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“Shutter Island” di Martin Scorsese

5 marzo 2010 Recensioni 66 Commenti
Francesco Manca, 3 Marzo 2010: Indefinito
Medusa, 5 Marzo 2010

1954. Gli agenti federali Teddy Daniels e Chuck Aule arrivano a Shutter Island, un’isola che si trova al largo di Boston, per indagare sulla misteriosa scomparsa di un’assassina dal manicomio criminale situato sull’isola, dov’era rinchiusa in una cella blindata…


Un film ambiguo e piuttosto incoerente, questo di Martin Scorsese, tratto dall’omonimo romanzo di Dennis Lehane, già autore del libro che ispirò Mystic River di Clint Eastwood. Il 21° lungometraggio del maestro italoamericano parte come un thriller, si sviluppa come un giallo, vira addirittura verso l’horror e il fantastico fino a sfociare nel noir. Nulla che non sia alla portata di uno come Scorsese, autore di immensi capolavori che hanno segnato la storia del cinema ma che, almeno in questa occasione, delude le aspettative e realizza un prodotto confusionario, farraginoso, non di rado scontato e prevedibile, e assolutamente non all’altezza del suo genio che tutti abbiamo avuto modo di ammirare nel corso degli anni.

La narrazione riesce a mantenere per quasi tutta la prima parte un ritmo abbastanza coinvolgente, scadendo però nella banalità in molti frangenti della seconda, e seppur si risollevi leggermente nelle battute conclusive, si finisce per arrivare a un finale tristemente risaputo e davvero sconfortante.

Solito ad adottare notevoli e affascinanti virtuosismi di regia, mai fini a se stessi, Scorsese si mantiene in questo caso su canoni piuttosto tradizionali, che non vanno certo a beneficio di una storia, come detto, scontata e prevedibile.
Buono invece tutto il reparto attoriale, capitanato da un Leonardo DiCaprio giunto alla quarta collaborazione con il regista, che fornisce un’altra significativa dimostrazione del suo immenso talento regalando un’interpretazione davvero memorabile. Non da meno sono Mark Ruffalo, anche lui molto efficace, il sempre grande Ben Kingsley, Michelle Williams, Emily Mortimer, Max Von Sydow, Patricia Clarkson ed Elias Koteas. Tuttavia, non bastano le convincenti prestazioni degli interpreti a risollevare una pellicola indegna del suo creatore, che si spera abbia preso solo una momentanea sbandata creativa e che speriamo possa ritornare presto a sorprenderci con il suo genio.


Titolo: Shutter Island (Id.)
Regia: Martin Scorsese
Sceneggiatura: Laeta Kalogridis
Fotografia: Robert Richardson
Interpreti: Leonardo DiCaprio, Mark Ruffalo, Ben Kingsley, Emily Mortimer, Michelle Williams, Max von Sydow, Jackie Earle Haley, Patricia Clarkson, Elias Koteas, Ted Levine, John Carroll Lynch, Christopher Denham, Nellie Sciutto
Nazionalità: USA, 2009
Durata: 2h. 28′


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Attualmente ci sono 66 commenti a questo articolo:

  1. Edoardo scrive:

    Ammazza Scorsese non se ne separa da DiCaprio…peggio di Ridley Scott e Russel Crowe.
    Comunque sono quasi sicuro che si tratterà di un buon film.

  2. Alberto Cassani scrive:

    Ormai direi che ci sono i presupposti per un’adozione legale.

    Comunque sì, questo sembra davvero promettere bene.

  3. El Duderino scrive:

    A me Di Caprio non dispiace affatto come attore.
    Però non è possibile che abbia la stessa faccia di quando faceva il ragazzino semiadottato in Genitori in Blue Jeans…….

  4. Alberto Cassani scrive:

    A me sta un po’ antipatico, però in alcuni film è assolutamente straordinario. The Aviator, ad esempio, lo tiene in piedi lui da solo.

  5. Giulio scrive:

    Volevo fare una considerazione sulle ultime recensioni di Cinefile (compresa questa) che hanno tutte in comune un aspetto: giudizi medio-bassi e molto critici. Ora, fare i critici è il vostro lavoro e ci sta anche che in un dato periodo escano solo film mediocri, ma la cosa mi ha fatto riflettere. Inoltre leggendo le recensioni, il loro contenuto è spesso (in questo caso o anche in “Alice in Wonderland”) molto più duro del giudizio complessivo che dovrebbe essere, stando a quanto scritto, di un bel rosso.
    Centra con tutto questo forse il maggior numero di nuovi critici e la parallela scomparsa di Cassani (per quanto riguada le recensioni)?
    Non prendete a male il mio commento, volevo solo esprimere un’opinione dato che mi sento legato a questo sito i cui giudizi per me contano moto e fanno in modo che io vada o meno a vedere un film.

