “King of New York” è sicuramente un buon film, ma non mi ha convinto il “passo” che Ferrare gli ha dato. “Il cattivo tenente”, invece, non m’è parso tutto sommato nulla di trascendentale. I suoi “Ultracorpi”, poi, sono ben lontani dalla riuscita delle prime due versioni (tra l’altro continuo a ricordarmi di una terza versione ben prima di quella con la Kidman, ma non riesco a focalizzarla).

  5. Plissken scrive:

    Una versone degli “ultracorpi” tra quella con Sutherland e quella di Ferrara? Non ne sapevo nulla… Beh, la versione di Ferrara come ho già detto non l’ho vista, ma non è detto che non cambi idea: non ricordavo assolutamente che ci fosse anche la Kidman.

    Giusto per le solite due chiacchiere, “King of New York” è un film che mi piace moltissimo, forse proprio per il “passo” che lo contraddistingue, ma è sicuramente una questione di gusto personale. Nel complesso lo ritengo uno tra i film sul genere più interessanti dell’epoca.
    Il cattivo tenente invece gioca su carte meno raffinate (secondo me) ma va giù abbastanza duro e nel complesso mi è sembrato un buon lavoro, che riguarderei (riguarderò) volentieri.

  6. Alberto Cassani scrive:

    No, una versione tra quella di Ferrara e quella con la Kidman, che era in “Invasion”. Ma quella che dico io forse era una cosa non ufficiale, non riesco proprio a focalizzarla.

  7. Plissken scrive:

    Chiedo venia, non avevo capito che ti riferivi ad “Invasion”, che non solo non ho visto, ma di cui avevo totalmente perso memoria.

  8. Guido scrive:

    Grazie mille Alberto e Plissken. ;)

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