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“Birdy – Le ali della libertà” di Alan Parker

6 ottobre 2003 Recensioni 1 Commento
Alberto Cassani, 6 Ottobre 2003: Tragico
CEIAD, 1985

Durante la guerra in Vietnam, Al Columbato ritrova in un ospedale militare il suo vecchio amico “Birdy”, ridotto uno schizofrenico che non parla mai. Per scuoterlo dall’apatia, Al ripercorre l’adolescenza di Birdy, contraddistinta dal forte desiderio di diventare un uccello, che gli ha fatto guadagnare quel soprannome…


Tratto dal romanzo di William Wharton, Birdy è uno dei film più particolari di tutti gli anni ’80. Non è un film di guerra, anche se la guerra è un argomento che caratterizza fortemente la pellicola, e non è neppure un film sull’amicizia. Non del tutto, almeno. Il rapporto tra Al e Birdy è infatti meno toccante di quello tra quest’ultimo e i suoi canarini, ma è solo con il tempo, man mano che la proiezione procede, che capiamo quale sia il vero spirito del film. L’utilizzo che dei flashback fa il regista ha infatti il risultato di svelarci pian piano, alla giusta velocità, le caratteristiche principali del personaggio che dà il titolo al film. E in questo modo impariamo ad apprezzarle.

Al servizio del sempre bravissimo Alan Parker, Nicolas Cage e Matthew Modine offrono quella che è a tutt’oggi la miglior interpretazione della loro carriera (fatto salvo Full Metal Jacket per Modine) in ruoli assolutamente non facili. Avendo a che fare con personaggi in qualche modo mutilati (Cage è sfigurato, Modine parla poco e spesso non con degli esseri umani), i due attori hanno caricato ancor di più le caratteristiche di Al e Birdy riuscendo a renderli toccanti senza perdere in credibilità.

Alan Parker, l’inglese responsabile della regia di questa pellicola, veniva dalla direzione di una serie di film che apparentemente non avevano niente a che fare l’uno con l’altro: da Fuga di mezzanotte a Saranno Famosi, dal cartone Pink Floyd – The Wall a questo Birdy al successivo Angel Heart – Ascensore per l’Inferno, la sua carriera è sempre stata caratterizzata da temi apparentemente banali trattati con inventiva e acume. Birdy non fa eccezione: è un film toccante e straniante, tragico e insieme lieve. Un film che Pauline Kael ha definito «come Il Piccolo Principe riscritto da Kurt Vonnegut». Anche se questo lei non lo vedeva come un pregio…


Titolo: Birdy – Le ali della libertà (Birdy)
Regia: Alan Parker
Sceneggiatura: Sandy Kroopf, Jack Behr
Fotografia: Michael Seresin
Interpreti: Matthew Modine, Nicolas Cage, John Harkins, Sandy Baron, Karen Young, Bruno Kirby, Nancy Fish, George Buck, Dolores Sage, Robert L. Ryan, James Santini, Marshall Bell, Maud Winchester, Elizabeth Whithcraft, Sandra Beall
Nazionalità: USA, 1984
Durata: 2h.


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Attualmente c'è 1 commento a questo articolo:

  1. Marco scrive:

    Film molto bello, minimalista e molto commovente.
    Buonissime le interpretazioni di Modine e Cage. Regia ottima con alcune soluzioni, sottolineate dalla pregevole colonna sonora di Gabriel, veramente eccezionali come il sogno di Birdy di essere un uccello che vola per le vie di Philadelphia.
    Stranamente vincitore solo del Grand Prix della giuria a Cannes, meritava sicuramente una nominations agli Oscar.

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