  6. Fabrizio scrive:

    Devi considerare un cosa: è abbastanza normale usare parole un pò più dure nei confronti di un film di nome, atteso e dagli ottimi presupposti che però si rivela magari discreto ma non all’altezza delle aspettative, piuttosto che nei riguardi di un film da cui era lecito attendersi poco e che infine rivela la sua pochezza come da pronostico.

    Inoltre, il colore dell’aggettivo può tener conto di alcuni aspetti al di là del valore assoluto dell’opera. Ad esempio, un giallo dato ad “Invictus” avrebbe potuto essere un verde se a realizzarlo fosse stato un regista con poca esperienza e meno risorse a disposizione. Ma vista la portata del progetto e considerando che dietro la macchina da presa c’era Eastwood, un esito buono ma non esaltante come si pensava ti porta a propendere più per un semaforo giallo che non per uno verde, anche se il film in sè, nel complesso, magari potrebbe pure valerlo, il verde.

  7. Alberto Cassani scrive:

    Grazie infinite per la costanza con cui ci segui e l’apprezzamento che dimostri per il nostro lavoro, Giulio.

    Quello che fai notare lo dicevo giusto ieri nella pagina di Facebook: purtroppo in questo periodo le uscite non sono molto soddisfacenti (ma domani pubblichiamo la recensione positiva di “Revanche”, come saranno positivi i giudizi sul nuovo Ozpetek settimana prossima e su Audiard e Polanski a tempo debito, ad esempio), per cui i nostri giudizi si regolano di conseguenza. Statisticamente, in questo periodo stiano pubblicando una recensione positiva a settimana e due o tre gialle/rosse, che visti i titoli che girano non mi sembra una media particolarmente cattiva.
    Soprattutto, nelle ultime settimane ci sono film importanti che si rivelano piuttosto deludenti e questo incide molto sulla percentuale di recensioni positive che scriviamo. Anche perché, come dice giustamente Fabrizio, proprio con questo tipo di film è più facile essere involontariamente cattivi, perché le aspettative sono alte e quindi si finisce per essere delusi da un fallimento anche solo parziale. A me capitò l’estate scorsa con “Basta che funzioni” di Woody Allen.
    E’ vero comunque che alle volte si etichetta un film con il semaforo giallo ma se ne evidenziano soprattutto gli aspetti positivi o negativi, perché sono quelli che balzano più all’occhio mentre invece è l’aspetto generale – l’insieme – a giustificare il giallo invece che il verde o il rosso. Come a dire “il film è brutto per questi motivi, però ha qualcosa che lo salva”, oppure “il film sarebbe verde, ma per questi motivi è solo giallo”. Proprio adesso sto litigando con la recensione di “Legion”, che vorrei etichettare in giallo perché in fondo non è insopportabile ma le cose positive da dire in proposito sono davvero poche.
    In generale, comunque, il colore del semaforo e l’aggettivo stesso non sono slegati dal testo della recensione, ma si spiegano a vicenda. Non tutti i gialli sono uguali, come non lo sono tutti i verdi o i rossi, e la recensione spiega (o dovrebbe farlo) da dove nasce questa differenza. Nel caso di “Shutter Island”, ad esempio, in sostanza la recensione è negativa per colpa della sceneggiatura confusionaria ma il film si salva parzialmente grazie agli attori e alla buona mano registica di Scorsese; al contrario, con “Alice” Burton ha fatto danni in regia e la tecnica non l’ha aiutato, però gli attori sono bravi, la musica bella e la sceneggiatura ha qualche ottima intuizione. Sono due gialli tendenti al rosso, ma sono due gialli.

    Ad ogni modo, Francesco e Andrea non sono due nuove acquisizioni: scrivono per CineFile da diverso tempo anche se lo fanno saltuariamente. Se clicchi sul loro nome in testa alla pagina trovi la lista di tutte le loro recensioni. Le uniche firme nuove sono quelle dei redattori di Colonne Sonore, che appunto non sono nostri ma di Colonne Sonore, ma i critici di CineFile sono con noi da diverso tempo.

  8. Alberto Cassani scrive:

    Ripensandoci, però, “Legion” si merita il rosso.

  9. Francesco Manca scrive:

    In merito a quanto scritto nella mia recensione, posso confermare ciò che ha già detto Alberto: il film in sè è parecchio deludente, e lo è soprattutto perchè dietro la macchina da presa c’è Martin Scorsese, e quando si va a vedere un suo film, almeno per quanto mi riguarda, ci si aspetta sempre di trovarsi di fronte a un capolavoro; a questo discorso magari si estraneano i suoi ultimi 2/3 prodotti, che non erano assolutamente dei capolavori ma non per questo erano disprezzabili. In questo caso, la storia e la sceneggiatura non funzionano, coinvolgono davvero poco, ma a ‘salvare’ la pellicola da un giudizio completamente negativo interviene il buon cast, dove spiccano sopra tutti DiCaprio e Ruffalo, che fanno sì che l’aggettivo sopra indicato non sia rosso bensì giallo.
    Questo per rispondere all’intervento di Giulio, che ho comunque apprezzato.

  10. Giulio scrive:

    Grazie per le vostre sempre gentili e pronte risposte.

  11. nicola scrive:

    Scusi signor autore dell’articolo, io non sono per nulla d’accordo con ciò che lei dice.Descrive la storia come scontata e prevedibile,ma mi viene da chiederle,ma il film l’ha visto con attenzione?? Ha capito il finale??? Ma se per tutto il film pensiamo che Di Caprio sia realmente una vittima del sistema di esperimenti sugli umani e poi veniamo drasticamente smentiti alla fine…Io ho visto molti film di Martin Scorsese e questo lo ritengo uno dei migliori,dal finale tutt’altro che scontato. Le chiedo solo, prima di postare le sue considerazioni, riveda il film con attenzione,neanche tutto ma solo il finale,in particolar modo la frase che dice Di Caprio poco prima di essere portato alla torre per la lobotomia.Se poi conferma ciò che ha scritto allora lasci pure questo post,ognuno ha il diritto di giudicare come vuole.
    Cordiali saluti.

  12. Beppe scrive:

    Grazie per avermi spoilerato il film signor Nicola!

  13. Alberto Cassani scrive:

    Effettivamente…

  14. giuseppe scrive:

    Un pò severa la tua recensione. Personalmente mi ha coinvolto molto, facendomi impersonificare con Di caprio e i traumi irrisolti della vita . Un film difficile da girare ma che commuove per la sua capacità di trasportarci nei meandri dell’animo umano. Alcune scene rimarrabbo memomaribile nella storia del cinema come quella del sogno con la maoglie che si disintegra, e quella dei fiammiferi nel padiglione c.

  15. giuseppe scrive:

    Grande musica anche!!!!

  16. Francesco Manca scrive:

    Caro Nicola, sono d’accordo con te quando affermi che ognuno ha il diritto di giudicare come vuole, difatti io rispetto le tue considerazioni in merito al film, e se a te è piaciuto mi fa molto piacere.
    Tuttavia, mi sento di rimanere fedele alla tesi da me avanzata nella recensione riguardo al finale, e vorrei farti anch’io un paio di domande: sei proprio sicuro di non avere mai visto un finale, magari non dello stesso identico stampo ma comunque simile in altri (recenti) film? Non ti dicono niente titoli come “Fight Club” e “Secret Window”, in cui, alla fine, veniva fuori una doppia personalità del protagonista?
    Ti posso garantire che il film l’ho visto con molta attenzione, e le considerazioni espresse nell’articolo di cui sopra sono sincere e frutto di una visione attenta, da cui, come ho già detto, sono uscito deluso.

    Rispondendo anche a Giuseppe: hai ragione, la recensione è relativamente severa, ma ti posso assicurare che l’ha scritta uno che considera Scorsese il regista tecnicamente e narrativamente più dotato da 40 anni a questa parte, e se sono stato severo è solo perchè, evidentemente, non ho trovato in questo caso la superlativa tecnica e l’avvincente storia di altre pellicole come “Taxi Driver”, “Toro scatenato”, “Goodfellas”, “Casinò” e addirittura “The Departed”, che considero un film leggermente minore rispetto agli altri suoi capolavori.

  17. giacki scrive:

    VOI COME LO INTERPRETATE IL FINALE? PERCHE’ SECONDO ME E’ TUTTO TRANNE CHE SCONTATO!! HO SENTITO ALRE 10 PERSONE CHE L’HANNO VISTO..E OGNUNA HA UN’INTERPRETAZIONE DIVERSA!!

  18. Beatrice scrive:

    Anche io vorrei sentire dei pareri sul finale.
    La mia interpretazione è questa (ma chi non ha ancora visto il film NON LEGGA!!!): Di Caprio è rinsavito, ma fa finta di essere matto con il suo psichiatra (Mark Ruffalo), perché preferisce morire (con la lobotomia, anche se non è una morte vera, ma è la morte della consapevolezza) piuttosto che vivere con il tremendo senso di colpa che lo affligge.
    Secondo me è così per via della frase che pronuncia alla fine…..qualcosa tipo meglio morire da uomini liberi, che vivere
    ….Non è precisamente così, ma non la ricordo perfettamente, eheheh

    Voi cosa ne pensate?

  19. filippo mason scrive:

    secondo me questa recensione è ferraginosa e poco recensione. non perchè non mi trovo d’accordo ma il modo in cui esprime il perchè questo film sia indefinito mi pare prima di tutto pretestuoso. ho letto varie recensioni, ma trovare “shutter island” abbastanza coinvolgente, o non all’altezza del genio del regista che tutti abbiamo avuto modo di ammirare nel corso degli anni mi pare eccessivo e di chi non ha capito il film fino in fondo. non sarà coraggioso come “al di la della vita” ma è un film sperimentale che gioca su molti generi, appunto dal gotico al noir. se tutti lo sapessero fare, ci sarebbero solo grandi film da guardare.

  20. Nardo scrive:

    Ciao a tutti,
    per quanto mi riguarda, il film è sicuramente sopra la sufficienza.
    Poteva essere un gran bel film (specialmente l’ambientazione, un terribile manicomio criminale, avrebbe potuto essere sfruttata meglio), ma pecca secondo me per lo sviluppo un po’ troppo intricato (stile The Departed) e per il finale, che sa un po’ di trito e ritrito (vedi il già nominato Fight Club, o Il sesto senso, ma anche altri…).
    Non so se è una mia impressione, ma a volte ho notato rimandi a Shining… ma anche a qualche film di Dario Argento (lo so, lo so… perdonate l’accostamento… :D )

    Un saluto a tutti, in particolare ad Alberto Cassani (apprezzo sempre o quasi i tuoi interventi / recensioni)

  21. Alberto Cassani scrive:

    Ok: stasera riesco finalmente a vederlo, così posso intervenire nella discussione.

  22. Alberto Cassani scrive:

    Tra l’altro, un saluto e un ringraziamento a Nardo, cui mi ero clamorosamente dimenticato di rispondere.

  23. Alberto Cassani scrive:

    Eccomi, finalmente l’ho visto.

    Allora, per quanto riguarda il finale sono della stessa identica idea di Beatrice. E mi azzardo a dire che non posso concepire interpretazioni diverse, perché il senso dell’ultima scena è ben chiaro sia per le parole che per la recitazione degli attori.
    Sullo sviluppo, diciamo che in effetti la trama più che intricata è sviluppata male, perchè ci sono cambi di direzione improvvisi e ingiustificati. E questo affossa buona parte del film, perché nel momento in cui comincia a metterci il dubbio in testa è abbastanza ovvio che le cose stiano come stanno. O per lo meno, è ovvio per uno che va al cinema spesso e di film con questo tipo di ribaltamento ne ha visti a decine.
    Scorsese gira molto bene, sfruttando alla grande l’ambientazione scenografica e in effetti rifacendosi visivamente un po’ a “Shining” (ma non a Dario Argento, direi), però fa moltissimi errori, quasi avesse lavorato di corsa. Il fascino della pellicola, comunque, è tutto merito suo.

  24. Marco scrive:

    Si sono d’accordo con la maggior parte delle recensioni. La tecnica di Scorsese c’è e si vede, mi dispiace perchè sopratutto nella prima parte vi sono molti errori di montaggio (proprio come ha detto Alberto sembra che Martin abbia girato di fretta) e le scene in cui è presente la Williams le ho trovate abbastanza banali e che riducono sensibilmente la velocità che il film aveva preso.
    Delusione anche per il finale che effettivamente dopo lo scalpore dei primi due o tre film che hanno adoperato questo “twist-ending” (che ovviamente non nomino dato che il buon Albe ha debitamente cancellato) non desta più quella sorpresa che effettivamente dovrebbe dare.
    Avrei preferito molto di più se fosse stato coerente con lo svolgersi delle vicende, ovvero un onesto giallo-thriller e perchè no anche horror.
    Ci sarebbero poi alcune domande che lo spettatore si chiede sullo svolgersi della vicenda alla fine del film perchè vari buchi di sceneggiatura lasciano aperte domande irrisolte.
    Buoni tutti gli attori. Bella fotografia. Ottime scenografie. Musica di atmosfera.

  25. Guido scrive:

    In due parole: occasione mancata. Scorsese aveva tutte le carte per tirare fuori un altro capolavoro dal suo cilindro (non più?) senza fondo. Purtroppo la storia si perde, e i colpi di scena sono, a mio modo di vedere, un po’ troppo esagerati. Peccato perchè la “presentzione” del manicomio è molto bella. Volevo aggiungere una nota sul trailer che, se da un lato giustamente è deviante, dall’altro fa pensare a tutt’altro tipo di film, o meglio, dal trailer sembra un semplice giallo. E come dice Marco, con cui sono d’accordo, se Scorsese si fosse limitato ad un thriller gotico il risultato avrebbe potuto essere sicuramente migliore.

  26. Francesco Manca scrive:

    Confermo anche in questo caso quanto detto da Alberto, che, sostanzialmente, mi sembra concordi a sua volta con la mia recensione, anche se, in effetti, a lui il film sembra essere piaciuto di più.
    Ho trovato anch’io diversi richiami al Kubrickiano “Shining”, sia, come già evidenziato da molti, nella struttura narrativa e nell’ambientazione che nella colonna sonora, difatti, alcuni frammenti di essa mi sembravano quasi (spudoratamente) copiati… Non sarebbe comunque una novità per Scorsese dato che, in “Al di là della vita” (1999), nella scena in cui Nicolas Cage e John Goodman si addormentano nell’ambulanza è presente lo stesso tema musicale utilizzato ne “L’innocenza del diavolo” (1993) di Joseph Ruben. Ci avete mai fatto caso?

  27. Marci scrive:

    bello. decisamente bello. con quel retrogusto amaro che ti dispiace un po… comunque io non ci ero arrivato, se non quando entra nel faro e lo psichiatra gli dice “why are you all wet baby?”

  28. WarezSan scrive:

    Visto ieri.
    Premetto che ho capito la costruzione del finale tempo fa, mi e’ bastato vedere il trailer in cui una paziente chiede al medico “chi e’ il 67° paziente?”

    Tolto il finale pilotatissimo ho apprezzato tantissimo la fotografia veramente iconografica e gotica e il montaggio eccellente.
    Di Caprio notevole. La costruzione narrativa eccellente, l’intepretazione della moglie e dei comprimari di rilievo.

    Peccato per il finale, decisamente poco originale e gia’ visto. Certi trucchietti narrativi purtroppo si possono usare solo una volta, poi sanno di vecchio.
    Forse il problema sta tutto ngli indizi che rimandano in modo troppo diretto alla soluzione dell’enigma che forse e’ tale solo nei primi 10 minuti della pellicola.

  29. WarezSan scrive:

    Cazzo quante ripetizioni… bhe’… Bishop abbi pieta’ di me… in fondo sto solo scroccando soldi all’azienda nel mentre :)

  30. Alberto Cassani scrive:

    Se si riesce a fregare tempo e quindi soldi al datore di lavoro, è sempre cosa buona e giusta…

    Comunque sì, diciamo che ormai siamo talmente abituatti ai twist nei finali dei film che, magari inconsciamente, cerchiamo sempre di anticiparli immaginando che la cosa meno probabile sia la realtà. Io quando l’ho visto ho cercato di non farlo nonostante avessi letto qui le diverse interpretazioni, però in generale è raro che non capisca dove il film stia andando a parare. A meno che la soluzione non abbia proprio senso, ma così non vale…

  31. WarezSan scrive:

    Si, ma qui siamo ad un record assoluto.

    Ho capito il finale da una battuta nel trailer :P

  32. Alberto Cassani scrive:

    Allora m’è andata bene che il trailer non l’avevo visto…

  33. federico scrive:

    Se posso dire la mia questo film mi ha deluso molto. Speravo in qualcosa di originale, ma qui sembra che abbiano raccolto un sacco di idee e le abbiano messe insieme senza rendersi conto se avessero senso o meno.
    Il finale non è questione di abitudine al twist o meno. Fin da subito il film apre alle turbe psichiche del personaggio, sia con i sogni che con le visioni da sveglio, come nel primo incontro con Von Sydow. E’ facile pensare che dietro tutto si nascondesse qualcosa legato alla sua mente. D’altronde è un ospedale psichiatrico.
    Il fatto è che tutto è raccontato in modo raffazzonato. Ad un certo punto il film si perde, saltando da un argomento all’altro, introducendo personaggi e spiegazioni un po’ a caso. E poi vi sono situazioni assurde come Di Caprio che scala una parete verticale a mani nude o fa esplodere l’auto senza motivo, visto che semmai era il modo più logico per attirare le guardie in quel lato dell’edificio (e comunque nessuno si accorge di nulla). O come quando incontra Noyce nella cella. Usa un fiammifero per illuminare quando alle sue spalle e dentro la cella ci sono due riflettori. Fosse tutto frutto della sua mente ok ma tutto quello che fa fisicamente lo fa davvero, sono gli incontri e i personaggi ad essere modificati dalla sua mente. E poi se l’intento fosse stato sorprendere con il finale, tutto quello che viene prima sarebbe dovuto essere a prova di bomba.
    La spiegazione al faro l’ho trovata lunga, senza phatos e senza shockare più di tanto (forse perchè già si immaginava). La lavagna con i nomi anagrammati poi è da asilo infantile.
    E poi sono davvero imbarazzanti gli errori di montaggio. Gente che nel controcampo compie un gesto 3 secondi dopo averlo già compiuto nell’inquadratura precedente. Mi immagino l’imbarazzo della Shoonmaker nel rivedere il film in mezzo ad una platea. Da nascondere la testa sotto il sedile.
    O errori di scenografia, quando Di Caprio arriva al faro la porta ha la maniglia a sinistra e nel controcampo si apre al contrario.
    La storia aveva del potenziale, ma Scorsese ogni tanto perde completamente la testa. Sembra che diriga tanto per fare.

  34. Alberto Cassani scrive:

    Federico, hai detto più o meno le stesse cose che avevo detto io il 10 aprile. Scorsese è bravo a girare ma ha fatto un sacco di errori (non tutti per colpa sua), e la sceneggiatura è confusionaria (soprattutto nella seconda parte, è vero).
    Sul fatto di aspettarsi qualcosa di originale, secondo me in realtà è abbastanza ovvio vista l’abientazione e i tipi di personaggi aspettarsi la solita minestra riscaldata, ma per lo meno cucinata bene visto che in regia c’è Scorsese.
    E’ vero però quello che dici, cioè che se fai un twist finale tutto il resto dev’essere a prova di bomba. E’ questo che rende memorabili film come “I soliti sospetti” (che qualcuno definisce persino una delle più grandi porcherie del cinema anni ’90!), “Fight Club” e “Il Sesto Senso”. Altri, invece, come “Saw”, non funzionano. Questo funziona a metà, perché è prevedibile e alcuni passaggi alla luce del twist non hanno senso. Mi ricordo che succedeva la stessa cosa anche in “Alta tensione” di Aja, per dirne uno.
    Però, alla fin della fiera non ho rinnegato la visione: mi sono abbastanza divertito, anche se non entusiasmato.

  35. Vito scrive:

    Per nulla d’accordo con quanto evidenziato. Uno dei film migliori di Scorsese, ambientato nei meandri di una mente sconvolta dalla follia di un trauma familiare, tanto da crearsi una realtà parallela per fuggire da quanto commesso (e subito). Scorsese immedesima lo spettatore nell'”indagine” che Di Caprio scrupolosamente cerca di portare a termine, ma si tratta dell'”indagine” di un malato mentale, pertanto frammentaria, dissociata, incoerente, piena di vicoli ciechi e fobie che convogliano “esattamente” nel colpo di scena finale: tutto perfettamente rappresentato nella sceneggiatura, che non poteva essere diversa da come il maestro Scorsese ha fatto. Altrimenti sarebbe stato soltanto uno dei tanti, soliti thriller hollywoodiani.

  36. Alberto Cassani scrive:

    Mah, io credo che non si possa dare per scontato che un grande regista non faccia errori. Se per esempio un’illuminazione è incoerente, non si può partire dall’idea che se il regista è esperto non può essere un errore. Questo in generale, non mi riferisco al modo in cui Scorsese ha girato.
    Nello specifico di “Shutter Island”, è vero che una certa incoerenza di sceneggiatura serve vista la storia che racconta, ma secondo me non tutto è voluto e non tutto quello che è voluto funziona come vorrebbe.

  37. Andrea scrive:

    Il film non è male ma non è paragonabile al romanzo “L’isola della paura” di Dennis Lehane da cui è tratto. Dopo aver letto il libro (bellissimo) ero curioso di vedere come sarebbero riusciti a trasporlo: il problema non è la regia ma la sceneggiatura.

  38. Iride scrive:

    Sono d’accordo con Vito, un film splendido, che è riuscito ad emozionarmi profondamente…molto umano…indimenticabili le scene ambietate nel campo di concentramento, dopo aver visto quell’orrore, sembra dirci scorsese, non si può più essere gli stessi di prima.

  39. stefano scrive:

    vorrei rivolgermi a chi parla di errori di montaggio. siete davvero tanto ingenui da pensare che siano tali ?

    esperti di cinema che si considerino tali non avrebbero nemmeno il coraggio di affermare una cosa del genere, quando il regista soprattutto è di tale livello.

  40. Alberto Cassani scrive:

    Stefano, io trovo trovo sia sbagliato dare per scontato che un regista di alto livello non possa fare errori. Gli errori li facevano Orson Welles e Stanley Kubrick, non vedo perché non potrebbe farli Scorsese. Se c’è un’incongruenza visiva, non c’è nessuna ragione per pensare che sia una scelta voluta invece che un errore, a meno di non capire quale possa essere il motivo dietro questa scelta. E’ vero che nel caso di “Shutter Island” tutto si può racchiudere sotto l’ombrello della malattia mentale del proragonista ma la realtà è che ci sono numerose incongruenze che non hanno senso neanche in quest’ottica, perché non ha senso che Scorsese abbia fatto certe scelte e poi non le abbia portate avanti. E allora, la soluzione più ovvia è che non siano scelte.
    Scorsese è un grande regista, e Thelma Schoonmaker una grandissima montatrice, ma come avevano fatto degli errori palesi all’epoca di “Gansg fo New York”, così ne hanno fatti qui. Perché sono umani come chiunque altro, e come chiunque altro fanno errori.

  41. stefano scrive:

    Alberto ti do ragione, però secondo me non in questo film, e soprattutto non nella scena del bicchiere ad esempio, mi sembra stupido in questo caso affermare che è un errore perchè ciò significherebbe che la scena è stata girata senza bicchiere, come può un attrice o un regista girare una scena in cui si beve da un bicchiere senza bicchiere e non accorgersene ?

    non so se sono riuscito a spiegarmi.

  42. Marci scrive:

    Alberto hai scritto “Gangs FO New York”… è un errore di battitura.. oppure volevi proprio scrivere così per mandare un messaggio?

    Comunque anche per me non si può dire “è un bravo attore quindi l’ha fatto apposta” ma anche il punto di vista di Stefano (ora non ricordo la scena) non è del tutto sbagliato. Scorsese potrebbe avere messo delle “spie” nel film per farci capire che qualcosa non quadrava, e darci indizi della follia del protagonista

  43. Alberto Cassani scrive:

    A dir la verità no, Stefano, non ho capito di quale scena stai parlando. Ma se intendi che c’è una scena in cui in un momento si vede un bicchiere quasi vuoto e un momento dopo il bicchiere è pieno, quello è un errore molto comune che viene fatto in fase di montaggio. Una scena viene ripetuta molte volte, e non sempre i movimenti degli attori sono esattamente gli stessi. Quando la scena viene assemblata al montaggio si prendono parti di riprese diverse, basandosi su quanto buona è l’interpretazione degli attori in quella ripresa. Di conseguenza, se il loro movimento non è perfettamente identico a quello fatto nelle altre riprese scelte si crea un’incongruenza visiva come un bicchiere o la posizione delle mani, ma ovviamente si preferisce privilegiare l’efficacia della recitazione a questi piccoli dettagli. Un errore simili altrettanto comune è l’inclinazione delle teste quando due attori si baciano: capita spessissimo che inclinino la testa da una parte, e nell’inquadratura successiva ce l’abbiano piegata dall’altra, perché altrimenti si sarebbero viste le nuche invece dei volti. Ma questi sono errori in qualche modo voluti, di cui gli autori sono consci e tutto sommato di poco conto. Si vede molto di peggio, al cinema… Sempreché io non abbia capito male e tu intendessi un’altra cosa…

  44. Alberto Cassani scrive:

    No, Marci: è un errore di battitura. Ma comunque io questa scena del bicchiere non me la ricordo…

  45. Marci scrive:

    L’avevo capito :D
    Era una sottilissima battuta :D

  46. stefano scrive:

    http://www.youtube.com/watch?v=7KKb2demmUI&feature=related

    mi riferivo a questo… è evidentemente voluta… nella scena dopo la scomparsa il bicchiere viene anche sbattuto sul tavolo per attirare l’attenzione dello spettatore su di esso.

  47. Francesco Manca scrive:

    Un altro errore di continuità abbastanza evidente lo si può trovare anche in quella che io, come credo molti altri, considero la summa del cinema Scorsesiano, ovvero: “Goodfellas”.
    Nella celebre scena in cui Ray Liotta ‘sfotte’ Joe Pesci dandogli del “buffo”, si vede chiaramente in un’inquadratura che Liotta sta prendendo in mano il bicchiere portandoselo alla bocca e in quella immediatamente successiva compie esattamente la stessa azione. Errori di questo tipo vanno attribuiti al montatore (la sempre e comunque straordinaria Thelma Shoonmaker) e sono appunto definiti errori di continuità, mentre gli errori citati in questi ultimi post, quelli in cui un oggetto presente in campo sparisce senza motivo o cambia posizione si verificano più che altro per colpa del/la segretario/a di edizione, che, sul set, è quasi sempre munito/a di una macchina fotografica per registrare gli oggetti e i particolari presenti in scena e la loro posizione.
    Tuttavia, come scritto anche nella recensione, il film mi ha talmente annoiato che, diversi di questi errori non li ho nemmeno notati…

  48. stefano scrive:

    francesco manca, penso tu non abbia capito niente di quello che intendevamo (intendevo) dire. guardati il filmato che ho postato sopra.

    comunque ecco qua tutti gli estern eggs del film:

    http://www.moviemistakes.com/film8399

  49. Marci scrive:

    Per quel che conta la mia opinione.. penso che stefano abbia ragione su sto video
    è voluto, ma non è che dietro a tutti gli errori di montatura c’è la volontà del regista.

  50. Alberto Cassani scrive:

    Non avevo assolutamente capito che ti riferissi a questa scena, Stefano. Sì, qui è chiaramente una cosa voluta: lei non distingue la relatà dalle allucinazioni, è convinta di aver bevuto ma DiCaprio (e noi con lui) vediamo benissimo che non lo fa. Ma credo che nessuno qui si riferisse a questa scena quando parlava di errori di Scorsese o della montatrice, non puoi prendertela con noi se quelli di Moviemistake non hanno capito la scena.

    Per Francesco, in realtà gli errori di continuity non sono propriamente errori di montaggio, perché vengono commessi sul set. Il montatore può solo cercare di nasconderli, quando può, ma ovviamente tra far pronunciare due volte la stessa battuta a un attore per fargli compiere il gesto in maniera corretta e spezzare innaturalmente un gesto, è preferibile la seconda opzione. Non si può neanche dare sempre la colpa alla segretaria di produzione, perché le fotografie vengono fatte all’inizio e alla fine di un’inquadratura: i movimenti degli attori (e quindi il loro spostare gli oggetti) sono responsabilità esclusiva degli attori. Sia gli esempi che ho fatto io che il tuo di “Quei bravi ragazzi” sono colpa degli attori. Al massimo alla troupe si può fare una colpa di non essersene accorti.

  51. Francesco Manca scrive:

    Stefano, la mia era solo una segnalazione e non era indirizzata al tuo discorso piuttosto che a quello di un altro, ma visto che si parlava di bloopers ho ritenuto oppurtuno fare questo appunto in merito ad altri errori presenti nel cinema Scorsesiano.

  52. stefano scrive:

    benissimo, vedo che ci siamo capiti ! buona serata e buona visione.

  53. Fabrizio scrive:

    Alberto, alla luce di quanto detto, cos’è per te un errore prettamente di regia? E uno di montaggio?

  54. Alberto Cassani scrive:

    Genericamente, possiamo dire che se una scena manca di senso o non funziona come dovrebbe è colpa del regista. Se per esempio non si capisce (non volutamente) dove si trovano i personaggi e il loro posizionamento in una stanza, è colpa di chi ha scelto le inquadrature, ossia il regista. Allo stesso modo, se un’inquadratura non è funzionale e magari rompe l’incredulità dello spettatore, è colpa del regista. Ad esempio, ne “La sorgente del fiume” Angelopoulos fa una lunga carrellata ad avvicinarsi ad una madre che piange sul cadavere del figlio fucilato. Il problema è che la carrellata è lunghissima e il morto respira, perché l’attore non poteva mica morire soffocato. Questo è un errorre del regista, che ha scelto l’inquadratura senza pensare a ciò che comportava.
    Il montatore sbaglia quando la giustapposizione di due inquadrature non ha il senso che avrebbe dovruto avere (l’esterno di un palazzo seguito dall’interno di un palazzo che è lo stesso), quando sbaglia il raccordo su un movimento (un gesto che inizia in un’inquadratura e finisce in un’altra ma non è continuo solo per colpa del montaggio) e quando – e succede molto spesso – sbaglia il momento in cui cambiare inquadratura.

  55. Fabrizio scrive:

    “quando sbaglia il raccordo su un movimento (un gesto che inizia in un’inquadratura e finisce in un’altra ma non è continuo solo per colpa del montaggio)”

    Ecco, però questo errore è già più difficile da interpretare, nel senso che, appunto, il montatore può essere costretto a raccordare le inquadrature in questo modo proprio per far funzionare meglio la sequenza di inquadrature in cui i movimenti e i gesti non sono perfettamente sovrapponibili, cercando una via di mezzo.

  56. Alberto Cassani scrive:

    Evidentemente. Ma se c’è un campo medio di un uomo che abbatte un’ascia sulla testa di un altro, e poi uno stacco al dettaglio della testa del secondo uomo che si sfonda, il movimento dev’essere corretto. Ho scritto “solo per colpa del montaggio”.

  57. Fabrizio scrive:

    Sì, ma metti che il regista abbia girato quella due singole inquadrature non gestendo per intero il movimento dell’ascia che si abbatte nella prima e/o della testa che si sfonda nella seconda (cosa che può anche succedere): a quel punto come fai a dire con certezza che a sbagliare è stato il montatore che ha assemblato la scena?

    Lo so, è un discorso parecchio aleatorio, ma non la trovi una considerazione sensata?

  58. Alberto Cassani scrive:

    No, guarda: il regista può anche sbagliare nella gestione delle inquadrature, ma se un movimento è chiaramente sbagliato è sempre colpa del montatore. Ci sono mille modi diversi per montare una scena, se non ci sono due inquadrature che vanno bene insieme non c’è nessun motivo di usarle tutte e due. Se ti sparano a un piede e nella seconda inquadratura tu hai un buco nella spalla, io non uso entrambe le inquadrature.

  59. max scrive:

    Devo dire che il film risente un po’ della complessita’ della storia anche se in alcune scene Martin raggiunge un perfezione filmica di gran rilevo ,senza dubbio ci sono momenti di distrazione eccessiva ma nel complesso il film e’ sviluppato in maniera coerente con la natura della storia .
    BELLO

  60. Alberto Cassani scrive:

    max, tu sei in moderazione perché hai l’abitudine di insultare gli altri. Evita di mancare di rispetto agli altri e vedi che non ti taglio parti dei tuoi commenti. O prova almeno a esprimere più pacatamente le tue opinioni.

    Comunque, i paragoni è giusto farli tra film che hanno qualcosa in comune. Non puoi contestare un giudizio a un film come questo paragonandolo a un film di Pieraccioni. Piuttosto paragonalo a “Qualcuno volò sul nido del cuculo”, o qualcosa di simile. I film si giudicano per quello che sono, non per la loro posizione all’interno dell’universo cinematografico globale, perché è una cosa impossibile da fare.

  61. Marianna scrive:

    Ho visto Shutter Island e credo che Martin Scorsese poteva Scegliere di meglio. La storia è bella, intrigante, per carità… ma il finale? mi ha un pò deluso sinceramente.. Apprezzo come sia DiCaprio che Scorsese. Si sono diostrati all’altezza della situazione :)

  62. Alberto Cassani scrive:

    Diciamo che tutta la parte finale è abbastanza telefonata, però la conclusione vera e propria mi sembra tutt’altro che banale.

  63. Anonimo scrive:

    Da Scorsese ci si aspettava di più. Non ci si perde niente se non lo si vede.

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